venerdì 17 gennaio 2014

Parole longobarde: la fauna

agazza
Come abbiamo visto in alcuni post precedenti molte sono le parole relative alla fauna derivate dal longobardo a sottintendere il forte legame che univa questo popolo con l'ambiente naturale che li circondava.
Alcuni di questi animali rivestivano anche un significato nelle credenze religiose popolari. Questo è per esempio il caso della gazza (Pica pica), il cui etimo deriva dal longobardo agaza, agazza (germanico agatjo, agatjon). Per i Longobardi, come per gli altri popoli germanici, la gazza era considerata il messaggero degli dei, generalmente portatrice di sventura: vedere una gazza vicino ad una finestra era presagio di morte.
La gazza è un'animale spesso presente anche in araldica, in particolare in quella ungherese.

Anche il nome della Taccola (Coloeus monedula) deriva dal longobardo dalla parola Tahalla, si tratta di un corvide ampiamente diffuso in Eurasia e Africa settentrionale.

Un altro animale, il cui nome deriva dal longobardo è la martora (Martes Pinel) il cui nome deriva dal germanico marten. 


uuorf
Il lupo (Canis lupus) per i Longobardi era un animale ritenuto particolarmente nobile, la parola longobarda per lupo era uuorf (tedesco moderno e inglese moderno: wolf). Nella mitologia nordica il lupo è molto presente. Fenrir il lupo gigantesco figlio del dio Loki; Gere e Freki sono i lupi inseparabili compagni di Odino; Hati, il cui nome significa pieno di odio, insegue sempre la luna, e quando accadeva un eclisse significava che Hati l'aveva raggiunta e la stava divorando; al contrario il lupo Sköll, il cui nome significa inganno) inseguiva sempre il sole.

Per un blog è molto importante il vostro sostegno, se potete cliccate sui tasti social "mi piace", "tweet" etc che trovate qui sotto ... grazie. 

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...