venerdì 5 settembre 2014

Che fine hanno fatto i Goti? Parte 3 l'onomastica.

Goti e Longobardi ai tempi di Tacito
Vorrei tornare sul tema che mi sta particolarmente caro ed a cui ho già dedicato due post in passato: Che fine hanno fatto i Goti? Parte1 le origini e Che fine hanno fatto i Goti? Parte 2 la toponomastica. Sono sempre più convinto che i Goti (Ostrogoti), dopo l'invasione della penisola da parte dei Longobardi si fossero integrati nell'organizzazione sociale dei nuovi arrivati mantenendo gran parte delle loro tradizioni ed il nome del gruppo familiare, sono anche convinto che l'area nella quale alla fine si erano insediati comprendeva l'Emilia e la Toscana, questi gruppi familiari sono rimasti per secoli negli stessi luoghi generalmente in aree rurali.

La domanda che mi sono posto per andare avanti in questa ricerca è la seguente: E' possibile che come è accaduto per certi toponimi anche per quanto riguarda l'onomastica alcuni nomi presenti in diverse aree colonizzate dai Goti siano simili se non identici. Per rispondere a questo quesito mi è venuto incontro lo straordinario strumento del blog, la sua struttura e informale aperta ai contributi dei lettori mi ha permesso di recepire interessanti spunti, in particolare dalla Lituania. Come ho già detto il Lituano è la lingua indoeuropea più antica e conserva caratteristiche del linguaggio proto-indoeuropeo ormai perdute nelle altre lingue, come ebbe a dire il Meill "Chiunque voglia sapere come parlavano gli indoeuropei dovrebbe ascoltare un contadino lituano" è in queste stesse aree attorno al Baltico che nasce il gotico, la più antica tra le lingue germaniche e quindi la più simile al proto-germanico.

Tra questi contributi mi è stato segnalato: "Guthones (the Goths) kinsmen of the Lithuanian people: A treatise on the Gothic ethnology history of the Gothic dominion in Italy and Spain, numismatics, language, and proper names" di Alexander M. Rackus, pubblicato a Chicago nel 1929, nella sezione dedicata all'onomastica il testo mette proprio in relazione cognomi presenti in varie aree di colonizzazione gotica in Italia, Grecia e Spagna con antichi cognomi lituani di origine gotica -
in Lituania il 40% dei cognomi è di origine gotica - intersecando questi spunti con le banche dati delle distribuzioni di cognomi prettamente toscani e/o emiliani direi che si arriva a risultati eclatanti in quanto i cognomi sono identici, segnalo solo alcuni casi:


Bardi [toscano] (got. lit. Bartis)
Berti [toscano, emiliano] (got. lit. Bertas)
Socci [toscano] (got. lit. Sodžius)
Sodi [toscano] (got. lit. Sodis, Sodeika)
Zagli [toscano] (got. lit. Žaglis, Caglis)
Zini [emiliano] (got. lit. Žinis)

Sodi, che troviamo nel dialetto lituano sodžius, suodis, lituano moderno sodyba significa fattoria padronale con pertinenza agricola probabilmente dal proto-germanico *sauþaz (pozzo), antico sassone sòth (pozzo), da cui potrebbe derivare anche il toponimo chiantigiano "il Sodo" che così acquisterebbe una luce assai meno ermetica, farlo derivare dai duri terreni da dissodare non mi aveva mai del tutto convinto. L'aggregazione agricola trova la sua giustificazione nell'esistenza di una fonte di acqua.

Questi incroci linguistici sembrerebbero dare credito alla ipotesi del substrato germanico di Feist secondo la quale il proto-germanico sarebbe una lingua creola nata dal contatto tra i parlanti la lingua indoeuropea (gli indoariani di aplogruppo R1) e il substrato linguistico parlato dagli antenati autoctoni europei (le popolazioni di origine mesolitica di aplogruppo pre-I1 come l'uomo di Cro-Magnon e i costruttori di megaliti).

Sigmund Feist che fu il primo ad elaborare questa teoria nel 1932 sostenne che circa un terzo del lessico proto-germanico non è di origine indoeuropea. La maggior parte di questi etimi non indo-europei nelle lingue germaniche riguarda termini legati al mare e alla navigazione: parole come mare (ted. See), nave (ted. Schiff), spiaggia (ted. Strand), nord (ted. Norden), sud (ted. Süden) seguirebbero questa teoria.

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