martedì 26 agosto 2014

La pratica dell'allungamento del cranio presso i Goti

Un recente studio pubblicato nell'aprile di quest'anno sulla rivista Neurosurgical Focus getta nuova luce sulla pratica dell'elongazione del cranio in auge nella Pianura Pannonica, un vasto bassopiano dell'Europa orientale che ha come epicentro l'attuale territorio ungherese. In realtà quello dell'eloongazione craniale o dolicocefalia indotta è un fenomeno che è stato osservato in varie aree geografiche e culturali dando luogo ad una ridda di ipotesi, qualcuno lo ha messo in relazione con una precedente cultura aliena sulla terra come nel caso dei celebri crani di Paracas in Perù. Nella maggioranza dei casi si tratta di tecniche adottate per differenziare all'interno di società divise in rigide caste gli appartenenti a quelle dominanti e renderne ben visibile lo status sociale. Questo avveniva applicando sin dai primi giorni di vita dei nascituri e fino ai tre anni di età delle forti pressioni sulla testa per mezzo di supporti rigidi di legno e bendaggi.

Ricostruzione del volto di donna gota
col cranio elongato
In Pannonia queste pratiche sono rilevabili a partire dalla tarda età del ferro e attraversano differenti popoli e culture: Goti, Alani, Sarmati, Unni, fino ad oggi sono stati trovati circa 200 crani con questa peculiarità, sembra che il popolo che per primo utilizzò questa pratica in Europa fosse proprio quello degli Unni che poi lo trasmise a tutte le popolazioni che entrarono nella sua sfera d'influenza, poi furono i popoli germanici che la esportarono ad ovest tra il IV-V secolo ed il VII secolo, quindi nel pieno del periodo delle migrazioni, quello che noi conosciamo meglio come "invasioni barbariche".

Dagli studi antropometrici sui crani ritrovati è stato possibile determinare che le pratiche riguardavano sia i maschi che le femmine, i ritrovamenti riguardano soggetti di età compresa tra i 15 e gli 80 anni, gli scienziati hanno anche catalogato quattro tipi diversi di elongazione: tabulare obliqua, tabulare eretta, circolare obliqua e circolare eretta che erano prodotte con tecniche differenti applicando al cranio elementi rigidi di legno fissati attraverso bendaggi sulla testa. Le deformazioni applicate al cranio variavano molto, alcune erano molto pronunciate.

Sembra però che gli Unni non furono gli ideatori di questa pratica ma la assimilarono anche loro da altre popolazioni asiatiche. E' stato anche possibile ricostruire le fasi della propagazione da est ad ovest di questa pratica che ebbe origine circa 4000 anni fa nelle pianure dell'Asia centrale nei territori ad ovest del Tien-Shan, poi passò in area caucasica e attraverso il bacino del Danubio fino all'attuale Ungheria e Repubblica Ceca. A questo punto la diffusione seguì tre differenti direttrici: nella Germania centrale, dove l'elongazione del cranio veniva eseguita solo sulle donne, nella Germania meridionale in particolare in Baviera e nell'area del Reno come si evince dai ritrovamenti in queste aree ed infine nella Valle del Rodano e nell'Italia settentrionale presso i Goti.

A Collegno (TO) nei pressi di un guado sulla Dora e lungo un percorso che conduceva ai valichi alpini, è stato ritrovato un sito funerario goto composto da 8 tombe non lontano da una più grande necropoli longobarda di 157 tombe. Analizzando gli scheletri presenti in questo sito la deformazione indotta del cranio è stata rilevata in un soggetto maschile, probabilmente il capo del gruppo, ed in un infante. Sembra quindi che tale pratica fosse ancora portata avanti dai Goti anche dopo il loro arrivo in Italia, ma che fosse invece estranea ai Longobardi.

Ritratto di donna (c. 1464)
Bottega di Rogier van der Weyden
Londra, National Gallery 
Nel XV secolo si diffuse la moda della rasatura alta della fronte nelle dame della nobiltà fiamminga con un effetto ieratico ben immortalato in questo ritratto di signora attribuito alla bottega di Rogier van der Weyden.
















Riferimenti e fonti:

Molnar, M., Jason, I., Szucs, L. & Szathmary, L. (2014). Artificially deformed crania from the Hun-Germanic Period (5th-6th century AD) in northeastern Hungary: historical and morphological analysis. Neurosurgical focus, 36 (4), pp 1-9.

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