mercoledì 6 agosto 2014

Era la Prussia la terra di origine dei Longobardi?

L'interesse su quella che Tacito definì come la più nobile tra le tribù dei Suebi, cioé i Longobardi è sempre maggiore. Un grande numero di visitatori di questo blog arrivano dagli Stati Uniti, dalla Federazione Russia, dalla Germania e dalla Lituania, In particolare dalla repubblica baltica giungono molti indizi e suggerimenti che ben presto hanno dato corpo ad una nuova tesi rispetto alla Urheimat dei Longobardi alternativa a quella prevalente. Quando Paolo Diacono nella sua Historia Langobardorum usa la parola Scandinavia per designare la terra di origine dei Longobardi non è detto che questa indichi gli stessi luoghi che indica oggi, anzi è più probabile che questo termine geografico indicasse nell'antichità tutte le terre dell'Europa settentrionale attorno al Baltico. Paolo Diacono dice che scadanan significa distruzione, ad indicare quei vasti fenomeni erosivi che caratterizzano le coste attorno al Baltico, e di cui sono affette anche le coste meridionali del Baltico come la penisola di Neringa che portano ad una vera e propria distruzione dei litorali con la scomparsa di villaggi inghiottiti dalle acque, la parola scadanan è molto simile alla parola lituana skadinti che significa annegare, e che potrebbe sottintendere ad un periodo di inondazioni.

Quest'area compresa tra la foce della Vistola e la penisola di Neringa a cavallo dell'Oblast di Kaliningrad e che corrisponderebbe alla regione storica della Prussia potrebbe essere la terra di origine dei Longobardi che successivamente si sono spostati verso sud-ovest dove sono entrati in contatto con i Vandali. Nella toponomastica ho recentemente trovato alcune congruenze con dei probabili luoghi riferibili a stanziamenti Longobardi nell'attuale Polonia un tempo Prussia orientale, si tratta di Barten (Barciany) e Bartenstein (Bartoszyce) nella regione storica prussiana del Gau Barten, questo toponimo è praticamente identico a quello della contea in Bassa Sassonia del Bardengau oggi Bardowick (Landkreis Luneburgo) dove la presenza longobarda (I-IV sec.) è ampiamente documentata (si veda il post precedente con le tappe della migrazione dei Longobardi).

D'altro canto occorre dire che né in Scania né nello Jutland abbiamo alcuna evidenza archeologica di una presenza longobarda nell'area, né sepolture con corredo di armi e ornamenti, né ceramiche né altro. I Longobardi quindi sarebbero una tribù di quella Germania Magna le cui terre si spingevano oltre la foce della Vistola fino alle attuali repubbliche baltiche, proprio la foce della Vistola corrisponderebbe alla mitica Scoringa di Paolo Diacono, il cui toponimo suggerirebbe l'abbondanza di temporali, italiano scroscio.

Il Lituano è la lingua indoeuropea forse più antica d'Europa, già altre volte ci siamo imbattuti in alcune parole lituane molto simili a parole longobarde. In particolare notiamo il lituano gairė per lancia e il lituano skydas per scudo, la parola gair per lancia è abbastanza rilevante, in quanto la lancia era il segno caratteristico dell'uomo libero longobardo, il termine si ritrova dall'Editto di Rotari (Gairethinx, assemblea delle lance) nel proto-germanico la parola per lancia è gaizaz (lituano gaiz è scontroso, germanico begaz è scontro), nel gotico dove lancia è gais, nell'antico inglese gār. Troviamo la parola gér nell'antico irlandese col significato di affilato. Questo è quello che ho ricavato da wikiling, ma se qualcuno trova altri etimi figli di gaer me lo faccia sapere.

Ci sono alcuni tratti di carattere religioso-simbolico che uniscono gli antichi culti baltici con il paganesimo dei Longobardi. Uno di questi si trova la Museo Stibbert di Firenze. Nella bacheca dei reperti di epoca longobarda troviamo alcuni elementi interessanti: in particolare una spilla con un simbolo della religione romuvana del paganesimo baltico.

Simbolo della religione Romuvana
(Paganesimo Baltico)
Simbolo solare composto da intreccio di serpi
Museo Stibbert - Firenze

L'ingresso dei giovani longobardi nell'età adulta era segnato dal dono al giovane guerriero di una lancia e di uno scudo, la lancia era il simbolo della propria libertà e della possibilità di partecipare all'assemblea pubblica o assemblea delle lance dove si votava per acclamazione battendo le lance sugli scudi. Per un guerriero longobardo perdere la lancia significava perdere anche l'onore.

I Longobardi si confermano comunque un antico popolo europeo difficile da incasellare, se analizziamo tutti riferimenti storici e letterari ai Longobardi fin qui trovati abbiamo davvero una ridda di ipotesi che di seguito riepilogo:

Bardogavenses;
Beneventaner;
Osen > Elbgermanen > Bardogavenses e Winiler;
Nordgermanen (Scionen) > Winniler;
Westgermanen > Hermionen, Irmionen > Sueben, Schwaben > Langobarden > Winiler
Westgermanen > Ingwäonen, Ingwaier > Sachsen > Langobarden
Westgermanen > Sueben, Sweben: > Langobarden > Bajuwaren

Quindi tutto abbastanza confuso, senonché ho trovato questo riferimento per Bardi:

"BARD1, 1. Jh., die Langobardi heißen auch Bardi, F 362 Stammerklärung, s. Hammerstein, Der Bardengau 1869, 4ff., s. F2-1499 (Förstemanns zusammenstellung der Barden mit altpreußischen Barten wohl unzulässig)"

"BARD2, ?, Personenname (teilweise Beziehung auf Langobarden möglich), F1-363 Stammerklärung"

Stemma di Barten (Barciany)
Prussia orientale
Il che confermerebbe la mia teoria sull'origine longobarda del cognome toscano Bardi, forse questo post non ha aggiunto molto sulle origini dei Longobardi, ma dopo tutto il loro vagabondare per l'Europa hanno trovato nella Toscana la loro "terra promessa". L'etimologia di Bardi deriva dal proto-germanico barda, bardaz, gotico bards che significa sia barba che ascia, infatti una delle armi preferite da questo popolo era l'ascia barbuta, vedi il post: "Armi longobarde: l'ascia barbuta (Skeggöx)" Non è un caso che negli stemmi delle città di Barten (Barciany) e Bartenstein (Bartoszyce) è rappresentata proprio un'ascia barbuta longobarda.

Diffusione del cognome Bardi in Italia

Dal punto di vista genetico occorre ricordare il nostro post "DYS19=15 e rapida espansione di alcune linee genetiche ereditarie patriarcali". Verificando le linee di alcuni aplogruppi patriarcali per DYS19=15 si nota un effetto fondatore più marcato verso le aree più orientali della Germania Magna.

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