mercoledì 3 dicembre 2014

Toscana terra degli ultimi Ostrogoti

Moneta raffigurante Teodato
In questo blog abbiamo spesso parlato dei Goti, ne abbiamo ripercorso le origini e abbiamo cercato di tracciare un percorso di questo popolo alla ricerca di una loro specificità ancor oggi riscontrabile al livello linguistico, culturale e genetico. Dopo la caduta di Totila a Tagina perdiamo le tracce storiche dei Goti, probabilmente essi caddero prima sotto il dominio bizantino e successivamente sotto quello longobardo dopo la campagna di Alboino in Italia. Sono convinto che tale campagna longobarda fu facilitata dalla presenza dei Goti che furono ben disposti verso i nuovi arrivati, questo non vuol dire che tra Goti e Longobardi corresse buon sangue. Basti pensare all'odio con cui i Longobardi hanno combattuto in Pannonia contro i Gepidi, che dei Goti erano una branca. Inoltre dal punto di vista archeologico le necropoli gote e longobarde anche quando poste le une accanto alle altre presentano delle differenze che sottintendono anche differenze culturali, nelle sepolture gote per esempio è sempre assente il corredo di armi.

Che i Goti fossero presenti in Toscana non è un fatto nuovo, l'ostrogoto Teodato (482-536), nipote del grande Teodorico, della dinastia degli Amali fu duca di Tuscia dal 534 al 536. Già abbiamo fatto notare come quell'etnonimo Goti presente peraltro solo in Toscana è concentrato nella parte sud-orientale della regione in corrispondenza della provincia di Arezzo a cavallo tra Toscana, Umbria e Marche che furono i luoghi dello scontro finale tra gli Ostrogoti ed i Bizantini di Narsete nella battaglia di Tagina presso Gualdo Tadino nel luglio del 552, gli stessi luoghi che furono teatro della caduta del re Totila (Baduila) detto l'immortale che ferito in battaglia fu poi seppellito dai suoi più fedeli guerrieri in un luogo segreto assieme al suo ingente tesoro. In molti hanno cercato di rintracciare il luogo esatto della sua tomba ma nessuno ci è riuscito, la leggenda vuole che il corso di un fiume fu momentaneamente deviato per nascondere la tomba sotto il greto del fiume in modo che essa non potesse essere mai più trovata. In questa battaglia fu fondamentale l'apporto dei Longobardi inviati dalla Pannonia da Alboino in qualità di federati dell'impero romano. Forse ciò che restava del popolo non si è allontanato più di tanto dal loro venerato re, mettendosi a disposizione probabilmente in qualità di Arimanni dei nuovi arrivati prima Bizantini e poi Longobardi. Questi luoghi dell'Italia centrale furono assai strategici in quanto di qui passava una sottile fascia di territorio che prendeva il nome di Corridoio Bizantino (Provincia Castellorum) che collegava Ravenna con Roma, stretto tra la Tuscia, parte della Langobardia Maior ed il Ducato di Spoleto, quindi area "calda" particolarmente presidiata e militarizzata, i Goti che avevano familiarità sia con i Bizantini che con i Longobardi avrebbero potuto qui svolgere un importante ruolo non solo militare ma anche politico. Capisaldi goti furono quindi le città fortificate dell'aretino a Nord del Trasimeno come quella di Girifalco presso Cortona dove è documentata la presenza di una guarnigione gota a fronteggiare il castrum di Perugia.

Se quanto detto è vero per l'etnonimo, allora che fino hanno fatto i patronimici di origine gotica, è possibile che siano differenti da quelli longobardi e di altre tribù germaniche? Uno studio di questo tipo in Italia non è mai stato condotto, anche perché l'eredità barbarica è sempre stata considerata un parente scomodo dalla nostra cultura mainstream di formazione classica. Per trovare una risposta a questo quesito bisogna andare in un altro paese a noi molto vicino soprattutto dal punto di vista linguistico: la Spagna, che i Franchi chiamavano Gothia e che prende dai Goti anche il nome della Catalogna (Gotholonia). Gli abitanti della Canarie ancora oggi si riferiscono agli spagnoli del continente col nome Godos, tanto è stato importante l'influsso germanico in Iberia. Uno studio ha infatti dimostrato che l'origine del suffisso patronimico spagnolo -ez (portoghese -es) è di origine germanica e visigota in particolare, e significa "figlio di". Quindi cognomi spagnoli assai diffusi come Fernandez, Mendez, Perez, Ramirez, Vasquez hanno radici gotiche. Considerata l'affinità linguistica è allora assai probabile che anche i suffissi patronimici italiani terminanti in -azzi, -izzi, -ozzi siano di origine germanica con lo stesso significato di "figlio di". Probabilmente deriva dal genitivo gotico -ize (z = tz) che indica il possesso e che poi si è modificata nei vari paesi, Tale meccanismo è presente nella lingua tedesca in antiche forme patronimiche quindi Fritz trova il suo omologo italiano in Frizzi, Götze in Gozzi.

In generale, in alcune parti d'Italia ed in Toscana in particolare, il suffisso -zzi indica arcaiche forme patronimiche precedenti al VII sec. di origine germanica la cui radice è costituita dal nome del capostipite che in genere è un antico nome nordico e quindi in alcuni casi abbastanza difficile da riconoscere. Una banca dati di nomi nordici è disponibile sul seguente sito Nordic Names Wiki - The comprehensive site on Scandinavian first names.

Un ulteriore supporto ci viene dalla genetica, sono sempre di più le persone che si sottopongono al test genealogico del DNA condividendo i propri risultati in rete e ingrossando sempre di più le banche dati. In questo senso ci è utile il test del cromosoma maschile Y che ha la peculiarità di restare immutato nella linea patriarcale manche quello autosomale dal quale si può dedurre la composizione delle origini ancestrali paragonando il proprio DNA autosomale con quelle di un certo numero di popolazioni campione. Moltissime interessanti informazioni possono essere ricavate caricando il proprio DNA autosomale su GEDmatch.

Con questi strumenti presto sarà possibile arrivare ad identificare una firma genetica chiara e distintiva per le origini ancestrali gotiche e longobarde.

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