mercoledì 26 marzo 2014

L'etimo gotico bega nella lingua italiana

Guerriero germano - Il Gladiatore
Non c'è lascito più evidente del passaggio dei Goti in Italia della parola bega /ˈbɛga/, questa parola oggi sta ad indicare una questione o situazione intricata e fastidiosa, di complessa risoluzione e la troviamo in tutta l'Italia centro-settentrionale ed in particolare nel veneziano, toscano, comasco, bergamasco bega, nel friulano bege, nel tirolese begar, begarol (attaccabrighe), nel viareggino bega che significa anche lunga storia, penso anche che la parola inglese beggar (mendicante) possa essere derivata da questo etimo importata nelle isole britanniche dai Normanni dopo la conquista del 1066.

Bega deriva dal proto-germanico bēga-, bēgaz, bǣga-, bǣgaz che significa contesa, combattimento. Oltre che nella lingua gotica, che ricordiamo è la lingua germanica più antica, oggi ormai estinta, troviamo questo etimo nell'antico norvegese vig da cui il nome Viggo dell'attore Mortensen. Il che è abbastanza interessante in quanto l'attore che interpreta Aragorn nel Signore degli Anelli ha un nome la cui radice è gotica. L'autore della saga J.R.R. Tolkien è stato un grandissimo appassionato della lingua gotica che ha cercato di ricostruire per ricreare il fascino dell'alto medioevo nel suo capolavoro fantasy. Nel romanzo, Tolkien immaginò che gli uomini che popolavano le Terre Selvagge a nord-est della Terra di Mezzo parlassero proprio la lingua gotica, volendo così evidenziare una loro origine ancestrale più antica. La lingua gotica è infatti la "nonna" di tutte le lingue germaniche. Forse non molti sanno che Tolkien oltre che essere stato uno scrittore era anche un filologo e glottologo di grande valore e cattedratico ad Oxford per quattordici anni.

Ma torniamo alle nostre beghe: in antico sassone Bigo e Biga sono nomi propri e wigand è guerriero, questo etimo è rimasto ancora oggi nell'onomastica di origine anglo-sassone, dopo la migrazione dei popoli germanici dallo Jutland alle isole britanniche. Wigand, Wiggins, Higgins, Biggs, Biggins, sono tutti cognomi che con infinite varianti dovute alle diverse trascrizioni nei registri per pagare le tasse, che sono tipiche della morfologia della lingua inglese il cui spelling non è mai univoco. Derivano da questa radice germanica così come toponimi quali quello della città inglese di Wigan.

La diffusione geografica del cognome Bega in Lombardia ed Emilia è compatibile con lo stabilirsi in quelle stesse aree di insediamenti di Goti e Longobardi. Geneticamente quelle stesse zone sono le aree di maggiore concentrazione dell'aplogruppo R1b.

Fonte: Wikiling

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5 commenti:

Anonimo ha detto...

en beghe! ( per dire...sono problemi!) Per quanto riguarda toponimi probabilmente goti, Rovigo potrebbe quindi derivare dalla radice vig-wigan?

Cerdic

Anonimo ha detto...

Se ritieni sposta pure questo mio intervento due post sotto essendo più attinente alla toponomastica gotica:
Rovigo risale al nome proprio Hrôteigs (= Vittorioso), Vidigulfo (PV) a Widwuljs e Roasenda (VC) a un Hrôdasindis

Fonte:
E. De Felice, Dizionario dei cognomi italiani, Vicenza 1978.
E. Finamore, I nomi locali italiani, origine e storia, Rimini 1980.

Cerdic

Bighipert ha detto...

Concordo, direi che il Veneto è fortemente caratterizzato dalla toponomastica di origine gotico/longobarda. Anche se gli insediamenti germanici durante la cosiddetta "migrazione dei popoli" aka "invasioni barbariche" erano diffiusi a macchia di leopardo, propenderei per un Veneto più "gotico", mentre Lombardia e Piemonte più "longobarde", Vedi differenze culturali tra Austria e Neustria le macro-regioni in cui si divideva l'Italia settentrionale durante il regno longobardo.
Per quanto riguarda i toponimi l'influenza germanica è evidente e profondissima, basti pensare al toponimo "Garda" di cui di seguito estraggo la definizione dal sito www.lagodigarda.it:

Il lago di Garda viene chiamato anche Benàco. Quali sono le origini di questi nomi e perchè, ad un certo punto, uno è caduto in disuso?
Accanto alle voci del lessico comune giocano un ruolo importantissimo i toponimi, radicati a una realtà strettamente locale e rimasti inalterati anche di fronte all’avvicendamento di genti e lingue assai diverse. E’ il caso del lago di Garda, detto anche Benàco. Le sue due varianti quella dotta Benàco, basata sul nome antico e quella comune Garda usata dal Medioevo in poi, costituiscono una precisa testimonianza della presenza celtica (nel primo caso) e germanica (nel secondo).
La voce latina Benacus, infatti è con ogni probabilità di origine celtica e indicherebbe la configurazione geografica del lago: bennacus “dai molti promontori. Garda invece che prende il nome dell’omonima località della sponda orientale, testimonia accanto a Gardone (oltre ai meno noti Gàrdola - fraz. Tignale, Gardoncino – fraz. Manerba, Le Garde – località a nord di Toscolano, Gardoni – Valeggio s/Mincio, Guàrdola – Cavriana) la dominazione germanica dei secoli VI-VIII e, in particolare, quella dei Longobardi, che divisero la regione benacense in distretti, tutti dipendenti dal Ducato di Brescia.
Mentre il lago è menzionato in questo modo solo tre secoli più tardi, in una carta del 1807, il toponimo originario, quello del paese, è contenuto già in documenti dell’VIII secolo e non è altro che l’evoluzione della voce germanica WARDA, “guardia” e, più specificatamente, “luogo elevato atto ad osservazioni militari”, “castelliere di sbarramento” che ha lasciato tracce un po’ in quasi tutta l’Italia.

Bisognerebbe che qualcuno facesse una ricerca sui campanili (ex torri fortificate longobarde) attorno al lago ...

al beborg ha detto...

Noi veneti infatti usiamo il verbo vardare al posto di guardare.

Anonimo ha detto...

Anche in Toscana (dalle mia parti) in vernacolo, non potendo parlare di dialetto, si dice Vada lì, aggiungo, tornando nelle nostre amate terre vessidiesi ( da vesser = acqua ) che sopra Camaiore c'è una località chiamata Vado che ha la stessa radice di Garda...solo senza passaggio alla g..interessantissimo esempio come anche la più grande Vada frazione di Rosignano Marittimo nella costa degli (Etruschi?).

Cerdic

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