sabato 9 aprile 2016

L'origine del toponimo Arfoli in Toscana e il banchetto dell'eredità

Ho già dedicato un post alla Pieve di Sant'Agata in Arfoli presso Reggello e al toponimo Arfoli, oggi torno sull'argomento avendo trovato molto altro materiale sull'Arfol o Arval, il banchetto rituale della tradizione scandinava che veniva celebrato dall'erede per entrare in possesso dell'eredità.

Funeral Ale - Drinking Ritual
Gotland - Svezia
L'arval, arvill o arvill supper, era il nome di una festa che si usava tenere dopo il funerale nel Nord dell'Inghilterra, nello Yorkshire e Lancashire e in Scozia nelle contee del Cumberland e del Westmoreland. Prende il nome dalla birra tradizionale ad alta fermentazione (ale) che si usava bere durante la veglia, un atto rituale significativamente importante nelle cultura nordica scandinava.
Anche se c'è chi sostiene che il termine potrebbe derivare da qualche germanismo perduto che identificava la pila sulla quale veniva deposto e successivamente bruciato il corpo del defunto ai tempi del paganesimo, l'arval è indubbiamente lo stesso termine del Suio-Gothic (Antico Svedese parlato nel Sud della Svezia, ndr)  Arfoel "silicernium, convivium funebre, atque ubi cernebatur haereditas celebratum" Ihre, vo. Arf, p. 106. La sua origine è evidentemente originata dalla circostanza dei festeggiamenti offerti da colui che entra in possesso dell'eredità; derivando da arf eredità, e oel festino da cui deriva la bevanda che noi chiamiamo ale (birra tradizionale inglese ad alta fermentazione, ndr).

Con Aarsmol (vo. Aar, annus, p. 57). Ihre (Johan Ihre, 1707-1780, svedese, filologo e linguista, ndr) commentava che i riti funebri venivano celebrati durante il cattolicesimo, il giorno del trasporto, il settimo giorno, trascorsi trenta giorni e se gli eredi erano d'accordo dopo che era passato un anno; in quell'occasione gli eredi del defunto si dividevano l'eredità tra di loro. Era universalmente noto, comunque, che nessun erede avesse il diritto di entrare in possesso dell'eredità prima di aver celebrato l'Arval ossia la festa del funerale (Funeral Ale, ndr).
Ihre osserva anche, che i riti del trentesimo giorno erano chiamati traetiugund, cioé letteralmente, tre decadi, e maanodsmol, da maanad un mese, e mot tempo. Analogo al termine più recente dell'Antico Inglese monthis mind, (Suio-Gothic maanads-motsoel), forse nel corrispondente termine Tractiugund abbiamo qualcosa che possa gettare luce sul nostro Trental (un servizio di trenta messe complessive che venivano celebrate per il defunto in 30 giorni diversi, ndr). Potrebbe essere che le trenta messe, indicate da questo termine, erano stabilite nel trentesimo giorno successivo al decesso che culminava col month's mind, o la festa celebrata dopo 30 giorni.
Il termine Arval potrebbe essere stato introdotto nel Nord dell'Inghilterra dai Danesi (che lo scrivono arfw-oel). Anche se nell'Antico Sassone yrf denota l'eredità, Non trovo alcuna vestigia della parola composta in questa lingua. L'Islandese erfe è sinonimo di arval; i parenti; "ad drekkia erfi, convivando parentare defunctis"; G. Andr. p.15, 16.

Sweyn Forkbeard al banchetto per il funerale
del padre Harald Bluetooth
Wormius (Ole Worm, 1588-4654 danese padre dell'archeologia scandinava, ndr) da un particolare rilievo all'Arffueoel, "una festa solenne, che re e nobili celebrano in onore del parente nobile, quando ereditano il reame o l'eredità. Poiché non era permesso entrare in possesso dell'eredità del defunto prima di aver invitato i nobili e gli amici ad una tale festa. Una cosa che era particolarmente frequente in questa occasione era che in onore del defunto l'erede offrisse una grande bevuta in grosse coppe impegnandosi in un voto per nuove memorabili imprese" Monum. Danic. p.36,37.



Per i Normanni il brindisi rituale a base di birra ad alta fermentazione era un elemento importante del rituale funebre. Come sappiamo il termine Vichinghi è un termine recente non storico, essi chiamavano loro stessi con l'etnonimo Nordmanni, che significava uomini del Nord, e così venivano chiamati nei testi medievali. Quando il defunto era di alto lignaggio il suo corpo veniva disposto su una nave, accanto al corpo venivano fatte delle offerte in base allo status del defunto, sopra il corpo veniva realizzato un tumulo con pietra e terra.
Per i Normanni la morte era vista come un importante momento per la comunità. Le cerimonie che avevano luogo dopo la morte erano pensate per dare forza al lutto e per il passaggio dei diritti e dei beni agli eredi, La risoluzione delle questioni patrimoniali relative alla successione era una parte importante dei riti funebri. I Normanni erano molto superstiziosi e pur essendo forti guerrieri avevano paura della morte e pensavano che se fosse accaduto qualcosa fuori luogo durante le celebrazioni del funerale o nella divisione dei beni avrebbe portato disarmonia nella comunità.
Il settimo giorno dopo il decesso veniva indetto un banchetto ed un brindisi rituale a base di birra fermentata (ale). Solo a questo punto gli eredi potevano reclamare i loro diritti sull'eredità del defunto.

Corno potorio in vetro del periodo Vendel - Svezia 
Foto:SHM
Nonostante la storiografia ottocentesca abbia sempre visto i Vichinghi come un popolo rozzo e barbaro, questi erano molto più raffinati di quanto si potrebbe pensare. I corni potori che utilizzavano durante il brindisi rituale erano realizzati in vetro finemente lavorato. Questi corni potori in vetro erano presenti in tutte le popolazioni germaniche durante il cosiddetto periodo delle grandi migrazioni, compresi i Longobardi di cui abbiamo meravigliosi esempi ed i Franchi.








Fonti: Supplement to the Etymological Dictionary of the Scottish Language, Vol. I. by John Jamieson, 1825

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