mercoledì 5 novembre 2014

Tesori e guerrieri: l'etimologia di razzia

Nella Bibbia, in Esdra 1:8 si racconta di come Ciro il Grande permise il ritorno del popolo d'Israele dall'esilio babilonese (539-538 a.C.) e della ricostruzione del tempio di Gerusalemme per pagare la quale venne raccolto un tesoro una parte del quale fu restituito dal tesoriere del re agli Ebrei nella persona di Sesbassar nella verisone della CEI, Sheshbazzar in altre versioni, principe di Giuda (Esdra 1:23). Il nome Sesbassar, Gizbar nella versione ebraica della Bibbia, è la forma ebraica dell'antico persiano gazabara che ricorre altre volte nell'antico testamento in Esdra 7:21 ed in Daniele 3:2-3 sempre col significato di tesoriere, il custode e dispensatore del tesoro reale letteralmente portatore del tesoro, quindi il termine non rappresenta il nome ma la qualifica all'interno delle gerarchie imperiali persiane il suo nome è invece Zerobabele della stirpe di Davide. Ancora oggi la parola ebraica per tesoriere è Gizbar.

Nel Nuovo Testamento la parola Gaza (γάζα) compare negli Atti degli Apostoli 8:27 col significato di tesoro. Il termine di origine persiana giunse nella lingua greca ellenistica e nella lingua latina: "pecuniam regiam (quam gazam Persae vocant)" Quinto Curzio Rufo, Storie di Alessandro Magno. In Farsi la parola per tesoro è گنج.

Nella lingua gotica, la più antica delle lingue germaniche, è attestata la parola gazaúflakiō col significato di camera del tesoro. Possibile anche che la parola sia anche all'origine della parola araba Ghazi (غازي, ġāzī) che significa guerriero, in effetti si tratta di una parola mutuata dall'antico persiano che fa riferimento a quei clan di cavalieri mercenari di origine turca che compivano rapide incursioni lungo il confine fortificato romano-sasanide ed il cui etimo è rimasto anche per la maggior parte dei linguisti nell'italiano nella parola razzia anche se io sono più propenso per il longobardo razzjan che significa grattare via, ed in effetti nel toscano grattare è sinonimo di rubare.

Successivamente alla caduta dell'impero persiano sasanide nel 651 l'appellativo Ghazi fu usato dall'Islam come titolo onorifico per indicare tutti coloro che si erano distinti nell'espandere l'egemonia islamica ed in particolare dagli Ottomani, i cui primi nove comandanti portarono questo appelletivo incorporato nel nome ad identificare un guerriero di alto rango.

Gizbar è anche all'origine del nome Gaspare o Gaspera che è presente in Europa in molte varianti dall'inglese Jasper al tedesco Kaspar ed è riferito al nome di uno dei re magi, come cognome sopravvive in Italia in Gasperi e Gasperini come nell'armeno Gasparian.

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