domenica 8 gennaio 2017

La Fonte della Fata Morgana (Mòrrigan) presso Grassina

La Fonte in stile manierista fu eretta da Bernardo Vecchietti nel parco della sua villa "Il Riposo" tra il 1571 ed il 1574, il piccolo edificio si sviluppa come una quinta teatrale con due prospetti contigui. L'ingresso e le finestre sono in pietra alberese con timpani a conci sbozzati a rustico, che contrastano con la superficie delle pareti intonacate e graffite con effetto a mattoncini, Sulla sinistra si trova un tabernacolo cinquecentesco in pietra serena, a destra si aprono tre arcate con iscrizioni e dediche. All'interno in una nicchia vi era la statua della Fata Morgana del Giambologna che per molti secoli è stata creduta perduta per sempre, la fontana è costituita da una conca in pietra sostenuta da un basamento grezzo che ricorda le estremità di una melusina, Due portali simmetrici completano la scenografia: da quello di sinistra si accede, tramite una scala, ad alcuni piccoli ambienti.





Come anticipato per molti secoli la statua della Fata Morgana del Giambologna era stata data per dispersa, Senonché qualche anno fa eccola riapparire in Inghilterra ad un'asta di arredi per giardini nello Herefordshire nel 1989, ecco come il quotidiano La Repubblica del 28/10/1989 riporta l'evento:

Non era Venere ma la Fata Morgana.
La notizia circolava già da un po' di tempo. Fra conferme, smentite e spiegabilissime reticenze. Ora è ufficiale. Il 12 settembre scorso, Wrothan Park nell' Hertfordshire, dove la Christie' s South Kensington esponeva i lotti di un' asta di arredi da giardino, diventò per un pomeriggio il centro del mondo artistico inglese, tra cui spiccavano alcuni personaggi. Tim Clifford, il dinamico direttore delle Gallerie Nazionali Scozzesi, Cyril Humphries uno dei più noti esperti e mercanti di scultura del mondo, Alex Wengraf mercante specializzato in dipinti tedeschi e fiamminghi di alta epoca e sua moglie Pat, giovane e aggressiva mercante di scultura. Ovviamente nessuno di questi personaggi si era precipitato nello Hertfordshire perché spinto dalla necessità di arredare un ipotetico giardino. Tutti, più o meno di nascosto l' uno dall' altro, si aggiravano intorno al lotto 232, cercando di esaminarlo senza farsi notare. Il lotto 232 così era descritto nel catalogo: Mezzo busto di Venere marina in marmo bianco del XVIII secolo, la testa voltata a sinistra, con in mano una conchiglia, alta 99 centimentri. Stima dalle 3 alle 4 mila sterline. Moltissimo per una statua da giardino ma niente per un Giambologna. Infatti, sotto la falsa identità della Venere Marina, si nascondeva quella della Fata Morgana del grande scultore del ' 500. Iniziata la competizione la lotta è stata all' ultimo sangue. A vincere è stato Alex Wengraf che ha acquistato il Giambologna per sua moglie Pat, al prezzo di 650 mila sterline. Pat e Alec hanno un giardino dietro la loro casa di Londra, un po' lontano dal centro. Anzi il giardino si vede bene dalla camera da pranzo dove si offrono cene squisite con vini francesi ad altissimo livello. Pat non è solo una grande esperta di scultura, è anche una gran cuoca. Ma non credo che la Fata Morgana resterà a lungo in casa Wengraf. Prenderà altre strade. Anche perché in fondo è stato un investimento di un miliardo e seicento milioni. Pat per ora è la proprietaria dell' unica scultura in marmo di Giambologna, oltre al Sansone del Victoria and Albert, esistente fuori dall' Italia. La Fata Morgana era scomparsa dal 1773, quando risultava proprietà del pittore Thomas Patch. L' attuale venditore è rimasto sconosciuto: uno dei milioni di inglesi con giardinetto più o meno grande con sculture più o meno di buon gusto. Di pietra come la Fata è rimasto l' esperto di scultura di Christie' s, che ora contesta l' attribuzione. Ma non è tutto. Di Giambologna manca all' appello la Galatea, l' altra statua di marmo di cui si sono perdute le tracce. I giardinetti inglesi non avranno più pace.


Ma chi era Morgana? Morgana o meglio Mòrrigan era la principale divinità dei Celti il cui culto è attestato fin dall'età del bronzo. Una e trina, la "dea grande" racchiudeva in sé molti significati che, nell'ambito di una società votata alla guerra, ne mettevano in risalto gli aspetti legati alla morte sul campo di battaglia e al destino del guerriero come avviene con le tre streghe nel dramma Macbeth di Shakespeare.  In realtà la dea va oltre questi stereotipi rappresentando tutto il cerchio della vita e i cicli di nascita. morte, resurrezione, Quindi dea madre e della fertilità ma anche dea delle acque e dei fiumi riprendendo l'ancestrale Danu dalla radice proto-indoeuropea *Deh2nu- (scorrere) da cui inomi dei fiumi Don e Danubio. La dea può anche offrire ai grandi monarchi il potere di governare. Il Triskell il simbolo celtico delle tre dee ben rappresenta la sintesi di questi concetti.

Hai, Mòrrigan


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