martedì 20 maggio 2014

I Longobardi e le origini della massoneria

Isola Comacina
Credits: isola-comacina.it
Cosa c'entrano i Longobardi con la massoneria? In effetti fu proprio durante il regno longobardo d'Italia che andò formandosi la consorteria dei fratelli muratori chiamati anche Maestri Comacini, poiché provenienti dall'isola Comacina. Di questa isola ci parla Paolo Diacono nella Historia Langobardorum allorquando, fortificata e praticamente inespugnabile, venne consegnata ai Longobardi dal generale bizantino Francione dopo un assedio durato ben sei mesi, nell'isola fu trovato un enorme tesoro che vi avevano nascosto i Romani, successivamente l'isola Comacina fu al centro di alterne vicende nelle continue lotte tra i sovrani longobardi e i duchi ribelli: vi si asserragliarono prima Gaidulfo duca di Bergamo e poi Ansprando. Alla fine Ariperto, tutore del piccolo principe Liutprando per la successione, per evitare che qualcuno potesse ancora fortificarvisi decise di demilitarizzarla, abbattendone tutte le difese. La stabile presenza longobarda in questa zona è attestata anche dal toponimo Sala Comacina che, come ormai sanno bene i miei venticinque lettori, designa la fattoria del funzionario reale longobardo deputato alla raccolta della tertia, ovvero del tributo pari al terzo del raccolto. Liutprando, sotto il cui regno l'architettura ebbe un grandissimo impulso, concesse l'isola Comacina ai Maestri come luogo di riunione della loro confraternita, vi si stabilì una Schola o Loggia cui era affidato il compito di tramandare le loro conoscenze ai nuovi adepti. Sull'isola c'è una chiesa dedicata a San Giovanni Battista che sorge sulle rovine di una costruzione più antica di epoca altomedievale. Sempre sul Lago di Como è presente il toponimo celto-germanico Dongo, Dung in dialetto che deriva dal longobardo dung, casa di fango.

Il primo documento ufficiale che ci parla dei Comacini è l'Editto di Rotari, nell'articolo 344 si fa espressamente riferimento ai  "Magister Comacinus cum colligantes" ovvero "I Maestri Comacini ed i loro Colleganti" una sorta di confraternita multiculturale e multietnica di artigiani itineranti, scalpellini e cavapietre, mangiasass e picasass della tradizione lombarda della quale si evince una struttura gerarchica in ruoli con il Magister al vertice. Nell'articolo 145 si parla del Maestro Comacino in relazione al disegno ed alla direzione dei lavori di una fabbrica. Successivamente si parla di loro nell'Editto di Liutprando, dove si normano dei compensi da attribuire a queste maestranze. Fu proprio sotto il prospero regno di Liutprando che i Maestri Comacini ebbero un grande sviluppo con l'affidamento di numerosi e prestigiosi incarichi tra cui il Monastero di San Pietro in Ciel d'Oro a Pavia e il Monastero di San Moderanno a Berceto sulla Via Francigena nei pressi del Passo della Cisa. Tra le opere più importanti affidate da Liutprando ai Maestri Comacini figura anche il rifacimento del Battistero di San Giovanni a Firenze che già edificato da Agilulfo aveva dei seri problemi strutturali. A pianta ottagonale il paramento lapideo originario del battistero era in pietra arenaria. Su una colonna di questo edificio, probabilmente recuperata da una precedente costruzione di epoca romana è riportata la misura del "Pes Liutprandi" che sotto il nome di Piede di Liutprando (51,5 cm) fu un'unità di misura utilizzata fino al XIX secolo.

Ambone della Pieve di Gropina
sorretto da colonne ofitiche
I Maestri Comacini avevano un loro preciso stile che verrà poi chiamato stile lombardo, spesso lasciavano nelle loro opere il loro marchio, il più evidente di questi sono le colonne ofitiche, colonne ritorte che richiamano il peccato originale della genesi col serpente che si avvita sull'albero della conoscenza. Un retaggio degli antichi culti ancestrali pagani di cui è ricca l'arte longobarda. Si tratta di un segno che troviamo ancora oggi in molte forme, per esempio nel carattere del dollaro americano $.
Come tutte le confraternite anche i Comacini avevano l loro Santi protettori che erano i due San Giovanni: il Battista e l'Evangelista, che si festeggiano, il primo durante il solstizio d'estate, il 24 giugno e l'altro durante il solstizio d'inverno il 27 dicembre. Sull'isola Comacina ancora oggi si festeggia la festa di San Giovanni. Per questo motivo i Maestri Comacini consacravano ad uno dei due San Giovanni le chiese da loro edificate. Un'altra simbologia ricorrente utilizzata dai Maestri è quella legata al numero otto ed ai doppi quadrati, come ad esempio il grafico rappresentato qui sotto, motivo geometrico che ritroviamo nel Battistero di San Giovanni a Firenze, sia nelle decorazioni all'interno che nelle finestrine della scarsella.


Nel disegno qui sopra i quadrati orizzontali misurano 10x10, 5x5, 2.5x2.5, 1.25x1.25, etc. I quadrati obliqui misurano 7,071x7,071, 3,538, ,76, etc. Il quadrato grigio al centro è esattamente 1/32°dell'area del quadrato grande (pi greco x 32 =100) nella statica (Geometria delle masse) rappresenta il nocciolo centrale d'inerzia di un pilastro (G), se le tensioni cascano al di fuori del nocciolo, la struttura diventa instabile. Questo risulta determinante per calcolare l'eccentricità dei carichi in strutture complesse.
Si noti l'analogia della figura con lo stendardo del presidente della Repubblica.

Spesso i Maestri Comacini inserivano nell'edificio da loro realizzato la loro immagine come firma da tramandare ai posteri, uno degli esempi più notevoli è proprio quello del Monastero di Berceto, dove accanto agli stipiti della porta, come sempre facevano i Maestri, possiamo vedere due figure maschili scolpite nella pietra.


Il Maestro Comacino con la chiave della conoscenza
Monastero di San Moderanno a Berceto 
Maestro Segreto, Maestro Perfetto, Maestro per Curiosità, Intendente degli Edifici, Eletto dei Nove, Cavaliere del Real Arco di Salomone o Maestro del Nono Arco, Grande Scozzese della Sacra Volta, Cavaliere d'Oriente o della Spada, Principe di Gerusalemme, Cavaliere d'Oriente e d'Occidente, Principe Cavaliere di Rosa-Croce e Cavaliere dell'Aquila e del Pellicano, Gran Pontefice o Sublime Scozzese della Gerusalemme Celeste, Venerabile Gran Maestro di Tutte le Logge ad vitam, Cavaliere Prussiano e Patriarca Noachita, Cavaliere dell'Ascia Reale o Principe del Libano, Principe del Tabernacolo, Cavaliere del Serpente di Rame, Principe di Compassione o di Grazia, Grande Commendatore del Tempio, Cavaliere del Sole o Principe Adepto, Cavaliere di Sant'Andrea di Scozia o Gran Maestro della Luce, Cavaliere Grand'Eletto Kadosh e Cavaliere dell'Aquila Binca e Nera. (Alti gradi della Massoneria di Rito Scozzese Antico e Accettato
Il Maestro Comacino col mattone
in mano
Pieve di San Pietro a Gropina

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2 commenti:

Commentatore ha detto...

isola (italiano) - sala (lituano)
Sala Comacina (it.) - Comacino sala (lt.)

Anonimo ha detto...

I Maestri Comacini?
Si parla di una cultura.
Durata perlomeno mille anni, dal VII al XVII secolo.
Nell'armonia delle forme architettoniche
una religiosità correlata con il mondo naturale circostante.
Il Romanico Lombardo.
Più che il Verbo la Proporzione e il Ritmo.
E le conoscenze venivano tramandate.
E' l'inizio della "Massoneria", quella buona. Hatto

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