sabato 5 aprile 2014

Il pronome personale soggetto nella lingua italiana

"Adesso te tu vai e tu prendi l'acqua!" così mi diceva la mia nonna quando ero bambino esortandomi ad andare a prendere l'acqua nelle assolate e umide estati trascorse in Val d'Arno. Questa frase apparentemente banale racchiude invece molto delle radici della lingua toscana e quindi per estensione di quella italiana che dal toscano è derivata. Se analizziamo la morfologia della frase non possiamo fare a meno di notare che essa contiene delle parti che nella lingua italiana non sono necessarie. La mia nonna avrebbe potuto infatti dire più semplicemente "adesso vai e prendi l'acqua" ed il significato sarebbe stato identico. A differenza di altre lingue, come l’inglese e il francese, nella lingua italiana l’espressione del pronome personale soggetto è quasi sempre facoltativa e non obbligatoria. È indispensabile, però, quando serve ad evitare ambiguità, oppure in espressioni enfatiche.

La facoltà di omettere il pronome personale soggetto nella lingua italiana è dovuta all'articolazione delle forme verbali alle quali possono essere aggiunti dei prefissi per poter chiarire meglio la frase all'interlocutore. Questo è dovuto alla costruzione della frase derivata dal latino, lingua nella quale il pronome personale soggetto si omette ed anzi in antichità neppure esisteva. Aggiungerei che la stessa regola vale per la maggioranza delle lingue indoeuropee, ed anche per il russo e per il finnico.

Se passiamo invece alle lingue germaniche, l'uso del pronome personale soggetto non solo è obbligatorio, ma la sua omissione è ritenuto un grave errore, come per esempio nella lingua tedesca. Ecco quindi che la frase di mia nonna racconta molto sulle origini della lingua toscana, la cui morfologia ha origine da una lingua in cui la presenza dell'articolo personale soggetto era un tempo obbligatoria. È ovvio che questa lingua arcaica non era una lingua latina o neolatina, queste forme assai comuni nel toscano sono il retaggio del superstrato linguistico longobardo.

La lingua longobarda fu parlata in Toscana e nell'Italia settentrionale per più di due secoli e soprattutto nel lessico ha lasciato una grande quantità di parole, vedasi il nostra glossa longobarda che ogni giorno si arricchisce di nuovi spunti grazie anche all'apporto dei lettori del blog. Grandissima infatti è anche l'influenza del longobardo nei dialetti padani, nel mantovano, nel reggiano, nel bergamasco, nel lombardo e nella lingua veneta.

Klemens von Metternich
Come mai allora questa eredità linguistica è così sottaciuta dalla cultura mainstream? Forse perchè nella cultura italiana è stata fatta nell'interesse nazionale un'opera di de-germanizzazione o, se mi consentite un neologismo, sgermanizzazione dell'eredità culturale barbarica che si è acuita dopo l'unità d'Italia, dove si è posta l'esigenza di dare ad un paese ancora diviso e multietnico un'identità comune basata sulla romanicità. Erano quelli gli anni in cui il diplomatico e storico austriaco Klemens von Metternich, forse il padre della Realpolitik, diceva "Italien ist ein geographischer Begriff" ovvero "L'Italia è un espressione geografica".

Il Metternich fu uno dei principali negoziatori durante il Congresso di Vienna, in quel contesto espresse la sua ideologia politica che vedeva lo stato nazionale e la monarchia asburgica in particolare come confederazione di più entità locali dotate di una grande autonomia dallo stato centrale.


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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Ottimo articolo, analisi molto interessanti!
In effetti l'opera di de-germanizzazione è sempre stata molto attiva in questo paese,
attuata dapprima dai romani eppoi continuata dalla Chiesa e da altre strutture.
solo da qualche anno si avverte un allentamento dell'attività di marginalizzazione.
Forse perchè è sin troppo evidente che le aree del paese che hanno i più grossi
problemi economici e sociali son quelle ove NON sono arrivati Goti e Longobardi. Hatto

Anonimo ha detto...

bravo, mi sa che hai centrato 'appieno' il bersaglio:)

Anonimo ha detto...

quando parlavi di cultura 'mainstream', intendo:),...è da 500 anni almeno che raccontano 'balle' etimologiche

luciano lamberto cini ha detto...

Pensiamo anche ai Sassoni che ripopolarono le centuriazioni dell'Arno e le Colline Metallifere nei tempi di Ottone I 962 . La degermanizzazione è infatti voluta dal sistema. Si sono anchecreati partiti fantoccio per evitare una vera CONFEDERAZIONE della Penisola italica, per timore che gli stati confederati germanici , comela Toscana diventasseroconsapevoli!!

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