sabato 7 gennaio 2017

Le streghe di Larzac e l'etimologia della parola bocca

Sono trascorsi quattro anni da quando ho dato vita a questo blog. In questi quattro anni, con l'aiuto del metodo comparativo ho cercato di ricostruire la lingua dei Longobardi, so che non sono il solo perché oggi glosse longobarde si trovano abbastanza di frequente sul web riferite a dialetti locali, credo che sia partito un movimento culturale di tipo nuovo legato alla diffusione della cultura in rete. Vorrei chiamare questo movimento di decriptazione della lingua longobarda #grabworf: una parola longobarda contenuta nell'Editto di Rothari che significava "saltato fuori dalla tomba" e che ben si presta a cogliere il più profondo significato di questa esperienza collaborativa in rete. Resuscitare la lingua longobarda, ma anche il gallico riscoprendo i dialetti prima che questi scompaiano per sempre.

Fatta questa breve ma importante premessa posso cominciare il quinto anno di vita del blog partendo dall'etimologia della parola "bocca". Bocca è infatti una parola che mi ha sempre intrigato perché non ho mai trovato convincente l'origine dal latino volgare bucca (guancia) e poi successivamente bocca in quanto la parola è troppo diversa dall'origine classica secondo lo schema mainstream os > bucca > bocca, si tratta di un ottimo esempio per negare la continuità linguistica tra il latino classico ed il volgare italiano. Questo etimo va invece collegato al concetto di cavità, infatti si parla di cavità orale, quindi l'etimo è da legare a quello di buca la cui origine è celto-germanica: provenzale bucs (ventre), catalano buc, spagnolo buque e portoghese (capacità ossia cavità di un vascello), antico francese buc che vale alveare. Da una radicale celto-germanica buc, bug avente il senso di cosa curva, incavata e che riscontrasi nel proto-germanico *būka-, *būkaz, nell'antico alto tedesco būh, pūh, medio alto tedesco būch, antico norreno būkr, antico frisone būk, tedesco moderno bauch, ventre, il tronco del corpo. Il tutto probabilmente da una radice proto-indoeuropea *bʰōw- che sta per gonfiarsi da cui deriva anche il gallico bocca, boca che è la vera origine del nostro etimo.



Ma vediamo più da vicino questa origine celtica dell'etimo bocca. Le tavolette di Larzac sono state trovate nel 1983 nel comune di L'Hospitalet-du-Larzac, Aveyron nel Sud della Francia, Sono due tavolette di piombo scritte sul fronte e sul verso in corsivo romano e con più di mille lettere e 170 parole sono la più importante e ricca testimonianza in lingua gallica, il reperto risale al 100 d.C. Si tratta di un rituale magico pagano che riguarda il "mondo delle donne". È stato scritto da due mani differenti. Il primo testo sembra mettere in scena una lotta tra streghe. La riutilizzazione della lamina sembra avere voluto beneficiare della forza magica del testo precedente, ma la seconda mano sembrerebbe essere meno latinizzata della prima.Sulla fronte della tavoletta contraddistinta come 2a vi è il cosiddetto silenziamento che fa parte dell'incantesimo che contiene la parola bocca "a senit conectoṣ onda bocca nene / rionti onda boca net" la cui traduzione secondo Bernard Mees sarebbe: "Siccome ella tiene le loro bocche chiuse, così le loro bocche non potranno sentenziare su alcuno"  Ma ecco la trascrizione del testo gallico
1a: 
insinde · se · bnanom bricto[m i]
n eíanom · anuana sanander[…]
na · brictom · uidluias uidlu[…]
tigontias · so · adsags·ona · seue[rim]
tertionicnim · lidssatim liciatim
eianom · uoduiuoderce · lunget
utonid ponc · nitixsintor si[es]
duscelinatia in[ei ]anon anuan[a]
esi · andernados brictom · bano[na]
flatucias · paulla dona potiti[us]
iaia · duxtir · adiegias poti[ta m]
atir paullias · seuera du[xtir]
ualentos dona paullius
adiega · matir · aiías
potita dona primus i[…]
abesias

1b: 
etic epotiniosco·et[ic]
ruficna casta dona b[…]
nonus co etic diligenti soc[…]
ulatio·nicn om aucitionim[…]
aterem potiti ulatucia mat[…]
banonias ne · incitas · biontutu in
das mnas ueronadas brictas lissinau[e]
seuerim licinaue · tertioni[cnim]
eíabi tiopritom biietutu semit[…]
ratet seuera tertionicna […]du[…]
 ne incitas biontutus…
 anatia nepi anda…
[…]ad incorsonda b…
[…]·pi·lu dore con.s…
incarata

2a: 
[…]a · senit conectos[…]
[…]onda bocca nene.[…]
[…].rionti onda boca ne[…]
.on barnaunom ponc nit
ixsintor sies eianepian
digs ne lisatim ne licia
tim · ne rodatim · biont
utu semnanom sagitiont
ias seuerim lissatim licia
tim anandognam acolut[…]
utanit andognam a[…]
da bocca[…]
diomine[…]
2b: 
secunda manus:
aia […] cicena[…]
nitianncobuedlidat[…]
iasuolsonponne
antumnos · nepon
nescliciata neosuode
neiauodercos · nepon ·
prima manus:
su… biiontutu se mn
anom adsaxs.nadoc[…]
suet petidsiont sies
peti sagitiontias seu
[er]im tertio lissatim[…]
[…]s anandogna[…]
[…]ictontias.[…]
Traduzione che segue l’interpretazione di P.-Y. Lambert :
1a, 1-7 : « Manda il sortilegio di queste donne contro i loro nomi (che sono) qui sotto; quello (è) un incantesimo di strega che strega delle streghe. O Adsagsona, guarda due volte Severa Tertionicna, la loro strega di filo (che lega?) e la loro strega di scrittura (che scrive?), che ella rilasci colui che loro avranno colpito con una defixio ; con un maleficio contro i loro nomi, effettua l’incantesimo del gruppo qui sotto [+ una dozzina di nomi femminil]. »
1b, 6-7 : « che queste donne qui sotto nominate, stregate, siano per lui ridotte all’impotenza »
2a, 3-10 : « ogni uomo che abbia la funzione di giudice, che avessero colpito con una defixio, che lei (Severa Tertionicna) annulli la defixio da questo uomo; che non possa esserci alcuna strega per mezzo della scrittura, strega che lega, strega che dona, fra le donne, che chiedono Severa, la strega per la scrittura, la strega per mezzo di filo, la straniera. »

Fonti:

Bernard Mess, The women of Larzac
L'Arbre Celtique, Plomb du Larzac
Vocabolario etimologico Pianigiani, etimo di "buco"
Dr. David Stifter Old Celtic Languages Sommersemester 2008, Gallo-Latin inscriptions

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