sabato 14 maggio 2016

San Miniato (Agias Minas) il primo patrono di Firenze

San Miniato (Minas) - icona
In origine il primo santo patrono della città di Firenze fu San Miniato. Solo con la regina Teodolinda moglie di Agilulfo fu scelto San Giovanni come santo protettore della nazione longobarda e per segnare la conversione della città al cattolicesimo a lui fu intitolato il nuovo Battistero della città che ancora oggi porta il suo nome e che i fiorentini chiamano "il bel San Giovanni". San Miniato in effetti è un santo della tradizione bizantina, festeggiato l'11 di novembre del calendario ortodosso.

San Miniato il cui nome greco era Minas (Agias Minas o Mena nella versione copta) nacque in Egitto verso la metà del III secolo da genitori pagani. Durante la sua adolescenza si convertì al cristianesimo e quando ne ebbe l'età intraprese la carriera militare nell'esercito romano diventando ufficiale di cavalleria di stanza presso la città romana di Cotyaem in Asia Minore. Nel 303 cominciarono le grandi persecuzioni dei Cristiani volute dagli imperatori romani Diocleziano e Massimino che durarono fino al 311. Ai soldati romani venne ordinato di arrestare e poi torturare tutti i cristiani che non avessero abiurato la propria fede. Minas fedele al suo credo dette allora le dimissioni dall'esercito e andò a vivere come un eremita sulle montagne. Quando ebbe compiuto i cinquanta anni, una visione divina gli rivelò che era giunto per lui il momento del martirio. Quindi lasciò la sicurezza del suo eremo sulle montagne e tornò in città dove si dichiarò cristiano. Fu arrestato, imprigionato, flagellato e torturato, poi fu trascinato per la strada. Nonostante il suo orribile martirio il santo rifiutò di abiurare la sua fede e a questo punto fu decapitato.
La Chiesa di San Miniato al Monte che domina Firenze dai colli conserva nella cripta le sue spoglie. La chiesa attuale sorge su una preesistente architettura paleocristiana che doveva essere la chiesa più antica della città, di cui l'attuale fabbrica mantiene intatto l'originale orientamento con la facciata orientata a Nord-Ovest.

Oggi san Miniato è il santo patrono della città di Heraklon a Creta dove sorge una grande chiesa a lui dedicata. Presso Alessandria d'Egitto sorge un grande monastero copto intitolato a San Mena. Nell'iconografia bizantina Miniato/Minas viene sempre raffigurato con la corazza da legionario, armato di lancia o spada oppure con entrambe e spesso a cavallo.

Come detto l'onomastico si celebra l'11 novembre il nome Minas è di origine greca e deriva dalla parola greca min, mene che significa luna, quindi il suo nome significa colui che porta luce nell'oscurità, il nome fu particolarmente diffuso durante il periodo bizantino.

Il culto di Miniato/Minas/Mena fu molto diffuso tra i Longobardi in Toscana, è storicamente dimostrato che un gruppo di longobardi, secondo un documento originale datato 713 e conservato nell'Archivio Arcivescovile a Lucca, si stabilì sul colle di San Miniato al Tedesco (PI) ed edificò una chiesa dedicata al martire Miniato.

San Miniato, Minas

venerdì 6 maggio 2016

I capelli rossi marcatore genetico medievale in Italia

Il gene dei capelli rossi è molto indicativo per determinare l'apporto genetico del Medioevo nella composizione genetica degli italiani. Dagli autori romani sappiamo che il rutilismo, gene recessivo e molto evidente, era considerato dai latini esotico e pertinente alle popolazioni celto-germaniche (Tacito). Recenti studi hanno poi dimostrato come questo gene fosse già presente nei Neanderthal ed è quindi probabile che rientri tra i geni ereditati dai Neanderthal nel processo di ibridazione coi Sapiens. Il gene dei capelli rossi sembrerebbe anche essere collegato con altri tratti genetici come le lentiggini, gli occhi verdi, la sensibilità agli sbalzi di temperatura, il livello di sopportazione del dolore.



Le carte del capitano medico Ridolfo Livi, sono mappe statistiche che riguardano alcune caratteristiche fisiche raccolte durante le visite delle prime leve del regio esercito all'indomani dell'unificazione, quindi sono dati che si riferiscono al 1865. Sono molto interessanti dal punto di vista antropologico perché riguardano un paese ancora privo di flussi migratori interni, infatti per andare da Firenze a Modena, prima dell'unificazione occorreva il passaporto. Le carte di Livi fotografano un paese complesso dal punto di vista antropologico.



Nella determinazione degli aplogruppi genetici di origine medievale e altomedievale in Italia, si raffronti la mappa di Livi dei capelli rossi con quella degli aplogruppi di origine "barbarica". Occorre qui anche considerare la scarsezza del campione italiano, in quanto da noi ancora i test genetici ancestrali non sono molto diffusi, il confronto offre comunque alcuni spunti evidenti in particolare riguardo alla Sicilia Nord-occidentale (Palermo), la zona di Napoli e Benevento. La mappa di Eupedia dell'R-U106 (proto-germanico) è abbastanza datata e risale al 2011, so per certo di diversi campioni positivi all'R-U106 nella zona di Massa che coincide con l'aumento della frequenza dei capelli rossi nella mappa di Livi.


Diffusione aplogruppi Y-DNA SNP
R-U106, R-L21, I1, I2a2


Nel 2011 la banca del seme più grande del mondo ha smesso di accettare donatori dai capelli rossi, si tratta di una scelta di marketing dovuta al fatto che chi si rivolge a queste banche in genere è alla ricerca di un ideale di bellezza stereotipata e difficilmente i capelli rossi rientrano in questi canoni. Questo è anche stato il tema di una mostra della fotografa Marina Rosso nel 2014 dal titolo "The Beautiful Gene".

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