sabato 20 giugno 2015

Il cerchio spezzato, la stirpe dei druidi ed il segreto del Graal

Chi erano i druidi? Sono duemila anni che sulla figura del druido, lo shamano della tradizione indoeuropea, è calata una coltre di oblio. A parte qualche notizia qua e là dovuta al recente revival folkloristico celtico, che hanno ben poco a che fare con quella che è la vera essenza del druidismo.

La prima cosa che dobbiamo sapere quando ci si occupa del druidismo è che questo si trasmette attraverso la linea di sangue, esiste una stirpe druidica che affonda le sue radici nella notte dei tempi quando nel processo dell'evoluzione umana vi fu l'ibridazione tra l'uomo Sapiens ed il Neandertal. Oggi ogni uomo euroasiatico porta nel proprio patrimonio genetico una percentuale tra il 2 ed il 4%  di DNA di Neandertal. L'ibridazione portò tutta una serie di caratteristiche tra cui quella più importante era la creatività del pensiero e una fortissima capacità di astrazione. Queste particolari peculiarità fecero affermare questi soggetti nei rispettivi gruppi sociali, impararono le leggi della statica e divennero costruttori, impararono le leggi del cosmo e divennero astronomi potenziando la produttività dei campi coltivati, organizzarono le tribù e svilupparono le conoscenze sui metalli diventando fabbri e condottieri. In breve tempo fecero quell'enorme salto nello sviluppo dell'umanità che si ebbe durante l'età del bronzo.

In un precedente post abbiamo parlato delle origini inoeuropee dei faraoni d'Egitto evidenziate dall'esame del DNA di Tutankhamon figlio del faraone che "inventò" il monoteismo Akhenaton che taluni anche rabbini identificano col profeta Mosé. I faraoni della XVIII dinastia appartenevano all'aplogruppo R1b-M269 l'aplogruppo più diffuso in Europa occidentale e avevano alcuni tratti etnici tipici occidentali come i capelli rossi. Akhenathon/Mosé assieme ai suoi seguaci furono costretti ad attraversare il deserto e a stabilirsi in esilio ai margini del regno d'Egitto nella terra di Canaan, dando seme alle tribù d'Israele e alla stirpe di David della tribù di Giuda.

In tempi evangelici sappiamo che Zaccaria e suo figlio Giovanni detto "il Battista" partorito da Elisabetta e cugino di Gesù erano della stirpe di David, essi erano vicini agli Esseni una congregazione che si caratterizzava per due aspetti tipici del druidismo: lo studio della genealogia e lo studio delle stelle e delle fasi lunari. Dei quattro vangeli sinottici uno comincia proprio con la genealogia di Gesù Cristo: Matteo (1-1,16), geneologia che viene anche riportata in Luca (3,23-38), entrambe fanno riferimento alla discendenza davidica. In Matteo le generazioni vengono divise in blocchi di 14 cioé due volte sette un numero che riveste una particolare importanza nell'ebraismo, simbolo di perfezione e armonia: sette infatti sono i gioni della creazione nella Genesi e sette i giorni della settimana. Dio benedice e consacra il settimo giorno come giorno del riposo e della preghiera.

La vicenda personale di Gesù porta in sé molti aspetti tipici del druidismo, il potere taumatuturgico del bene, il sacrificio per un interesse collettivo superiore, la resurrezione come ciclo continuo di vita, morte, rinascita.

Molto si è parlato della discendenza diretta del Gesù storico resa celebre dal successo editoriale del "Codice da Vinci" di Dan Brown del 2003, anche se qualche anno prima un controverso libro di Laurence Gardner: "La linea di Sangue del Graal" del 1996 ha indagato la storia segreta della discendenza di Gesù mettendo il luce il collegamento tra questa discendenza ed il ritorno prima in Gallia, poi in Britannia di "Giuseppe d'Arimatea" ovvero il fratello di Gesù di nome Giacomo detto "il Giusto" primo vescovo di Gerusalemme. In realtà si tratterebbe di una sorta di ritorno alle origini. Galilea e Gallia sono entrambi etnonimi e suggerisono l'origine etnica degli abitanti come abbiamo visto nel post sulle origini celtiche di Gesù. Ricordiamo qui che i Celti ebbero una grande diffusione geografica in tutta l'Europa continentale e, grazie ai traffci commerciali con i paesi del Mediterraneo orientale, anche in Grecia, Turchia e nel Medio-Oriente.
« Anano [...] convocò i giudici del Sinedrio e introdusse davanti a loro un uomo di nome Giacomo, fratello di Gesù, che era soprannominato Cristo, e certi altri, con l'accusa di avere trasgredito la Legge, e li consegnò perché fossero lapidati. » (Flavio Giuseppe, Antichità giudaiche, xx.200)
La figura di Giuseppe d'Arimatea, caso più unico che raro, è presente in tutti e quattro i Vangeli sinottici ed è centrale nel Vangelo apocrifo di Nicodemo incentrato sul processo a Gesù e la sua resurrezione. Secondo tutte le fonti si trattava di una figura influente e benestante che era membro del Sinedrio la suprema corte di giustizia ebraica, probabilmente un seguace di Gesù.

Giuseppe di Arimatea fondatore della Chiesa d'Inghilterra, fu da molti considerato il custode del Santo Graal. Molti ancora oggi pensano che il Graal sia un oggetto fisico con proprietà catartiche, ma in realtà il Graal era custodito all'interno del DNA di Giuseppe di Arimatea, infatti il suo cromosoma Y, essendo fratelli, era identico a quello di Gesù Cristo, di qui la custodia del DNA di Gesù attraverso la trasmissione della stirpe davidica druidico-nazarena (nazareni, nazarei, si intendevano i proseliti del Battista, vedi "nazierato, da נזיר, Nazir, cioè "consacrato", "separato"). Caratteristica del cromosoma Y del genoma è quella di essere trasmesso di padre in figlio sempre uguale a sé stesso, quindi praticamente intonso.

Nei prossimi post indagheremo sulla linea di sangue druidica del Graal e dei suoi rapporti con alcune delle casate che regnarono in Europa.

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