giovedì 4 agosto 2016

Cruithne, Cruthin, Priteni, Pretani, Bretani, Britanni storia dell'etnonimo che dette origine al nome Britannia

Una recente mappa aggiornata dell'aplogruppo R1b-L21 denominata col nome intrigante di "Pretani"e relativa ad Isole britanniche e Irlanda mi offre lo spunto per parlare delle antiche popolazioni dell'età del ferro che abitarono quelle isole e che sono responsabili della diffusione di questa mutazione genetica che ivi raggiunge alti picchi ma che, a parte la Bretagna. è molto bassa nel resto dell'Europa continentale dove non supera mai il 3% della popolazione maschile.

La mappa in questione è basata sui risultati dei test di Britainsdna un'azienda britannica che si occupa di test genealogici sul DNA ancestrale. Le frequenze non includono le subcladi più prettamente gaeliche: R1b-M222 (Irlandesi antichi), R1b-S168 (Dalcassiani), R1b-S169 (Iberni), R1b-S190 (Meati), R1b-S388 (Casa reale di Stewart), R1b-S530 (Gododdin) gli shortname sono presi dalla Società internazionale di Genealogia Genetica.

Chi erano i Pretani? La forma latina medievale per designare gli antichi abitanti della provincia romana della Britannia era Bretani in irlandese Breathnach. Erano una popolazione di origine indoeuropea dell'età del ferro che si sarebbe insediata nelle isole britanniche ed in Irlanda tra il 700 ed il 500 a.C. con una serie di ondate migratorie provenienti dal continente.

Attorno al 50 a.C. Diodoro Siculo parla di "quei Pretani che abitano il paese chiamato Irlanda". Se i Pretani siano o meno da considerare Celti, nel senso di parlanti una lingua celtica, dipende dalla classificazione che si dà alla lingua da loro parlata quel p-celtico che conduce al gallese, al cornico (lingua cornica) e al bretone. Secondo Gaio Giulio Cesare nel De Bello Gallico i Britanni ed i Galli pur avendo intensi rapporti culturali e commerciali non erano la stessa popolazione e questo sarebbe confermato dalla genetica. L'aplogruppo R-L21 tipico delle Isole è presente in modo massiccio in Francia solo nella regione della Bretagna, la percentuale crolla nelle altre regioni che erano abitate dai Galli che sono caratterizzata da un'altra mutazione genetica la R1b-U152 (alpina, italo-celtica) che trova la sua massima incidenza in Provenza ed in Italia settentrionale (Gallia Cisalpina). La lingua p-celtica si chiama in questo modo in quanto è caratterizzata dalla rotazione consonantica k > p dal proto-celtico al celtico, così che l'arcaico *kʷritenī diventa appunto *pritenī, per alcuni studiosi questo è l'etnonimo più antico per gli abitanti di queste isole che significherebbe "gli incisi" (dalla radice PIE *kwer- incidere), i dipinti, i tatuati per l'abitudine di queste popolazioni di dipingersi il volto ed il corpo. Il nome di Britanni per i romani era solo associato alle popolazioni non ancora sottomesse che vivevano a Nord del Vallo.

Comunemente si ritiene che dalla forma "Prydein" i Romani, sbarcati per la prima volta nell'isola con Gaio Giulio Cesare nel 55 a.C., abbiano tratto il termine "Britannia" shiftando la consonante iniziale p > b dal celtico al latino. La parola pryd in britanno doveva significare bellezza, nobiltà, fierezza, il lemma fu ricevuto nell'antico inglese pryto da cui deriverebbe l'odierno inglese pride.

Dopo la conquista dell'isola da parte nel 43 d.C. col nome di Britannia i Romani designarono tutta l'isola, compreso il territorio a Nord del Vallo di Adriano, il nome fu allora utilizzato per dare il nome alla provincia romana, che vene così ristretto all'isola di Gran Bretagna (la porzione a sud del Vallo di Adriano). Britannia, con una sola consonante -t-, è una forma secondaria, ma risale anch'essa al periodo romano. Questo termine latino viene accolto nell'antico inglese da Alfredo il Grande come Bryttania (Beda il Venerabile usa invece Brittania).

La lingua oggi parlata più simile al brittonico l'antica lingua parlata dagli originari Britanni è il gallese e anche dal punto di vista genetico come giustamente argomentato da un recente articolo del Mail online i Gallesi sono la popolazione più simile agli originari Britanni: "Are the WELSH the truest Brits? English genomes share German and French DNA - while Romans and Vikings left no trace".

Se i latini continuarono a pronunciare il nome di Britannia e Britanni con la consonante shiftata probabilmente gli abitanti di quelle isole continuarono a chiamare se stessi con l'etnonimo che inizia con la P e allora penso che la parola prete invece che derivare dall'improbabile tardo latino presbiterus stia a designare l'etnonimo. Non molti infatti sanno che nell'Alto Medioevo l'evangelizzazione dell'Europa continentale fu affidata a missionari che venivano dalle Isole britanniche e Irlanda come abbiamo visto nel post sui monaci irlandesi in Toscana. Quindi prete da Pretano.

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...