sabato 15 marzo 2014

R1b-L21: l'anello mancante

I Goti si stabilirono nel mantovano già a partire dalla fine del IV secolo quando assieme ad altre tribù germaniche e sarmatiche vennero utilizzati come cavalleria ausiliaria nelle schiere degli eserciti imperiali. A questa epoca risalgono i sepolcreti ritrovati presso la necropoli gota di Sacca di Goito (Gùit in dialetto) databile tra la fine del IV e l'inizio del V secolo. L'esame dei corredi funerari ritrovati presso la necropoli ha permesso di collegare questi reperti archeologici con la cultura di Černjachov (II - V secolo) di area basso danubiana, Ucraina e con la precedente cultura di Willenberg (I secolo) nella Prussia orientale, foce della Vistola, tutte riferibili ai Goti.

Diffusione della cultura di Willenberg - Area rossa
Diffusione della cultura di Černjachov - Area rosa

Queste popolazioni erano partite da un area che corrisponde oggi allo Jutland settentrionale e alla Svezia meridionale, probabilmente la ragione della migrazione in massa fu dovuta alle continue alluvioni, o a motivi demografici.

Secondo il monaco Beda il venerabile gli Juti, assieme a Sassoni ed Angli, erano una delle tribù germaniche più potenti. Il loro popolo prendeva il nome dalla penisola dello Jutland (Iutum in latino), secondo una recente ipotesi accettata dall'Oxford English Dictionary, gli Juti non sono altro che i Geati, una popolazione che era stanziata nella Svezia meridionale, Scania, di cui abbiamo già parlato in un precedente post. E' possibile che gli Juti fossero una tribù di stirpe gotica come raccontanto nella Gutasaga, un terzo degli abitanti dell'isola di Gotland, partì per il continente, alcune necropoli attribuibili a popolazioni di area gotica sono state ritrovate presso Willenberg nella Prussia orientale (oggi Wielbark, in Polonia) dando luogo all'omonima cultura archeologica. Nel 449 gli Juti guidati dal loro mitico re Hengest (lo stallone, proto-germanico hangistaz, svedese, norvegese e danese hingst, olandese hengst) arrivarono nel Kent e vi si stabilirono in una contea chiamata Cantwarebyrig (latino Cantium, byrig = fortificazione in anglosassone), oltre che nel Kent sempre secondo quanto riportato da Beda il venerabile una seconda ondata di Juti guidati da Stuf si stabilì nell'Isola di Wight e sulle coste dello Hampshire. Con l'arrivo degli Juti in Inghilterra cominciarono le invasioni degli anglo-sassoni del V secolo. Nel Kent ancora oggi permangono alcuni toponimi di origine germanica come Whitfield, anglosassone witt, gotico witi = ragione, testimonianza + feld = campo) era probabilmente dove si facevano i processi secondo il diritto germanico. Anche Wingham è un toponimo germanico: il suffisso toponomastico generico -ham deriva dal gotico haims che significa villaggio rurale, haima in gotico è anche terra, possedimento. Wing- dovrebbe essere il nome del capostipite, del proprietario originario. Sembra che gli Juti furono chiamati in Inghilterra dai Britanni con lo scopo di aiutarli a combattere i Pitti del Nord, in cambio gli fu promessa della terra. Wingham potrebbe essere uno di questi poderi concessi agli Juti in cambio del loro intervento. Presenze anglosassoni sono documentate a Wingham anche col ritrovamento di questa medaglietta conservata al British Museum e rappresentante un nodo di San Giovanni intrecciato con dei serpenti, un simbolo scandinavo che si ritrova anche sull'isola di Gotland, nel Baltico. Altro toponimo anglosassone nel Kent è Littlebourne, bourne dal germanico born che significa pozzo.

Medaglietta ritrovata a Wingham nel Kent - V sec.
probabilmente di origine Juta e quindi gotica
Rappresenta il nodo di San Giovanni
British Museum

Gli Juti nel Kent elaborarono un particolare stile nella lavorazione dei metalli che va sotto il nome di "Quoit Brooch Style", è stato dimostrato un collegamento con fibbie analoghe ritrovate nei corredi funerari nello Jutland.

Fibbia circolare in stile Quoit Brooch - V sec.
ritrovata a Littlebourne nel Kent
British Museum

Il collegamento tra gli Juti ed i Geati (Jutes, Geats, Guti, Gutar, Gutones sembrano spelling differenti della stessa parola) è molto importante, è quel tassello mancante che ci permette di spiegare la diffusione di alcuni aplogruppi in Europa, mettendo in relazione corrispondenze genetiche tra le isole britanniche ed il continente ed escludendo in maniera definitiva l'originarietà britannica di alcuni lignaggi ereditari. Anzi sembrerebbe proprio il contrario, ovvero che gli anglo-sassoni abbiano attuato una politica di sostituzione genetica delle popolazioni celtiche preesistenti schiacciandole verso il Galles e le coste occidentali.

Nel mantovano il retaggio gotico e longobardo permane in molte parole presenti nel dialetto, brös’cja = spazzola per cavalli o vacche (inglese brush), skèrpa = il corredo da sposa (dal longobardo skerpfa), skragna = sedia (dal longobardo skranna), si veda anche il glossarietto presente in questo blog con tutti i contributi dei lettori, ma anche nella diffusione della pratica dell'allevamento del bestiame di cui il territorio mantovano è ricchissimo.

Fonti: Marco Sannazaro: "Goti a Goito?" - Considerazioni su reperti riconducibili alla cultura Černjachov/Sîntana de Mureş nella necropoli di Sacca di Goito (Mantova)

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Ciao a tutti, in merito a quanto avete sopra riportato, cioè :
'skragna = sedia (dal longobardo skranna)'
segnalo che in dialetto bergamasco la parola 'sedia' si dice 'scagna' .
Grazie.

Anonimo ha detto...

grazie per le citazioni, sempre in basso mantovano lo scanèl da mönsar è il seggiolino usato per la mungitura , mentre lo skragnùn è il seggiolone dei bambini (un tempo fatto a mano in legno),...scagna (come in bergamasco)penso si dica anche in bresciano, saluti

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