martedì 3 novembre 2015

Firenze longobarda, l'influenza sul Rinascimento in Italia

Non è facile immaginare quanto sia stata importante per Firenze l'influenza longobarda, eppure nel volume "Die Germanen und die Renaissance in Italien" di Ludwig Woltmann edito a Lipsia nel 1905 e oggi conservato presso la Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti d'America e recentemente digitalizzato da Google ed immesso nel pubblico dominio, emerge il quadro di una Firenze nella quale il retaggio longobardo è stato molto più profondo di quanto si potrebbe mai pensare.

Sul blog abbiamo affrontato più volte il tema delle origini longobarde di alcune famiglie toscane nei seguenti post: "I suffissi di origine germanica nella lingua, onomastica e toponomastica italiana"; "Onomastica gotica e longobarda"; "Antiche famiglie toscane: gli Albizi".

Vale la pena di tradurre alcune pagine di questo libro dal tedesco e condividerle sul blog in modo che tutti ne possano usufruire.
"Al tempo dei Longobardi Firenze era governata da un duca, c'erà una corte regia, un possedimento reale ed un mercato regio. Vicino alla corte tre famiglie i Magiberti, i Mauriperti ed i Floriperti possedevano alcuni appezzamenti di terra, così come risulta da una iscrizione del 898; sono queste le famiglie di origine germanica più antiche conosciute a Firenze. Il nome Campus Regi (Camporeggi ndr) si trova ancora a Nord-ovest di Firenze là dove oggi c'è Careggi. Il Forum Regi la piazza più antica della città è l'odierno Mercato Vecchio. Si chiamava Mons Regis (la collina di San Miniato si chiamava Montis Regi da non confondersi con Montereggi presso Fiesole ndr) l'altura sulla riva sinistra dell'Arno, sulla quale venne costruito il chiostro di San Miniato. Nell'VIII secolo governava un duca longobardo di nome Gudibrandus e un conte franco di nome Scrot, nel IX secolo un conte Theudifrasius, nel decimo un conte Rudolph.
All'inizio del IX secolo troviamo a Firenze arcivescovi con nomi germanici: Aliprandus (826), Ardinghus (853), Grasulphus (898), Raynbaldus (930), Sichelmus (967), Wido (1002), Ildeprandus (1008), Lambertus (1025), Atho (1030), Gerardus (1046), Raynerius (1071) etc.
Il Battistero di San Giovanni, il cuore della vita ecclesiastica fiorentina è di origine longobarda. A Firenze viene chiamato "Perlascio" = berolas (spettacolo con orsi ndr) l'antico anfiteatro romano. Ancora al tempo del Villani il posto di guardia della guarnigione longobarda si chiamava "Guardingus". I fiorentini chiamano il più alto funzionario della città col nome alto tedesco antico di Gonfaloniere dalla parola gundfano = vessillo di battaglia.
Ancora oggi la toponomatica alle porte della città come Monte Rinaldi, Monte Ripaldi, Montughi = Monte Hugo, Ponte Rifredi, Ponte a Jozzoli, Bandino, Borgunto etc. rimandano agli insediamanti germanici.
Sono centinaia i cognomi alto tedeschi antichi che nei secoli XIII e XIV hanno avuto un ruolo a Firenze, come ad esempio Lamberti, Uberti, Conteguidi, Mannelli, Lapi, Beinardi, Maccinghi, Bigazzi, Bardi, Frescobaldi, Rossi, Poppi, Manni, Agli, Adimari, Tinghi, Gaddini, Guicciardini, Strozzi, Alberti, Albizzi, Guadagni, Pitti, Ardinghelli, Lotti, Altoviti, Cambi, Rinuccini, Sassetti, Orlandini, Alamanni, Nardi, Corsi, Gherardi, Gordi, Banci, Ughi, Scarfi, Ridolfi, Zati, Bartoli, Mellini, Lanfredini, Gori, Guasconi, Folchi, Nerli, Sacchetti, Federigi, Aldobrandi etc (*)
Tutto dimostra come Firenze fosse diventata una città con radici germaniche."
(*) Jacopo Pitti, "Dell'Istoria Fiorentina", Archivio storico italiano, I. Bd, S.2

Auf Deutsch
"In der langobardischen Zeit stand Florenz unter einem Dux, gab es dort einen Königshof, ein Königsfeld und einen Königsmarkt. In der Nähe des Königshofes hatten drei Familien Magiberfi, Mauriperti und Floriperti Grundstücke in Besitz, wie aus einer Urkunde von 898 hervorgeht; es sind dies wohl die ältesten germanischen Familien in Florenz, die bekannt sind. Der Name campus regis lebt noch in dem nordwestlich von Florenz Hegenden Careggi fort. Das forum regis, der älteste öffentliche Platz der Stadt, ist der heutige Mercato vecchio.
Mons regis hieß die hlöhe am linken Arnoufer, auf der das Kloster San Miniato erbaut wurde. Im achten Jahrhundert herrschte ein langobardischer Dux Gudibrandus und ein fränkischer Graf Scrot, im neunten Jahrhundert Graf Theudifrasius, im zehnten Graf Rudolph,")
Von Anfang des neunten Jahrhunderts treffen wir in Florenz germanische Erzbischöfe: Aliprandus (826), Ardinghus (853), Grasulphus (898), Raynbaldus (930). Sichelmus (967), Wido (1002), lldeprandus (1008), Lambertus (1025), Atho (1036), Gerardus (1046), Raynerius (1071) usw.
Die Taufkirche S. Giovanni, der Mittelpunkt des Florentiner kirchlichen Lebens, ist langobardischen Ursprungs. Auch in Florenz wurde das alte römische Amphitheater „Periascio" = Bärengelaß genannt, und noch zur Zeit des Villani hieß die Stelle, wo einst das Wachhaus der langobardischen Besatzung war, „gardingus" (= Warte). Ihren höchsten Beamten nannten die Florentiner mit einem altdeutschen Namen „Gonfaloniere", d. h. Fahnenträger, von ahd. gundfano = Kriegsfahne.
Noch heute erinnern Ortsbezeichnungen vor den Toren der Stadt, wie Monte Rinaldi, Monte Ripaldi, Montughi = Monte Hugo, Ponte a  Rifredi, Ponte a Jozzoli, Bandino, Borgunto usw. an die dort angesiedelten Germanen,
Hunderte von altdeutsclien Familiennamen lassen sich bei denjenigen Geschlechtern nachweisen, die im dreizehnten bis vierzehnten Jahrhundert in Florenz eine Rolle gespielt haben, z. B, Lamberti, Uberti, Conteguidi, Mannelli, Lapi, Beinardi, Maccinghi, Bigazzi, Bardi, Frescobaldi, Rossi, Poppi, Manni, Agli, Adimari, Tinghi, Gaddini, Guicciardini, Strozzi, Alberti, Albizzi, Guadagni, Pitti, Ardinghelli, Lotti, Altoviti, Cambi, Rinuccini, Sassetti, Orlandini, Alamanni, Nardi, Corsi. Gherardi, Gordi, Benci, Ughi, Scarfi, Ridolfi, Zati, Bartoli, Mellini, Lanfredini, Gori, Guasconi, Folchi, Nerli, Sacchetti, Federigi, Aldobrandi usw.(*)
Alles dies beweist, wie sehr Florenz eine germanische Stadt geworden war."
(*) Jacopo Pitti, "Dell'Istoria Fiorentina", Archivio storico italiano, I. Bd, S.2

Altre informazioni sulla Firenze Longobarda e i suoi principali monumenti da Giovanni Fanelli, "Firenze, Architettura e Città" Valecchi Editore

Durante il periodo longobardo la città cominciò ad organizzare alcuni elementi di una nuova struttura. Dopo la conversione della regina Teodolinda al cristianesimo romano fu, probabilmente, fondato il Battistero (inizi del VII secolo), dedicato a S. Giovanni Battista. Altre chiese del periodo sembra che siano S. Salvatore, di incerta ubicazione, S. Giorgio, S. Andrea “in Foro Vetere”, S. Piero detto “in Ciel d’Oro” (forse perché aveva l’abside dorata), S. Miniato tra le Torri, S. Pier Maggiore e la chiesa di S. Maria “de Ferlaupe”, le cui strutture possono essere riconosciute in quelle recentemente rimesse in luce sotto S. Pier Scherraggio.
In onore del patrono del popolo longobardo furono create S. Michele in Palchetto o delle Trombe (poi S. Elisabetta, soppressa nel 1785), S. Michele Bertelde, S. Michele “ad hortum” (Orsanmichele) e S. Michele Visdomini. I nuovi organismi , nella costruzione dei quali vengono spesso utilizzati materiali delle fabbriche romane, sorgono in posizione marginale, lontano dal centro commerciale che è e resterà sempre, fino al XIX secolo sul luogo del forum. Anche S. Lorenzo, che fu consacrata come chiesa cattedra del vescovo, e cioè come cattedrale, nel IV secolo (393), era fuori dalle mura.
La cattedra vescovile fu spostata più tardi, forse alla fine del VII secolo, a S. Reparata (le ipotesi del passaggio prima alla chiesa di S. Salvatore e al S. Giovanni non sono documntabili).


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1 commento:

Cristina ha detto...

Da fiorentina, toscana e appassionata di storia e genealogia volevo ringraziarti per questo bellissimo e interessantissimo blog che seguo sempre. Grazie!

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