lunedì 28 aprile 2014

L'istituto del Mundio nella società longobarda

il Munduald - Pieve di Castelvecchio (PT)
Il Mundio dal longobardo mund, che significava mano ma anche protezione (antico sassone mund, old norse mund), era la figura patriarcale centrale nella società longobarda legata alla famiglia (Fara), tale istituto giuridico venne sancito per iscritto nell'Editto di Rotari nella parte dedicata al diritto matrimoniale. Nella società longobarda la donna era sempre sotto la tutela (Mundium) di un uomo: il padre, il marito (Muntehe), dei parenti più prossimi o direttamente sotto la tutela del re se non aveva parenti viventi. L'affrancamento da questa forma di tutela patriarcale (Selpmundia) non era contemplata dalla legge. Una donna non poteva disfarsi dei propri beni né comprarne di altri senza il consenso del proprio custode (Munduald). La promessa di protezione (Mundeburdium) caricava altresì il protettore della responsabilità di proteggere non solo la sua famiglia ma anche tutti coloro che vivevano alle sue dipendenze compresi i servi, dando luogo ad una struttura sociale organizzata in clan, in un rapporto di reciproco scambio.

Questo era coerente con il grande rispetto che le donne rivestivano all'interno della società longobarda, dove il custode si prendeva carico di tutte le conseguenze che derivavano dall'azione legale, come l'accertamento della verità attraverso la formula del duello (camphio). La bella lastra in arenaria sulla facciata della Pieve di Castelvecchio che si trova nella cosiddetta Svizzera pesciatina, lastra non di origine religiosa rappresenta più di molte parole il concetto patriarcale del Mundium con le mani del Munduald che sembrano espandersi a proteggere le donne del suo gruppo familiare. Le figure allegoriche dei Troll sono un altro tema legato alla mitologia germanica, con l'eroe sempre in lotta per la sopravvivenza di sé stesso e del proprio clan, questa lotta è ben rappresentata nel poema anglo-sassone Beowulf. La storia dei Longobardi non è altro che la storia di un piccolo popolo perennemente in lotta per la propria sopravvivenza in mezzo ad altri popoli ben più numerosi.

Come abbiamo visto in longobardo come in antico sassone mund significa mano ma anche protezione, il che mi da l'occasione per introdurre un altro spunto relativo alla toponomastica, quel "Monte" spesso presente in molti dei toponimi toscani anche quando si tratta di località poste su rilievi appena accennati. Come nel caso di Montespertoli la cui altezza è di appena 257 metri. Il toponimo Montespertoli come abbiamo già visto nella pagina dedicata ai toponimi di origine longobarda deriva dall'antroponimico Sighipert, quindi viene attualmente spiegato come "Monte di Sighipert" ma se traduciamo Monte con munde, allora diventerebbe "Protezione di Sighipert" o anche "Tenuta di Sighipert" che secondo me acquista un significato più completo e calzante con l'effettiva realtà della società longobarda che è in sostanza il primo passo verso l'organizzazione feudale medievale. Lo stesso vale per altri toponimi come Montescudaio, ossia "Protezione dello Sculdhais", e così via. Anche il nome della più antica banca del mondo, il Monte dei Paschi di Siena, sta a significare l'apposizione del vincolo (protezione del bene) sui paschi (pascoli) maremmani. Allo stesso modo il toponimo Montecchio, non deriva come proposto da munticulus, monticello, ma al contrario da Mund = tenuta, feudo + tekki = grosso, ossia "grande tenuta". Il significato del cognome veronese Montecchi è il medesimo. Nella lingua toscana técchio o ticcio, significano corpulento, grasso.

Dopo la disgregazione dell'impero romano, la società alto-medievale si fonda sui legami di sangue basati su rapporti di reciprocità individuale, come ben spiega Pascal Michon:
"Les individus sont soumis au pouvoir paternel – le Munt (Mundeburdium) – et la relation politique est désormais envisagée sur le modèle de la relation familiale entre parent ou tuteur et enfant. Le mot même de liberté n’existe plus, ni l’idée abstraite d’une qualité applicable universellement. Significativement, la liberté ne signifie plus autonomie, mais au contraire appartenance à un peuple. Comme le montre en Gaule, la synonymie libre = franc, la liberté est toujours prise comme une relation concrète de l’individu avec son groupe. Socialement, l’individu est porté par la tribu, le clan, la grande famille dans lesquels il vit. Son statut personnel dépend du groupe auquel il appartient. De nouvelles formes d’individuation non-chrétiennes apparaissent, qui vont devenir déterminantes pour l’avenir de l’anthropologie occidentale."
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