giovedì 24 aprile 2014

Irminsul: il pilastro del mondo

Alfred Rethel - Carlo Magno fa abbattere Irminsul l'albero
sacro dei Sassoni
Nell'anno 772 Carlo Magno, stanco delle continue scorrerie dei Sassoni a danno delle istituzioni cristiane, ruppe gli indugi e mosse guerra contro di loro. Il Casus belli fu il saccheggio e l'incendio della chiesa di Deventer. L'atto simbolico più eclatante di queste operazioni militari fu l'abbattimento dell'albero sacro di Irminsul ad Eresburg, il pilastro che secondo la tradizione mitologica germanica sosteneva la volta del cielo.
Con questo atto Carlo Magno voleva sottintendere la forza della fede cristiana che abbatte le antiche tradizioni pagane ormai superate. Le guerre sassoni, possono essere infatti considerate delle vere e proprie guerre di religione tra due visioni del mondo. Da una parte Carlo Magno che vedeva nella cristianizzazione e nell'istituzione di un organismo di governo sovranazionale una sorta di ricostituzione dell'impero romano in salsa germanica. Dall'altra gli altri popoli germanici che non volevano rinunciare alle proprie tradizioni culturali, ai loro miti pagani ma soprattutto alla loro indipendenza e autonomia dal potere centrale.

Irminsul: il pilastro del mondo
In questo contesto si inserisce anche la guerra contro i Longobardi. I discendenti di Alboino avrebbero voluto creare in Italia uno stato unitario libero dal potere temporale della Chiesa. Se infatti il grosso della nobiltà longobarda si era convertita al cristianesimo, larga parte del popolo era ancora saldamente fedele alle antiche tradizioni pagane. Carlo Magno convinto di appartenere per discendenza alla stessa stirpe divina di Gesù Cristo fu implacabile con chi non si sottometteva alla dottrina della Chiesa. Possiamo infatti considerare le guerre sassoni come la prima crociata della storia, e proprio come nelle crociate per convertire questi riottosi popoli non si andava tanto per il sottile. In un solo giorno furono giustiziati circa 4.500 Sassoni. 

Cavaliere Franco
L'anno dopo nel 773 Carlo Magno sconfisse i Longobardi il 12 ottobre nella battaglia di Pulchra Silva. Pulchra Silva o Silvabella era una tenuta di caccia reale in Lomellina sulla via Francigena in seguito denominata Mortara, Mortis Ara (altare della morte), per l'altissimo numero di caduti, Nello scontro cruentissimo perirono in quella che diventerà la battaglia più terribile dell'alto medioevo oltre 70.000 uomini, 32.000 Franchi e 44.000 Longobardi. In seguito per pacificare la Sassonia chiunque praticasse riti pagani dell'antica tradizione germanica doveva essere passato per le armi.

Sembra che i Franchi fossero l'esercito più potente del tempo perché da una parte erano un gruppo molto numeroso di sotto-tribù di germani occidentali e dall'altro adottavano una struttura dell'esercito più organizzata secondo lo schema delle legioni romane. I Germani del Reno infatti prestarono servizio come auxiliares nelle legioni fin dal tempo di Giulio Cesare. E' documentata la militanza di guerrieri Franchi nelle legioni durante il IV secolo con importanti ruoli di comando come nel caso dei comandanti Magnentius, Silvanus ed Arbitio. Scrive Procopio che più di un secolo dopo la caduta dell'impero romano d'occidente le armate sul Reno erano ancora organizzate a guisa di quelle imperiali.  D'altro canto i Longobardi come i Sassoni avevano un modo di combattere assai più improvvisato che si fondava sull'ardimento dei singoli guerrieri in base a quello che accadeva di volta in volta sul campo di battaglia, secondo il classico schema del furor celtico, che culminava nell'attacco frontale del capo circondato dai guerrieri più valorosi.

Sarcofago: dettaglio laterale con Irminsul

Abbazia di Pomposa
Irminsul 

Come spesso accade Irminsul con tutta la sua valenza simbolica è rimasto ancora presente nella cultura europea. Sembra infatti che il Fleur de Lis cioè il simbolo della monarchia francese, non sia altro che una rappresentazione addomesticata dell'antico pilastro germanico.

L'evoluzione grafica del Fleur de Lis
partirebbe dal simbolo dell'Irminsul

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3 commenti:

Anonimo ha detto...

A mio avviso il miglior studio sulle guerre tra Franchi e Sassoni è il libro
di Bernard S. Bachrach titolato Charlemagne's Early Campaigns (768-777),
A Diplomatic and Military Analysis, costa circa 300 dollari, ma se ne possono trovare ampi stralci in rete. Hatto

Anonimo ha detto...

E' una mia opinione, ma non sono il solo ad averla:
secondo me l'Irminsul dei Sassoni non si trovava ad Eresburg (Obermarsberg)
ma sulla sommità del Desenberg, un vulcano spento.
Su Google Immagini digitando Desenberg potrete farvi un'idea del luogo. Hatto

Anonimo ha detto...

Come diversi altri non ritengo vi sia stata grande battaglia a Tagina nel 552 d.C.
tra Totila e i suoi Goti e Narsete con i Bizantini e i Longobardi, così come non
credo vi sia stata grande battaglia a Mortara tra Franchi e Longobardi. Hatto

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