sabato 17 ottobre 2015

L'origine del nome dell'Isola d'Ischia

Sant'Angelo d'Ischia
Oggi esaminiamo il nome dell'Isola d'Ischia, forse non in molti sanno che il toponimo Ischia non compare prima del 812 e precisamente in una lettera che il papa Leone III inviò a Carlo Magno nella forma di Iscla Majore. Nell'antichità l'isola era stata chiamata in molti modi, i Greci la chiamarono Pitekoussa o Pitekoussai da Pitos vaso di ceramica a causa della terra argillosa di cui abbondava l'isola che era particolarmente adatta alla produzione di vasellame, i Romani la chiamarono Aenaria.(Enaria) dal latino aenum che significava bronzo dovuto alle attività metallurgiche diffuse sull'isola.

In ogni caso per quanto voi cerchiate il destino del toponimo Ischia è stato quello di restare nella terra desolata degli etimi di derivazione incerta di cui peraltro abbonda la lingua e la toponomastica italiana e probabilmente questo sarebbe stato il suo destino se il caso non mi avesse dato l'occasione di imbattermi in un altro toponimo questa volta in Toscana e in Lucchesia in particolare: il toponimo Escheto. Escheto si trova nei pressi di Lucca, i Longobardi vi costruirono una chiesa dedicata al culto micaelico come era loro tradizione, il toponimo si ritrova nella forma di Ischeto in un carteggio della cattedrale di Lucca del 1018 relativo ad una donazione di una porzione di vignale da parte del vescovo di Siena Ildebrando figlio di Pietro da Walperto alla chiesa dei Santi Pantaleo e Reparata di Lucca.

I toponimi Iscla e Ischeto sono in realtà molto semplici da decifrare usando la chiave dell'alto tedesco antico in quanto la parola che deriva dal proto-germanico -iskaz* attraverso una radice indoeuropea significa pertinenza, dipendenza. quindi è assai probabile la derivazione longobarda del nome dell'isola di Ischia. Altri toponimi sull'isola potrebbero essere legati all'occupazione longobarda dell'isola nel contesto di un continuo assedio e controllo strategico del Ducato di Napoli caposaldo bizantino nell'Italia meridionale, come in Serrara, strettoia e Barano, precipizio da cui anche l'italiano burrone, inoltre il culto micaelico è molto forte nell'isola in particolare a Sant'Angelo con la festa e la processione della statua del Santo del 29 settembre e, come sanno i miei quattro lettori, trovato San Michele ecco trovati pure i Longobardi.

Che il toponimo Ischia sia legato ai Longobardi è anche avvalorato dalla presenza di insediamenti longobardi presso Ischia di Castro (VT), e nel toponimo Iscla presso Monno in Val Camonica dove una leggenda vorrebbe che i Franchi guidati personalmente da Carlo Magno si siano scontrati con i Longobardi guidati dal duca Adelchi nella battaglia raccontata nella tragedia del Manzoni.

Questo etimo si ritrova anche nei suffissi in -esco col significato di pertinente, contiguo, attinente come negli aggettivi pazz-esco, roman-esco, dant-esco, boccacc-esco, ottocent-esco, animal-esco, furb-esco, romanz-esco, carneval-esco etc. etc. Il suffisso si ritrova nell'onomastica italiana di origine longobarda come in della Gherard-esca (pertinente a Gherard), Aldobrand-eschi, Barbar-eschi, Bernard-eschi, Franc-eschi, Giovann-eschi,  Paol-eschi, etc. etc.

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