venerdì 27 marzo 2015

I Longobardi e la Svezia: Scoringa (Skärgård)

Un tempo avrei iniziato questo post con "Mi è capitato tra le mani una rara edizione di ..." invece nell'epoca di Google Books questo incipit non calza più, ma in effetti mi sono imbattuto egualmente in un libro raro conservato presso la biblioteca dell'Università di Oxford. Si tratta dell'Anglo-Saxon Version, una riedizione dell'opera dello storico Paolo Orosio pubblicata per volere di Ælfred il Grande del Wessex. Il libro fa un quadro generale del mondo conosciuto ed è scritto in lingua anglo-sassone con la successiva traduzione in inglese a cura dell'editore Daines Barrington nel 1773. In fondo al libro ci sono delle note tra le quali spicca una lunga dissertazione sulle origini dei Vinili ovvero dei Longobardi. In particolare si colloca in modo convincente la mitica Scoringa di Paolo Diacono nell'arcipelago di isolette petrose che si trovano di fronte a Stoccolma e che si chiamano Skärgård.


[...] Sembra quindi che la marcia dei Vinili o Longobardi fosse diretta da Nord verso Sud: essi vivevano in origine nel Vinuiloth (Vinovilith) menzionato da Giordane (Getica), una regione che si trova a Nord dell'odierna Uppsala. Scoringa era vicino al luogo dove adesso sorge la regione di Uppland; quindi non troppo lontano da Gotland [...] I lidi dell'Uppland e dell' Östergötland sono disseminati di rocce e di isolotti rocciosi che in tedesco si dicono Schæren ed in svedese Skiaeren. Heal significa porto nelle lingue nordiche e quindi Skiæren-Heal è il porto di Skiæren un nome che ben si adatta al porto di Stoccolma, nelle Upplandske Skiæren, ed il paese può essere chiamato a buon diritto Skorunga oppure Skiærunga.

Quindi è nella regione di Stoccolma che i Vinili diventarono Longobardi e sconfissero i Vandali. In effetti come ho già fatto notare in questo blog nella regione dello Uppland esistono ancora oggi delle corrispondenze toponomastiche come il toponimo Sala che nella lingua longobarda significava Fattoria. Un altro fattore riscontrabile dalla lettura della Getica di Giordane, questa volta di tipo genetico e che noi avevamo già identificato come essere un carattere tipico dell'eredità genetica longobarda è la statura, nel quale gli abitanti di questa regione eccellevano su tutte le altre popolazioni allora conosciute.

I Vinili poi Longobardi vennero anche citati da Tacito nella sua opera etnologica Germania assieme ad un altro gruppo di tribù che si caratterizzavano tutte per il culto di Nerthus (Freya), la madre terra. Queste tribù avevano tutte un'origine baltica e probabilmente sono da legare alla cosiddetta Nordic Bronze Age. Queste tribù erano i Reudigni, gli Avioni (Eowan) originari dell'Isola di Öland in Svezia, gli Angli una piccola ma importante tribù che popolava le coste del Baltico nei pressi dell'attuale Kiel, i Varini detti anche Varni originari della Scandinavia meridionale, i Sedusi dei quali poco si sa, i Suardoni forse gli Sweordwerum del Widsith, gli uomini, i Neutoni probabilmente gli Eutioni cioé gli Juti. Tutte potrebbero essere legate all'ondata più settentrionale della Cultura del vaso campaniforme, Bell Beakers, che prendeva il nome dalla particolare forma di un bicchiere in ceramica di uso personale che veniva anche aggiunto al corredo funerario dei defunti.

Possiamo fare risalire alcuni cognomi italiani a queste antiche tribù molto affini ai Longobardi: come i conti Suardi della bergamasca.

Dal punto di vista genetico vediamo qui confermate le tesi da sempre portate aventi dal blog sul make-up genetico dei Longobardi che non si distanzierebbe troppo da quello attuale della Svezia come si può consultare sul sito Swedish Haplogroup Database che vede una importante presenza dell'aplogruppo I1 (pre-germanico autoctono europeo) e R1b1a2 (celto-germanico indoeuropeo) tra cui spicca la subclade R-U106. La presenza di questi marker genetici in Italia è quindi al 90% riferibile ad un'eredità genetica longobarda. Più discussa la clade R-L21 da taluni considerata un retaggio della tratta degli schiavi dalle isole britanniche di epoca vichinga da altri invece ritenuta autoctona scandinava. Mentre è assente la clade R-U152 gallica invece preponderante in Italia settentrionale e quindi attribuibile ad un'eredità celtica cisalpina pre invasioni barbariche.

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1 commento:

Anonimo ha detto...

Perché non esistono i toponimi con Vini_(Wini_) in Svezia? Invece c'è tanto in Polonia.

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