giovedì 15 maggio 2014

Alle origini dell'aplogruppo R1b

L'unico aplogruppo del cromosoma nato in Europa è l'aplogruppo I, non è molto diffuso tranne che nei paesi del nord Europa, in particolare in Svezia (I1=37%) e Danimarca (I1=34%), la regione con più diffusione è quella svedese del Gotland (50%). L'aplogruppo R1b non è autoctono in Europa ma ha origine diverse migliaia di anni fa in Asia centrale. L'R1b-M269 è l'aplogruppo più diffuso in Europa occidentale, si calcola che circa 100 milioni di europei appartengano a questo aplogruppo.
Di seguito riportiamo da Eupedia.com una recente versione dell'albero filogenetico dell'aplogruppo R1b ramificato con tutte le subcladi più diffuse, sulla sinistra sono riportati i periodi storici e accanto alle subcladi le popolazioni che ne hanno tratto origine.

Albero filogenetico dell'aplogruppo R1b
Fonte: Eupedia.com
L'aplogruppo R più antico è stato individuato nei resti di un bambino vissuto 24.000 anni fa nella regione di Altai in Asia centrale tra Kazakistan e Mongolia, apparteneva ad un gruppo di cacciatori di Mammuth alla fine dell'ultima grande glaciazione. L'aplogruppo R1b si è sviluppato circa 12.000 anni fa: dopo l'estinzione dei Mammuth, gli R1b furono i primi uomini a dedicarsi con successo all'allevamento del bestiame. Il continuo consumo di prodotti caseari provocò tra loro una mutazione genetica che va sotto il nome di persistenza della lattasi, che gli permetteva di digerire il latte ed i suoi derivati anche dopo lo svezzamento in età adulta. Che l'origine delle stirpi indoeuropee fosse asiatica è una cosa risaputa da tempo, prima che ci arrivassero i genetisti ci erano già arrivati i glottologi che avevano scoperto la comune origine del ceppo linguistico indoeuropeo a cui appartengono sia le lingue neolatine che le lingue germaniche.
Si veda il post sulle origini dell'etimo proto-indo-europeo albʰós (bianco). Fu proprio sulla base di queste teorie linguistiche che si arrivò all'identificazione di un'unica stirpe di ancestori Proto-Indo-Europei (PIE).
In effetti le ultime scoperte della genetica relative alla migrazione dei popoli e agli aplogruppi sembrerebbero confermare quella che fino a poco tempo fa era considerata una teoria immaginaria ed errata anche perché storicamente associata ai regimi totalitari del XX secolo come il fascismo ed il nazionalsocialismo. In effetti non ci sarebbe altro modo per spiegare l'origine europea di almeno alcuni faraoni della XVIII dinastia a cui abbiamo dedicato un post su questo blog: Le origini europee dei faraoni d'Egitto: il DNA di Tutankhamon

Migrazioni degli Arii o Indoari durante l'età del bronzo
Questa origine resta in molta della simbologia della cultura occidentale, ma il simbolo totemico che più rappresenta è l'aquila. L'aquila non è particolarmente diffusa in Europa, i deserti e le steppe dell'Asia centrale ed in particolare del Kazakistan sono il suo regno. Qui l'uomo ha imparato ad usare questi magnifici animali per la caccia, dando luogo all'antichissima arte della falconeria che tanto successo ebbe nell'alto medioevo. L'aquila nella simbologia occidentale ha sempre lo sguardo rivolto verso occidente, per indicare il retaggio di un popolo che ha avuto nell'occidente la sua terra promessa.



In questo contesto il complesso megalitico di Begazy-Dandybai, situato nel Kazachistan centrale, considerato patrimonio dell'umanità dall'Unesco (vedi summary), potrebbe giocare un ruolo importante. Si tratta di un sito archeologico assai caratteristico e per molti versi unico in Asia, la cui origine è collocata a circa 2000 anni a.C., con l'uso di steli, menhir e camere mortuarie circolari.

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1 commento:

Anonimo ha detto...

La teoria R1b non regge alla prova dei fatti,come pure la spiegazione per cui i baschi pur essendo linguisticamente "non indoeuropei"siano pero geneticamente indoeuropei per parte paterna( essendo la popolazione piu R1b al mondo!) ,ma preindoeuropei per linea materna (aplogruppi mitocrodiali H).Ossia i "vigorosi" guerrieri ariani conquistarono la terra degli attuali baschi, ma poi essendosi uniti a donne non indoeuropee, queste hanno trasmesso ai figli poi la loro lingua.Chi dice detta fesseria dimentica che la distribuzione di R1b e' pressoche' identica a quella del'aplogruppo mitorcondiale femminile H ( notoriamente non indoeuropeo).Per tanto se la lingua la trasmettevano le donne, pure nelle Isole Britanniche (che coincidono sia per aplogruppi maschili che femminili con il paese basco) oggi si dovrebbe parlare una lingua di tipo basca..La realta e' che il lignaggio tipo degi indoeuropei era R1a (fortemente maggioritario nell'antica patria degli inoeuropei), mentre R1b era l'apogrupp di una popolazione non indoeuropea ( originaria o immigrata) dell'Europa Occidentale.In fatti, piu ci allontaniamo dall'area di partenza degli indoeurpei ( le pianure dell'Europa Orientale) piu aumenta l'aplogruppo R1b.Non e' un caso che le aree dove si ha una maggior percentuale di R1b sono le zone che risultarono pu distanti o comunqe meno toccate dall'invasione Indoeurpea.Le aree dove R1b e' piu presente sono agli antichi confini del mondo ( Irlanda,Scozia,Galles), le aree piu impervie( Pirenei,Garfagnana, ossia dei veri rifugi dagli invasori) e aree che notoriamente ospitavano popoazioni non indoeuropee (es. il paese basco, l'AquItania,la terra degli iberi,l'Etruria,l'Apuania etc).

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