martedì 7 gennaio 2014

Osiride "il bel dio dell'occidente"

In un precedente post ho parlato delle recenti scoperte scientifiche relative al DNA dei faraoni d'Egitto che mettono in luce come almeno gli appartenenti alla XVIII dinastia appartenessero all'aplogruppo Y-DNA R-M269, un aplogruppo che ha oggi la sua massima diffusione in Europa occidentale.

Di questo retaggio resta traccia nella religione degli antichi egizi nel culto del dio Osiride, chiamato anche "il bel dio dell'occidente", signore dei morti e protettore della vegetazione. Il mito di Osiride, probabilmente fa riferimento ad una persona realmente esistita e probabilmente deceduta per morte violenta. Dalla storia dei faraoni emerge anche come essi appartenessero ad una ristrettissima cerchia e fossero costretti per mantenere la purezza della propria stirpe ad incrociarsi tra di loro. Lo stesso faraone Tutankhamon sarebbe stato frutto di un rapporto incestuoso tra un fratello e una sorella entrambi figli di Amenophis III e della sua prima moglie. A questo potrebbe essere legata la debole costituzione che fu fatale al faraone adolescente.

Il concetto di stirpe pervade tutta la storia dei faraoni. Si pensi ai complessi rituali di imbalsamazione che venivano fatti allorquando un faraone moriva, la preparazione per la vita eterna ricalcava il mito del progenitore Osiride. Secondo la leggenda Osiride fu fatto a pezzi dal crudele fratello Seth. Iside sorella e sposa di Osiride andò ai quattro angoli dell'Egitto per ritrovarne le parti e poter ricomporre le spoglie dell'amato fratello, in questo fu aiutata dal figlio Horus che perse un occhio.

Mummia di Hatshepsut
Museo del Cairo
Alla morte di Tuthmosis II, colui che diventerà uno dei più grandi faraoni d'Egitto Tuthmosis III è ancora poco più di un bambino, troppo giovane per salire sul trono d'Egitto, al suo posto regnerà per un lungo periodo (1479-1458 a.c.) Hatshepsut figlia di Tuthmosis I e sorellastra di Tuthmosis II. La sua mummia fu ritrovata dall'archeologo Howard Carter nella sua campagna di scavi della primavera del 1903 in una tomba catalogata con la sigla KV60, ma non essendo una tomba reale, alle spoglie non fu data una grande importanza. Solo recentemente è stata ritrovata la sua mummia, come si può notare dalla foto, la donna aveva una peculiarità genetica molto rara, aveva i capelli rossi il che conferma le sue origini ancestrali e l'appartenenza della stirpe dei faraoni della XVIII dinastia all'aplogruppo R-M269.

Il gene dei capelli rossi è infatti un tratto peculiare per questo aplogruppo, vedi post.

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1 commento:

Alessia Birri ha detto...

Infatti! Non possono esistere miti che non affondino le radici in fatti remoti e naturalmente mitizzati dalle popolazioni, nulla nasce dal nulla. Sir Alfred Comyn Lyall, storico letterario e poeta inglese, confutava le teorie convenzionali secondo le quali gli stessi eroi tribali, al pari di quelli di Omero, erano degli antichi miti solari incarnati in leggende. Lyall dimostra come molte divinità indiane del Rajastan non fossero altro che eroi realmente esistiti molti secoli prima della loro divinizzazione. Infatti non dovremmo mai pensare che miti e leggende antiche siano scaturiti dal nulla o dovuti al semplice bisogno di adorare i fenomeni naturali, questi sono percorsi semplicistici. La tesi adi Alfred Lyall può essere applicata anche all'Egitto per quel che riguarda i Seguaci di Horus e la reale esistenza, in tempi remotissimi come quelli indicati da Manetone nella sua cronologia, di un re chiamato Osiride, che sarebbe, secondo la cronologia di Manetone, il quinto re della dinastia degli dèi risalente a più di 30.000 anni fa; e gli scritti di Manetone, che non era certamente un fantasticatore, ma un sacerdote tolemaico con una grande responsabilità storica, attingevano probabilmente a fonti più antiche che sono andate perdute. La genealogia del culto di Horus affonda le radici, come ogni altro culto iniziatico legato alla conoscenza, nella preistoria o, almeno, ad epoche la cui storia ci è ancora sconosciuta, sepolta dai millenni molto prima che le nostre civiltà sorgessero appena (si fa per dire) 5000 anni fa.

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