mercoledì 9 aprile 2014

La lingua longobarda è parente stretta dell'antico sassone

Non c'è niente da fare, nonostante tutte le evidenze in questo paese, e solo qui, ci si ostina a relegare il Longobardo nella categoria delle lingue germaniche orientali estinte, basta consultare la voce "Lingua longobarda" sulla Wikipedia italiana e le corrispondenti voci in inglese "Lombardic language" e in tedesco "Langobardische Sprache". Ho provato più volte ad aggiornarle io stesso, ma non c'è verso: le pagine sui Longobardi nella Wikipedia italiana sono "blindate" e  "presidiate" se non ci credete provate voi stessi.

Il problema principale è la carenza di fonti scritte, la fonte più cospicua sono gli editti e le epigrafi in latino che riportano molti lemmi nella lingua longobarda. Sfruttando però la filologia comparata delle lingue germaniche, ormai una scienza a tutti gli effetti, possiamo però tentare di fare un approccio diverso. Sappiamo da tutte le fonti storiche da Tacito in poi, che i Longobardi erano un popolo affine ai Sassoni. Alla spedizione di Alboino in Italia è documentata la partecipazione di almeno 20.000 Sassoni. Scrive Paolo Diacono nella Historia Langobardorum riferendosi alla gloria di Alboino:
Pertanto il nome di Alboino divenne tanto celebre ovunque che ancora oggi la sua liberalità, la sua gloria, i suoi successi in battaglia e il suo valore sono celebrati in carmi non solo presso i Bavari e i Sassoni ma anche presso altri uomini che parlano la stessa lingua.
Per i popoli germanici, parlare la stessa lingua, vuol dire appartenere allo stesso gruppo, è con l'identità linguistica che si ha l'identità del popolo. Mi sembra fuori di dubbio che Sassoni e Longobardi se non parlavano la stessa lingua, parlavano dialetti assai simili e sicuramente intelligibili. ma dell'antico sassone noi abbiamo invece tantissimo, perchè è la lingua "nonna" dell'inglese. I Sassoni che nel V secolo migrarono verso le isole britanniche riuscirono ad imporre agli abitanti la loro lingua, relegando la preesistente lingua celtica solo nella cosiddetta celtic-fringe.

Antico Sassone - diffusione geografica
L'antico Sassone è una lingua che ha origine dal dialetto germanico ingavonico e si sviluppa compiutamente a partire dal V secolo proprio in quelle aree della Germania settentrionale occupate dal gruppo ingavonico delle tribù germaniche occidentali, ovvero dai Frisi (o Frisoni), dagli Angli, dai Sassoni e dai nostri amici Longobardi lungo il basso corso dell'Elba e sulla costa tedesca del Mare del Nord. In base a reperti archeologici la loro dimora più antica, come riporta la Treccani alla voce Longobardi, dovrebbe essere il territorio del Basso Elba di Bardengau, l'antica città di Bardowick presso l'attuale Lüneberg.
Tra tutti questi popoli esistono moltissime analogie negli usi e nei costumi, nelle istituzioni sociali e nelle pratiche religiose, nel diritto germanico.

Come doveva essere quindi questa lingua parlata dai Longobardi? Il seguente video mostra la preghiera del Padre Nostro letta in antico Sassone.


Vediamo subito nel testo del video alcune corrispondenze documentate tra l'antico sassone ed il longobardo attraverso l'Editto di Rotari, nella parola Fadar (long. Fader, padre), nella parola riki, (long. rikki, potente, ricco), mensculdio (long. sculdio, debito, colpa).

P.S.: riprendendo un vecchio post riguardante la spada di Pernik la cui iscrizione è stata attribuita alla lingua longobarda, la comparazione con l'antico sassone, prendendo come riferimento il poema Beowulf, coincide al 100%, cambiano solo le rotazioni consonantiche della k > h e della b > p.

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8 commenti:

Anonimo ha detto...

Longobardi e Sassoni? Son primi cugini.
Se non fosse per la spiccata natura indipendentista dei Longobardi
questi farebbero parte della mega tribù dei Sassoni da oltre duemila anni.
Passata la parentesi carolingia affinità ritornarono in essere in età ottoniana.
Similarità nei luoghi di culto: Desenberg in Sassonia, colle di Udine in Langobardia.
Hatto

Anonimo ha detto...

te ne dico una , mia nonna (mantovana) aveva parecchi pulcini, per dire pulcino diceva cicìn',...antico anglo-saxon cicen (pollo, ora chicken)

Bighipert ha detto...

Credo che adesso siamo sulla buona strada, colgo l'occasione per ringraziare il sito wikiling.de (http://www.koeblergerhard.de/wikiling/) senza le cui fonti linguistiche questo blog non sarebbe stato possibile. Speriamo che prima o poi la cultura mainstream si accorga della nostra esistenza... mi rendo conto che tutto quello che ci hanno insegnato è falso. Occorre imparare a dis-imparare

mrjinary ha detto...

verissimo

Anonimo ha detto...

...e quindi, avendo nonna e madre cremonesi, sentir dire butér (burro) Péder (Pietro)...ed udire nomi come Armida, Gherardo, Ottorino....è normale..?

Bighipert ha detto...

Normalissimo! Butére significa proprio burro in antico inglese / antico sassone. Péder è affetto dalla rotazione consonantica della /t/ in /d/ nel passaggio dal latino alle lingue germaniche. Tutti quei nomi sono di origine germanica, in particolare proprio Gherardo significa "forte con la lancia" da ger = lancia + hard = forte. E' davvero incredibile come nei dialetti padani sia rimasta una così evidente traccia di questo retaggio culturale misconosciuto dai più.

Anonimo ha detto...

In lingua Lombarda e più precisamente nel dialetto orobico della lingua Lombarda, gallina si dice "chichina": àrda cà bèla chichina g'ò (guarda che bella gallina ho)

Anonimo ha detto...

Da noi in Gera d'Adda, terra di re Autari, sedia si dice scagna dal longobardo scann, anche se si usa pure, essendo terra di confine, la derivazione milanese cardiga (da cadrega). L'asse che le lavandaie mettevano a protezione delle ginocchia si chiama "bràdela", dal longobardo bradel, pezzo di legno, la serpe si dice bissa, come in tutta al lombardia... e via via tanti altri vocaboli. Una curiosità: penso in reminiscenza atavica degli invasori, quando una persona grida come un ossesso si dice "Usà 'me n' ariano".

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