venerdì 23 maggio 2014

Le radici germaniche della lingua italiana: l'etimologia di cispa / cispe

Sapete cos'è la cispa? È quella sostanza collosa prodotta dalla congiuntiva che resta sugli occhi quando ci svegliamo. Controllo in giro e quando trovo "di etimo incerto" so di avere colpito nel segno. La cispa nel vocabolario italiano ce l'hanno portata i nostri amici Longobardi attraverso il toscano. Come sempre bisogna rintracciare la radice germanica che è kliban, rimanere, restare attaccato che è alla radice del tedesco moderno bleiben (restare) e kleben (incollare), svedese klibba (bloccato, incollato), alto tedesco antico chieipan, kleiban, il tutto da un'antica radice indoeuropea gʰais- (restare attaccato) presente anche nel baltico (Pokorny).

Sono davvero molte le parole di derivazione longobarda nella lingua italiana che riguardano il nostro corpo, ricordiamo qui: anca, guancia, nocca, buzza (pancia), naso, bazza (mento), lonza, milza, schiena. mago (stomaco), strozza (gola). stinco. Questo perché la lingua italiana si è formata in seguito alle invasioni barbariche, col lessico profondamente influenzato dal superstrato linguistico longobardo e dalla matrice alto tedesca antica. Oggi a queste aggiungiamo anche la cispa prodotta dagli occhi.

Esiste anche un estensione del termine, si dice infatti "sei un po' cisposo" per indicare una persone assonnata, si dice anche "essere nelle cispe" per dire non completamente sveglio, operativo. Credo che anche il temine Cicisbeo derivi da questa radice, la figura settecentesca del cavalier servente era di fatto appiccicata alla sua dama.

Fonte: Köbler, Gerhard, Althochdeutsches Wörterbuch, 1994

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