martedì 15 aprile 2014

Apartheid sessuale sulle rovine dell'impero romano

Maschera funeraria anglo-sassone
Dallo studio della diffusione del cromosoma Y, che viene passato identico di padre in figlio attraverso le generazioni, possiamo vedere come la composizione genetica della popolazione italiana sia assai differenziata soprattutto tra il nord ed il sud della penisola. Come mai una simile differenza e che fine ha fatto l'eredità genetica greco-romana? Ma soprattutto, come è stato possibile per un'esigua minoranza di "barbari" stimata in 150.000 migranti su una popolazione complessiva di 4 milioni avere un così alto impatto genetico sulla composizione della popolazione maschile?

Per dare una risposta a questo quesito vi consiglierei la lettura di questo interessante articolo pubblicato sulla rivista scientifica Harvard Magazine dall'intrigante titolo "Chi ha ucciso gli uomini in Inghilterra?" di Jonathan Shaw. L'articolo prende in esame la composizione genetica delle isole britanniche prima e dopo le invasioni anglo-sassoni del V-VII secolo. Anche in Gran Bretagna sono presenti delle forti differenze genetiche tra le varie parti del paese, ed in modo macroscopico nella composizione genetica delle principali città inglesi e quelle del Galles e della cosiddetta Celtic-Fringe.

A dimostrazione di quanto detto si prenda ad esempio un comune cognome di certa discendenza anglo-sassone come Smith e l'omologo tedesco Schmidt e se ne veda la diffusione in Gran Bretagna e Germania.

Diffusione dei cognomi Smith e Schmidt in Gran Bretagna e Germania
Anche una ricerca condotta dalla Royal Society B. e pubblicata sul sito della BBC, rilancia questa tesi di cui ecco la traduzione in italiano.
"Nuovi studi dimostrano che un regime di apartheid esisteva nel primo periodo della dominazione anglo-sassone della Gran Bretagna. Gli scienziati credono che un piccolo gruppo di migranti provenienti da Germania, Olanda e Danimarca costituirono un regime di segregazione razziale quando arrivarono in Inghilterra. I ricercatori pensano che i nuovi arrivati modificarono la distribuzione genetica della popolazione, sfruttando i loro vantaggi economici a scapito della popolazione autoctona. Il team di studiosi ha spiegato sulle colonne del Royal Society Journal che questo potrebbe spiegare l'abbondanza di geni di origine germanica nell'Inghilterra di oggi. La ricerca genetica ha rivelato che la composizione genetica della popolazione contiene tra il 50 ed il 100% di geni germanici. Ma questa prevalenza di geni anglo-sassoni nell'Inghilterra di oggi intriga gli esperti poiché rinvenimenti archeologici e tracce storiche attestano solo un esiguo numero di migranti. Si tratterebbe di un numero tra i 10.000 e i 200.000 soggetti che tra il V ed il VII secolo arrivarono in Inghilterra su una popolazione di circa 2 milioni di britanno-romani. Per capire cosa può essere successo gli scienziati hanno simulato un modello al computer per capire cosa possa essere successo dopo l'arrivo di un così piccolo numero di migranti. Sembrerebbe che i nativi britanni abbiano sofferto una condizione di svantaggio socio-economico che abbia rapidamente portato ad una divisione razziale della società. Ci sono evidenze di testi giuridici da quali si evince che il valore della vita dei nativi britanni valesse meno di quella dell'elite dominante anglo-sassone (cfr longobardo/antico sassone wergild, guidrigildo Editto di Rotari). Il Dott. Mark Thomas dell' University College di Londra (UCL), sostiene che combinando i matrimoni misti con il vantaggio riproduttivo di essere anglo-sassone, si arriva alle proporzioni genetiche di oggi. I nativi Britanni di stirpe celtica vennero culturalmente e geneticamente emarginati e assorbiti dagli anglo-sassoni in un lasso di tempo non più lungo di 200 anni (cfr. durata regno longobardo d'Italia). Un elìte anglo-sassone poté affermarsi presto potendo avere più figli che arrivarono all'età adulta, grazie al loro potere militare ed economico. Un altro fattore che contribuì all'affermarsi di queste stirpi è l'impedimento giuridico per i maschi nativi di contrarre matrimoni misti in un regime di apartheid che lasciò il paese culturalmente e geneticamente germanizzato. Che è infatti proprio quello che vediamo oggi un paese con una popolazione di origine genetica germanica che parla una lingua di origine germanica."
Abbiamo visto in questo blog che Sassoni e Longobardi avevano molti aspetti socio-culturali in comune, in particolare entrambi avevano un sistema di leggi codificate, che in Italia sono state per la prima volta messe per iscritto nell'Editto di Rotari. Nella società delineata dall'Editto di Rotari esisteva un vero e proprio regime di apartheid tra le popolazioni di stirpe germanica e quelle di origine gallo-romana. Questo si rispecchiava anche nella sfera sessuale, se infatti l'unione tra un uomo longobardo ed una donna romana era possibile e anzi a giudicare dall'onomastica longobarda che mescolava nomi germanici con nomi romani, assai frequente, viceversa per una donna longobarda era impossibile avere rapporti con uomini nativi, anzi l'Editto ne prevedeva addirittura la messa a morte. Proprio come avvenne nell'Inghilterra anglo-sassone anche in nell'Italia longobarda si avviò così un processo di selezione delle stirpi maschili che vide prevalere i lignaggi barbarici, modificando in modo sostanziale nell'arco di due secoli la composizione genetica delle regioni dell'Italia centro-settentrionale. Probabilmente confrontando gli aplogruppi del cromosoma Y con quelli mitocondriali avremmo delle grosse differenze con una prevalenza barbarica delle stirpi maschili (Y-DNA) ed invece una prevalenza gallo-romana femminile (mtDNA). Generalmente questo accade sempre in paesi che subiscono una fase di colonizzazione, lo stesso articolo citato precedentemente mette in evidenza come negli Stati Uniti tra gli afroamericani il 33% delle linee maschili sia di origine europea, mentre nelle linee femminili solo il 6% è di discendenza europea. Analoghi studi compiuti nella città di Medellín in Colombia hanno dimostrato che il 95% degli uomini è direttamente discendente dai conquistadores spagnoli, mentre invece il 95% delle donne sono di discendenza nativa.

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9 commenti:

al beborg ha detto...

Siamo sicuri che la presenza germanica altomedievale in Italia sia quantificabile Nell ordine di sole 150 000 unità? La maggior parte dei libri che ho letto parla di 350 000 longobardi e 300 000 goti. Per il resto articolo molto interessante. Solo non ho capito a quali geni si faccia riferimento quando si parla di geni germanici presenti tra il 50 e 100% in Inghilterra. Se potete chiarire questo punto ve ne sarò grato! Complimenti per l articolo

Bighipert ha detto...

Grazie per le domande. Jörg Jarnut nel suo "Storia dei Longobardi" parla di un'ondata migratoria dal Danubio di circa 100.000 - 150.000 individui tra cui 20.000 Sassoni (Capitolo III, pagina 30). Gli aplogruppi Y-DNA considerati germanici da Eupedia sono i seguenti: I1, I2-M223, R1a-Z284, R1b-U106 ed R1b-L238 a cui io aggiungerei anche il celto-germanico R1b-L21 che è molto diffuso anche nel sud dell'Inghilterra ed in Norvegia, in pratica si tratta di Celti che sono rimasti nel nord Europa diventando Germani (identità linguistica) vedi anche il post http://bighipert.blogspot.it/2013/07/mappe-combinate-dei-lignaggi-germanico.html

al beborg ha detto...

Si é vero che jarnut da questo dato ma se non erro il suo libro risulta essere un po' vecchiotto e sintetico :) . Personalmente trovo molto interessante il libro della vaccaro che essendo archeologa ha dato alla sua pubblicazione un improntata diciamo più scientifica. Quest ultima fornisce poi dei dati diversi sulla consistenza numerica dei germani in Italia. Ovvio che tuttavia in entrambi i casi si tratta di speculazioni perché la certezza assoluta non l avremo mai.

Anonimo ha detto...

Se può aiutare:
10000 normanni per conquistare l'Inghilterra anglosassone,
1500 normanni per conquistare il Sud-Italia...
Hatto

Anonimo ha detto...

Non dobbiamo dimenticare le grandi devastazioni ( e uccisioni )
effettuate dalle bande vikinghe come la Great Heathen Army,
conosciuta anche con il nome di Mycel here. Hatto

Anonimo ha detto...

l'aplogruppo Y-DNA più diffuso in Italia è R1b U-152 S28 ed è principalmente italico. Quindi perfettamente compatibile con una eredità latina.

Bighipert ha detto...

L'R1b U-152 S28 è italo-celtico, cioè trattasi di stirpi celtiche che si sono stabilite in Italia. Furono centinaia di migliaia i Galli che si stabilirono o furono deportati in Pianura padana che infatti fu chiamata dai Romani Gallia Cisalpina. Chiaramente queste popolazioni successivamente si integrarono completamente nella società romana. Anche nel senato furono moltissimi i senatori di origine gallica. Vi consiglio un interessante articolo al proposito: http://www.eupedia.com/forum/threads/25962-R1b-U152-S28-more-Gaulish-or-Roman

al beborg ha detto...

Che tristezza quelli che vedono latini e romani ovunque... Il termine latino biologicamente parlando non significa NIENTE

Unknown ha detto...

Sono capitato per caso su questo sito e ho notato un radicato e accanito odio per la civiltà greco romana a favore di goti/longobardi. Sinceramente non lo capisco questo fondamentalismo e non capisco a cosa voglia arrivare: fate discorsi simili a quelli di alcuni leghisti che rivendicavano la loro discendenza dai celti. I goti e i longobardi e le altre popolazioni nordeuropee avranno sì avuto grande impatto sulla storia europea e italiana, ma mi sa che trascurate l'importanza, molto più rilevante, della civiltà greca e quella romana, e anche quella etrusca, che fece da mediatrice tra greci e romani nei primi secoli della storia di Roma. Fate discorso sull'etimologia di alcune parole, ma trascurate che la maggior parte delle parole italiane sono e restano neolatine, che la legge moderna derivi dal diritto latino, che in Grecia e anche in Magna Grecia sia nato il pensiero occidentale, che romani e greci furono progrediti dal punto di vista architettonico, artistico e culturale, che l'alfabeto (che voi lo vogliate o no) con cui state scrivendo è l'alfabeto latino e che i romani abbiano influenzato un'area enorme tra l'Europa, l'Asia e l'Africa. Il mio non si tratta di un elogio esasperato di romani e greci simile a quello che voi fate dei germani, ma di un semplice invito a non dimenticare e disprezzare l'enorme rilevanza che hanno i romani nella storia ;-)

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