martedì 15 luglio 2014

Origine del cognome Ferrari

Se mi arrendessi al pensiero dominante, questo è un post che non dovrei scrivere, tanto è diffusa e pacifica l'idea che il cognome Ferrari e tutte le sue varianti derivino dal latino fèrrum e che il cognome identificasse coloro che anticamente facevano il mestiere di fabbro.

Eppure l'istinto mi dice che le cose non stiano proprio così. La lingua italiana NON DERIVA direttamente dal latino, ma attraverso la mediazione delle parlate germaniche dei barbari. Non deve quindi sembrare strano trovare nel portale wikiling i termini germanici ferrai, ferro e ferero che significano lontano, inglese far, tedesco fern, seguendo l'evoluzione diacronica delle lingue germaniche approdiamo all'alto tedesco antico fer aggettivo, lontano e ferro avverbio, da lontano.

Il diffuso cognome italiano potrebbe avere una origine longobarda ad identificare tutti coloro che facevano parte di questi clan allargati con un organizzazione di tipo militare che i Longobardi chiamavano nella loro lingua Fare (latino Farae) e la cui radice è quella che abbiamo detto da cui il tedesco moderno fahren = viaggiare, quindi Ferrari da Farari, interessante anche l'analogia con l'antico inglese fǣr, fēr, l'antico frisone fēra = condurre, guidare sempre dalla stesso etimo germanico, da cui anche il verbo tedesco führen. Le forme più antiche del cognome Ferrer (fērer = condottiero) tedesco moderno Führered il tipico piemontese Ferrero sembrerebbero avvalorare questa ipotesi.

All'epoca delle migrazioni dei popoli (völkerwanderung) l'Italia era una meta molto ambita, cognomi come Ferrari, Ferrero, Ferrali, Ferragni identificavano persone che venivano da lontano ossia dai paesi del Nord Europa. La risposta a questa mia ipotesi è contenuta nel DNA di tutti coloro che si chiamano così, quindi consiglierei a tutti i Ferrari maschi di fare il test del cromosoma Y-DNA per la verifica dell'aplogruppo presso FTDNA e di pubblicare i propri dati (in forma anonima), magari creando un progetto ad hoc, servirebbe moltissimo per capire la composizione genetica del paese.

La distribuzione geografica del cognome ricalca le aree di espansione germanica che corrispondono anche agli hot spot per l'aplogruppo R1b (vedi link)

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

Ancora complimenti per il sito, ho scritto poco fa chiedendo informazioni sui punti cardinali in longobardo ma sono arrivato comunque a quanto cercavo sempre grazie alle vostre indicazioni. In effetti anche io ho condotto una mini ricerca su un cognome preciso, di gran lunga meno diffuso dei Ferrari, caratteristico di una e una sola località del centro Italia (di fatto una sorta di fara) nel territorio dell'allora Ducato di Spoleto. Questo cognome sarebbe soltanto apparentemente di origini latine, ma secondo la mia ricostruzione risulterebbe di origine longobarda e che anzi darebbe un preciso indizio sull'area di provenienza (ecco la mia domanda sui punti cardinali), mantenendo nel termine anche un riflesso sulla migrazione degli stessi attraverso l'Europa slavica. Per ulteriori informazioni: hellofriends@tim.it . Saluti e ancora complimenti.

Bighipert ha detto...

Salve e grazie per l'interesse nel sito. Generalmente i cognomi legati a Longobardi, Goti e Sassoni che vennero in Italia nel periodo delle grandi migrazioni sono patronimici puri composti dal nome del capostipite + suffisso di appartenenza (genitivo), quindi la prima cosa da cercare è un nome germanico nella radice, alcuni di questi nomi sono assai desueti oppure non esistono nell'italiano, una risorsa utile per i nomi germanici sul web è la seguente: http://www.nordicnames.de/wiki/Main_Page
In secondo luogo il cognome può essere un etnonimo ovvero indicare la provenienza etnica della famiglia, ve ne sono molti casi in Italia come Lombardi, Bulgari, Scotti, Sassi, Romano, Greco etc.In altri casi il cognome può essere legato al luogo di provenienza oppure al lavoro praticato dal capostipite della famiglia.
Per avere la certezza delle proprie origini ancestrali è però essenziale fare il test del DNA, la migliore compagnia che fa questo tipo di analisi è FTDNA e si trova in Texas, già molti italiani hanno fatto e stanno facendo i test del proprio aplogruppo Y-DNA in modo da poter creare una mappa genetica dell'Italia che come già sappiamo è molto variegata. Attraverso il sito Eupedia.com alla pagina http://www.eupedia.com/genetics/italian_dna.shtml#frequency è possibile visualizzare le distribuzioni degli aplogruppi patriarcali regione per regione.

Anonimo ha detto...

Grazie Bighipert per la risposta e per il link che, ho controllato, lo riporta come origine latina; non è una sorpresa, visto che è opinione comune.

I concetti che mi spingono a sostenere che il cognome potrebbe essere di origini nordiche anziché latine sono:

1) lo spopolamento (o peggio, una pulizia etnica ante-litteram) dei romanici dalle zone di interesse, che avrebbe reso pienamente disponibile gli spazi e le importanti risorse naturali (acqua per prima di cui è ricca l'area) alle bellicose popolazioni migranti;
2) il significato latino della radice, tra l'altro facilmente associabile ad uno degli aggettivi di un imperatore che combattè le tribù germaniche e che avrebbe certamente indotto all'eliminazione o dispersione dei superstiti;
3) il fatto che la radice fosse presente nel protogermanico e sia tuttora usata nel mondo slavo per indicare il settentrione (nel nostro caso potrebbe indicare il luogo di provenienza di una tribù o di un gruppo più esteso) dalle condizioni meteorologiche avverse (con termini simili anche nell'attuale inglese) provenienti appunto da nord, spesso con sorprendenti coincidenze con i termini indicanti le regioni geografiche;
4) la presenza di nomi di persona maschile con la stessa radice già dal tardo periodo longobardo (una fonte tutta da verificare lo darebbe come nome aggiuntivo del padre di Desiderio), nello slavo moderno (esempi in Repubblica Ceca nel 1700 e in USA nel 1800) ed in cognomi tedeschi;
5) il comportamento e gli interessi familiari, molto raccolti e compatti rispetto al luogo di arrivo in Italia (o di origine) e rispetto ai secoli.

Per quanto riguarda gli studi sul DNA italiano, sebbene parziali, è interessante notare le "isole" dell'aplogruppo I1 lungo la penisola. Magari se la mia piccola speculazione prendesse corpo e rigore scientifico, potrebbe esserne una dimostrazione ulteriore.

Per ora lascio solo indizi ma, come scritto, sono raggiungibile in privato all'indirizzo hellofriends@tim.it per una discussione più ristretta.

Grazie comunque per qualsiasi suggerimento possa venire a riguardo dal blog. A presto.

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