domenica 5 ottobre 2014

Etimologia di Brolo, Brolio, brogli e imbrogliare

Prima di parlare di questi interessanti etimi, occorre fare una premessa perché mi rendo conto che alcuni concetti potrebbero dare luogo a confusione. I Celti non sono una tribù o un popolo, i Celti sono una cultura, anzi la cultura che ha dominato l'Europa continentale dell'Età del Bronzo: dalle Alpi al Reno, dal Golfo del Leone alle coste del Mare del Nord. Senza i Celti l'Europa non sarebbe quella che conosciamo, la loro eredità culturale è evidente in molti popoli europei. I Longobardi sono un popolo germanico in cui il retaggio celtico è molto forte, lo è nella'arte dove i simboli e gli intrecci dell'arte celtica sono onnipresenti, lo è nella linguistica dove molte parole hanno un origine celtica come la parola marh (cavallo) e la stessa parola casa di cui abbiamo visto in questo blog l'etimologia. Un'altra caratteristica che lega i Longobardi ai Celti è di natura fonetica, la trasformazione del nome di Wodan (Odino) in Godan di cui si parla nella Historia Langobardorum di Paolo Diacono è tipica delle lingue gaeliche in cui la "w" tende a diventare "gw" o "gu", come nel toscano gualdo (bosco) da wald, guisa (modo, maniera) da wisa, guardia da warta e anche in Wido che diventa Guido. La mia tesi è che i Longobardi fossero una tribù gaelica finita poi in orbita germanica.

Quindi veniamo ai nostri etimi, si sa che col termine Bròlo nell'italia settentrionale ed in particolare nella Lombardia ma anche in Toscana si intende uno spazio verde cinto da mura all'interno del quale sono coltivati anche alberi da frutto. La parola fu utilizzata anche dai poeti del trecento col significato di corona, ghirlanda: "di gigli Dintorno al capo non facean brolo" (Dante); "Bieltà di fiori al crin fa brolo" (Poliziano). Questa parola arriva in Italia con i Longobardi, anche se la sua origine è celtica probabilmente dal gallico *brogilo- campo, orto recintato. Come longobardo è il toponimo Brolio nome dell'omonimo castello dell'antica famiglia Ricasoli. Il collegamento con l'italiano imbrogliare risale a quando a Venezia i senatori si mettevano sottobanco d'accordo per l'elezione del Doge proprio in un frutteto recintato da cui in- brolio, imbroglio. Come ebbe a scrivere Nicolò Tommaseo: “nell’antica Venezia tenevasi l’àmbito dei magistrati nelle piazze, che tuttavia diconsi Campi, che erano già con alberi (e segnatamente nel Campo dove è ora la chiesa e già il monastero di S. Zaccaria); da Brolo, voce viva nel Veneto, venne Broglio, nome non disonorevole, come l’àmbito dei Romani”.

Quindi possiamo dire il brolo è lo spazio archetipico che rimanda alla piazza italiana uno spiazzo circondato da alberi, dove la comunità s'incontra.

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