martedì 27 maggio 2014

I germanismi di registro basso nella lingua italiana: l'etimologia di figo / figa e l'etimologia di cazzo

Avvertenza per i lettori e per il supporto: alcune parole volgari contenute in questo post sono solo a scopo di ricerca linguistica e divulgativa.

La ricostruzione filologica di una lingua scomparsa è cosa assai complessa, serve una buona dose d'intuito ed un orecchio molto sensibile per gli accenti. In quest'opera di ricostruzione è facile essere tratti in inganno, le lingue indoeuropee hanno tutte una comune origine che si perde nella notte dei tempi. La lingua longobarda ha influenzato moltissimo il nostro lessico e la parlata popolare (registro basso), il latino invece ha influenzato maggiormente il linguaggio aulico (registro alto), non è un caso che le parole italiane più triviali (registro volgare e gergale) abbiano un origine alto-medievale.

L'etimo figo è molto diffuso al nord e deriva dal longobardo fagar, antico sassone fagar, norreno fagr (la lingua parlata dai vichinghi) che significa bello, fagari significa bellezza, fagran in norreno il tutto attraverso una radice gotica fagrs, generalmente l'origine gotica esclude uno scambio col latino, in quanto il gotico è la lingua germanica più antica.

Altra parola clamorosamente barbarica, di cui viene proposta la rocambolesca quanto errata etimologia al seguente link, deriva invece dalla parola longobarda kazzo, antico alto tedesco kazzo, (il gatto) e kazza (la gatta), tedesco moderno Katze, animale che i Longobardi amavano soprattutto se servito a tavola.
L'estensione del significato è dovuta a due fattori: alla sua coda, infatti nel tedesco moderno la parola Schwanz, coda, ha un doppio significato che dipende dal contesto nel quale la si usa e alla parola complementare che indica l'organo sessuale femminile: MöseMuschiMusche, Mutze, Mutz (topa).

Come è stato splendidamente argomentato nel seguente blog:
La voce, ovunque testimoniata nella penisola italiana, è stata recentemente ricondotta ad etimologia germanica: "Fra i numerosi termini relativi alle parti del corpo o simili entrati in italiano dal germanico (anca, fianco, ghigno, grinza, groppa, guercio, nocca, magone, milza, schiena, stinco, strozza, zanna, zazzera, zinna, zizza) si potrebbe considerare anche l'espressione popolare più diffusa per l'organo sessuale maschile, cazzo. La doppia -zz- interna giustificherebbe foneticamente l'ipotesi che vederebbe una derivazione dal tedesco [o da analoga voce germanica] katze (gatto), considerando la coppia oppositiva 'topa' (Mäuse), organo sessuale femminile, katze maschile, con naturale ricerca del primo da parte del secondo" (Sandra Bosco Coletsos, "Le parole del tedesco", Garzanti, Milano, 1993, p. 76) (Fonte : Sopravvivenze longobarde e germaniche nell'Alto Reno e nel Pistoiese)


zzo, gatto - latino felis - tedesco Katze

Il gatto, animale pressoché inutile nella fattoria, aveva quindi una connotazione negativa che resta ancora in alcune aree di lingua tedesca. Nel Dizionario dei modi di dire della lingua parlata dagli Svevi del Danubio (donauschwäbischen) si dice "Des is for die Katz" che significa "non serve proprio a niente", un po' come noi diciamo "Manco per il kazzo!", frase in effetti oscura che acquista però un significato evidente se traduciamo kazzo con gatto.

Fonti linguistiche: Köbler, Gerhard, Althochdeutsches Wörterbuch, 1994; Hans Gehl, Wörterbuch der donauschwäbischen Lebensformen

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1 commento:

Faby Di Gi ha detto...

che bel blog molto interessante!

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