sabato 2 maggio 2015

Angli e Longobardi, similitudini culturali, antropologiche, linguistiche e genetiche

Dopo due anni di questo blog, grazie anche ai contributi dei lettori che qui ringrazio per aver voluto partecipare a questo progetto culturale di sapere condiviso in rete, possiamo fare il punto sulla lingua longobarda. Abbiamo visto come questa lingua non è morta come vorrebbero farci credere ma sopravvive in molte parole italiane, parole che riguardano gli aspetti pratici della nostra vita, come i nomi degli utensili attinenti ai lavori manuali, alla lavorazione del legno in particolare come anche in molti termini legati alla morfologia del nostro corpo. Questa lingua in misura maggiore ha lasciato la sua eredità in molti dei dialetti dell'Italia settentrionale, emiliani e lombardi in particolare e nel toscano. Abbiamo determinato che, seppur estinta, questa lingua è ancora viva nel nostro parlare quotidiano e che appartiene al ceppo delle lingue germaniche occidentali affini all'antico sassone (gruppo linguistico ingaevonico) e per seguire le sue orme abbiamo preso quindi la via che porta in Inghilterra. La stessa strada a cui ci conducono gli studi sulla genetica delle popolazioni e degli aplogruppi.

Se infatti siete di origine longobarda e fate il test del cromosoma Y, quello per via paterna per intendersi, è possibile che venga fuori che la vostra origine ancestrale sia nelle isole britanniche, avrete tantissimi match a 12 marker ma molto pochi da 25 marker in su. Questo risultato in apparenza contradditorio va interpretato, vuol dire che avete in comune con gli attuali abitanti delle isole britanniche un lontano comune ancestore circa 1800 - 2000 anni fa, quindi si tratta di una comune origine genetica la cui collocazione geografica era nei territori della Germania Magna, Germania settentrionale corrispondente al'odierno Schleswig-Holstein.

Nel dialetto ferrarese in particolare ma mi segnalano anche in quello orobico gallina si dice chichinaàrda cà bèla chichina g'ò (guarda che bella gallina ho). Una parola questa assai simile all'inglese chicken che proviene dall'antico inglese cicen. In realtà sono  davvero tante le parole mutuate dal longobardo nell'italiano che hanno una certa vicinanza con l'antico inglese come in bruscia (brush) cioé spazzola.

Su queste basi sarebbe possibile oggi trovare un antico dialetto inglese simile al longobardo?

Per trovare una risposta a questa domanda occorre andare in Inghilterra e nelle Midlands in particolare allorquando nel V secolo cominciarono le invasioni delle isole britanniche da parte delle popolazioni germaniche dei Sassoni, degli Angli e degli Juti che provenivano dalla penisola dello Jutland e da aree attorno al Mar Baltico. Queste popolazioni lasciarono le loro terre a causa di profondi cambiamenti climatici che portrono a continue inondazioni delle coste settentrionali della Germania e dello Jutland, per stabilirsi nelle fertili terre d'Inghilterra, Gli Juti si stabilirono nel Kent, nello Hampshire e sull'Isola di Wight i Sassoni nella parte meridionale fondarono i regni del Sussex e del Wessex, gli Angli si stabilirono nelle Midlands e nella parte settentrionale del paese fondando tre regni: East Anglia, Northumbria e successivamente Mercia, da Merk terra di confine,  infatti via via che gli Anglo-Sassoni estendevano la loro influenza le popolazioni celtiche romano-britanniche si spostavano verso occidente nel Galles il cui nome deriva dal germanico Walah che significava forestiero, straniero. E qui abbiamo subito una prima analogia con le regioni italiane in quanto il nome è identico a quello delle Marche ed identica è la sua origine in quanto anche le Marche erano terra di confine con l'Esarcato di Ravenna.

Il dialetto merciano è una variante anglica dell'antico inglese per certi versi assai affine all'antico sassone, è possibile che il dialetto merciano, molto più conservativo nei confronti del germanico rispetto all'inglese moderno: l'80% delle parole è di origine germanica, nell'inglese sono solo il 30%, questo è dovuto al fatto che queste contee sono rimaste per molti secoli molto isolate dal resto del paese ed anno subito meno l'influenza franco-normanna.

Da tutte le fonti antiche, Tolomeo, Tacito, sembrerebbe che gli Angli siano la tribù più contigua ai Longobardi il dialetto di Mercia una variante dell'antico inglese essendo molto conservativo fu oggetto di studio per molti tra cui J.R.R. Tolkien che ne introdusse varie parole nelle sue opere letterario, in particolare dallo stesso nome di Mercia egli ricavò il nome del Mark la terra dei cavalieri di Rohan, allo stesso nome prese dei nomi nella genealogia reale merciana: Fréawine, Fréaláf e Éomer.

Angli e Longobardi erano quindi popolazioni che condividevano la stessa origine ancestrale anche se successivamente presero percorsi migratori assai differenti. Ma chi erano gli Angli questi cugini dei Longobardi? Nella Historia ecclesiastica gentis Anglorum, del monaco e storico anglosassone Beda racconta di come papa Gregorio I incontri per la prima volta un gruppo di bambini Angli (Anglii in latino) provenienti dal regno di Deira per essere venduti come schiavi in un mercato di Roma.  Il papa colpito dal loro aspetto ne chiese la provenienza e quando seppe che si chiamavano Angli parola assai simile al latino angelus disse "Bene, nam et angelicam habent faciem, et tales angelorum in caelis decet esse coheredes" traendo ispirazione per l'evangelizzazione di quelle lontane terre.

Agli Angli si deve il nome dell'Inghilterra e della lingua che vi si parla (angles, engelsk, englisch). Alfredo il grande usa il termine Angelcynn per descrivere l'Inghilterra e le genti che la popolavano, Beda cita Angelfolc, da altre fonti storiche ricaviamo Ængel, Ænglan, Ænglaland e Englisc.

Come i Longobardi gli Angli erano dediti al culto della Madre Terra, Nerthus in latino, Hertha o Frea nella loro lingua. Secondo Beda il Venerabile ancora nell'VIII secolo gli Angli festeggiavano il Mōdraniht la "notte delle madri" (vedi post) una sorta di capodanno della tradizione pagana celto-germanica che aveva luogo la notte del 25 dicembre:
Incipiebant autem annum ab octavo Calendarum Januariarum die, ubi nunc natale Domini celebramus. Et ipsam noctem nunc nobis sacrosanctam, tunc gentili vocabulo Modranicht, id est, matrum noctem appellabant: ob causam et suspicamur ceremoniarum, quas in ea pervigiles agebant. (De temporum ratione, Beda)
Di questi antichi culti resta traccia nel folklore della regione dell'East Anglia con moltissime fiabe, racconti popolari e credenze sulle sirene. Si narra infatti che se ci si avvicina troppo a certi stagni una sirena ti acchiappi e ti porti dentro le acque.

Mermaid Inn in Elsing - East Anglia

Dice Paolo Diacono che i Longobardi quando erano pagani adorassero Frea, la moglie di Odino, come se fosse la Madre Terra. Dell' antico culto della Madre Terra, che era assai diffuso anche in Toscana e nell'Italia settentrionale, resta una testimonianza nelle numerosissime rappresentazioni delle sirene bicaudate (vedi post) nelle pievi e nel culto dei Madonnini edicole che si trovano in giro per la campagna toscana, o ai canti delle case nelle quali è rappresentata una natività.

La Madre Terra - Sirena bicaudata
Pieve di San Pietro a Gropina (AR)
Credits: Giuliano Scheggi

Per un blog è molto importante il vostro sostegno, se potete cliccate sui tasti social "mi piace", "tweet" etc che trovate qui sotto ... grazie.

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...