domenica 14 gennaio 2018

Il senso dei Celti per l'acqua

Fiume Exe

I Celti avevano molte parole per l'acqua. Una di questa era iska, gaelico uisce, l'acqua pura sorgente di vita, da una radice PIE *h2ei̯s per cercare (lituano íeškau, cercare), il gaelico Fior Uisce (feer ishka) identifica una sorgente di acque pure della migliore qualità.

Uisce beatha (pronuncia irlandese: ˈɪʃkʲə ˈbʲahə) è il nome del whisky nella lingua irlandese. Nel gaelico scozzese la parola è uisge-beatha. La parola whisky o whiskey scritto all'irlandese significa letteralmente "acqua della vita" ed è il nome che i monaci irlandesi dettero a questo distillato nell'Alto Medioevo trasponendolo dal latino "aqua vitae" ovvero acqua di vita.

I romani chiamarono la città di Exeter "Isca Dumnoniorum", Isca era la latinizzazione del celtico Iska acqua pura, acqua corrente da cui prende il nome anche il fiume Exe, quindi il significato era "acqua dei Dumnoni". I Dumnoni erano una tribù celtica che viveva nella penisola sudoccidentale della Britannia ai tempi della conquista romana e che oggi chiamiamo Cornovaglia. Successivamente la città della contea del Devon prese il nome di Exanceaster (900), Escanceaster (1086, Domesday Book) ovvero castro sul fiume Exe. Secondo Guglielmo di Malmesbury i Dumnoni furono una delle poche popolazioni celtiche ad integrarsi coi Sassoni, mentre la maggior parte dei Britanni fuggì in Bretagna. Una parte di Exeter mantenne così il titolo di Piccola Britannia fino al XVIII secolo.

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