martedì 28 aprile 2015

/=\ della Scala ossia del Teschio

Alboino con in mano la coppa ricavata
dal teschio di Cunimondo
Indubbiamente per i Longobardi la lingua fu un importante strumento di potere, controllare un territorio così vasto con così poche risorse era un'impresa ardua se non impossibile. Era quindi tassativo che la loro lingua non fosse intelliggibile  per la popolazione autoctona, i Longobardi impararono molto velocemente il latino come nella loro migrazione impararono tutte le lingue dei vari popoli che di volta in volta incontrarono sul loro cammino. Entro breve tempo la loro lingua fu parlata solo tra le elite che in questo modo potevano parlare tra loro senza paura di essere capiti e questo diventò un grande vantaggio.

Questo modo di nascondere la propria lingua diventò sempre più impellente via via che un certo processo di fusione tra le popolazioni avveniva e soprattutto dopo la definitiva conversione al Cattolicesimo fu necessario mettere dello spazio tra le nuove elite dominanti e le antiche tradizioni. In fondo la sconfitta di Desiderio ad opera di Carlo Magno non fu il risultato di una campagna militare di conquista ma un conflitto che vedeva da una parte i fedeli continuatori delle antiche tradizioni care al paganesimo germanico e dall'altra l'universalismo carolingio che vedeva nella conversione al Cristianesimo di Roma un nuovo orizzonte politico di più ampio respiro, una forma di globalizzazione ante litteram.

Fu quindi necessario in qualche modo nascondere ciò che era rimasto di questi antichi retaggi e per farlo venne usata anche la lingua. Col termine di "trapword", parola trappola, si indicano quelle parole il cui suono è identico a quello di un'altra lingua ma il significato è totalmente difforme. Una delle parole che oggi prendiamo in esame in questo post è la parola "Scala". Mai parola fu circondata di un significato così esoterico. Mai parola fu più linea di demarcazione tra chi sapeva e chi non sapeva.

Nella lingua longobarda la parola scala significava Teschio, inglese Skull, Old Norse Skal che vuol dire anche "alla salute" e fa riferimento alle antiche bevute rituali dei festini nordici. La parola è identica alla parola latina scala che ha però un significato diverso e soprattutto più neutro e che noi abbiamo ereditato nell'italiano con lo stesso identico significato.

La famiglia della Scala, i cosiddetti scaligeri, governarono la città di Verona tra il XIII ed il XIV secolo, nel loro stemma è rappresentata una scala che è solo un espediente grafico e semantico per nascondere il loro reale simbolo di famiglia ossia il teschio, anche perché il teschio in araldica non si poteva usare per motivi scaramantici. Un utile indizio che confermerebbe questa tesi è il fatto che Cangrande della Scala mutuasse il suo nome dal Khan degli Avari una popolazione che i Longobardi conoscevano bene e di cui Paolo Diacono, nella sua Historia Langobardorum, ci dice che i Longobardi impararono l'uso di fare delle coppe con le teste dei nemici uccisi proprio come fece Alboino con quella del padre della sua sposa, lo sconfitto re dei Gepidi Cunimondo. Altro indizio, uno dei fratelli di Cangrande si chiamava proprio Alboino indicando un chiaro legame tra la casdata scaligera e le storia leggendaria del decimo sovrano longobardo.

Fu proprio nel 572 in un palazzo di Verona, il Castel San Pietro, che Alboino ebbro di vino durante un banchetto porse a Rosmunda la coppa fatta col cranio del padre dicendo: "Bevi, Rosmunda, nel cranio di tuo padre!" La principessa dei Gepidi non si scompose per il terribile affronto e bevve dalla coppa fatta col cranio del padre. Tuttavia dentro di lei cominciò a maturare il proposito di vendicarsi per la sorte toccata a lei, ormai divenuta praticamente una schiava, ed al suo popolo che la porterà ad ordire il complotto che culminerà nell'omicidio del marito ed alla sua fuga a Ravenna verso un altra vita. Alboino fu ucciso poco tempo dopo sempre a Verona, egli fu certamente il più grande eroe del suo tempo, le sue gesta, le sue imprese, le sue fortune in battaglia, l'aver conquistato con un esiguo numero di uomini l'Italia romana ed averla eletta a propria patria d'adozione fu un'epopea tramandata in tutte le saghe e soprattutto tra i Bavari ed i Sassoni che, come dice Paolo Diacono, parlavano la stessa lingua.

La tomba di Alboino fu nascosta proprio sotto una scala attigua al palazzo reale, Paolo Diacono racconta che fu il duca Giselperto a profanarla per impossessarsi dell'importante corredo di armi e soprattutto della spada del re longobardo.

Lord Byron Skull Cup
Nel XIX secolo Lord Byron ricavò una coppa da un teschio che un giardiniere ritrovò nella tenuta di Newstead Abbey.

Da allora il teschio diventerà in occidente un potente simbolo esoterico di forza e potere come la potente società segreta studentesca americana degli Skull and Bones, alla quale parteciparono anche diversi presidenti americani tra cui George H. W. Bush e George W. Bush.

Allora quando vi imbatterete nella parola "scala" pensate ad Alboino ed al teschio di Cunimondo.

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1 commento:

Anonimo ha detto...

La maggior parte dei testi storici e archeologici parla di una popolazione longobarda di almeno 300000 anime quindi non proprio un numero esiguo

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