lunedì 13 gennaio 2014

Che fine hanno fatto i Goti? Parte 1, le origini

Scarse sono le testimonianze sui Goti dopo la fine della guerra gotica che funestò la penisola italiana verso la metà del VI secolo (535-553), scarse sono le notizie di questo popolo dopo l'invasione dei Longobardi che contro i Goti avevano combattuto come mercenari al soldo dei Bizantini del generale Narsete. Nell'anno 552 5500 soldati longobardi parteciparono alla definitiva sconfitta di Totila presso Tagina (Gualdo Tadino). Dopo la sconfitta e la morte dell'ultimo re Teia ai Monti Lattari, l'ultima resistenza ostrogota in Italia settentrionale fu nella rivolta di Verona e Brescia condotta dal conte Windin nel 561/562 (Paolo Diacono). Sappiamo però che furono proprio i Goti, ormai mercenari nelle guarnigioni bizantine,  ad aprire le porte delle città dell'Italia settentrionale alle avanzanti schiere di Alboino, ma poi le cronache sono assai scarse di notizie, ed i Goti scompaiono dalla storia italiana, possiamo pensare che vista l'affinità con i Longobardi, entrambe le popolazioni erano originarie della Scandinavia, i Goti potrebbero essersi integrati nella società longobarda, magari nella casta degli arimanni (guerrieri), scomparendo così dalle cronache. Probabilmente occupando ruoli subalterni rispetto ai nuovi conquistatori, i quali potrebbero aver utilizzato a loro vantaggio le conoscenze che i Goti avevano della penisola, maturate durante il regno Ostrogoto d'Italia (493-553), che vede il principale artefice in Teodorico (Thiudareiks) il Grande.

Ma chi erano i Goti? Plinio il Vecchio li chiama Gutones, Tacito Gothones e li pone ad occupare una vasta area corrispondente all'attuale Polonia settentrionale dalla foce della Vistola (area di colore blu nella cartina accanto) fino alla Lituania che prende il nome di Pomerania e comprende le città di Stettino (Stettin) e Danzica (Danzig). Come abbiamo già accennato in un post sulle origini scandinave dei Longobardi, la mitologia norrena, la Gutasaga, vuole che i Goti fossero originari dell'isola svedese di Gotland nel Baltico meridionale. Successivamente, condotti dal loro re Berig, i Goti si trasferirono sulle coste meridionali del Mar Baltico.
L'origine baltica torna col geografo Claudio Tolomeo (100-175), questi enumerando i popoli tra la foce della Vistola e la Finlandia, pone i Goti a sud dei Venedi, un'antica popolazione slava originaria di Ventspils (Vindau) in Lettonia, quindi nell'attuale Lituania.
Lo storico gotico Giordane, nel VI secolo chiama questa prima terra di stanziamento dei Goti sul continente Gothiscandza. Recenti studi genetici hanno messo in relazione il DNA ricavato dalle ossa di resti di antiche sepolture ritrovate nell'isola di Gotland con gli attuali abitanti della Finlandia meridionale.

I Goti chiamavano sé stessi Gut-þiuda (popolo dei Goti) o Gutans nella loro lingua oggi purtroppo estinta; nel norvegese antico il loro nome era Gutar o Gotar; Goten nella lingua dei Germani. Successivamente si divisero in due formazioni: Visigoti (Goti dell'Ovest) e Ostrogoti (Goti dell'Est) e rivestirono un importante ruolo nella dissoluzione e nella caduta dell'impero romano d'occidente. E' possibile che questo nome derivi dal nome con cui i Goti chiamavano Dio cioé guþ, anche nella lingua longobarda il nome per Odino è Godan (Paolo Diacono: Historia Langobardorum), quindi i Goti sarebbero etimologicamente il popolo di Dio. 

Ma allora qual'è l'eredità genetica dei Goti e qual'è il loro aplogruppo prevalente. Mentre per i Longobardi, tutti concordano che l'aplogruppo prevalente è il germanico R1b-U106, per i Goti credo che la questione sia diversa, si tratta infatti di un gruppo etnico germanico-orientale di origine baltico-scandinava non facile da centrare.

Anche se non fosse veritiera l'origine mitica dei Goti dall'isola di Gotland, è possibile in effetti che questi fossero discendenti delle prime ondate migratorie di cacciatori/raccoglitori che arrivarono in Europa dall'Asia raggiungendo la Finlandia e le coste meridionali del Baltico durante il Mesolitico circa 12.000 anni fa. L'area del Baltico riveste una particolare importanza nella diffusione di alcuni aplogruppi, in particolare l'R1b-L21 di cui abbiamo già parlato in un precedente post sull'eredità genetica dei Normanni in Italia. Questa subclade dell'R1b-M269 è infatti presente in Scandinavia ed in Norvegia nelle sue firme genetiche più antiche. Questa presenza è stata giustificata dagli studiosi più accreditati di genetica delle popolazione con l'apporto di schiavi di origine gaelica riportati dai Vichinghi (Norsemen) dalle loro scorrerie nelle isole britanniche, nelle loro terre d origine, tra i fiordi della Norvegia. Se ciò fosse vero in Norvegia noi avremmo grande diffusione della subclade R1b-M222 che è la più diffusa in Irlanda ed è anche molto recente, invece è raro imbattersi in questa subclade. Non è detto che l'origine di un aplogruppo sia dove oggi questo è più diffuso, anzi io credo proprio l'opposto.

Ormai vi sarete resi conto che ho il pallino dell'origine etnica dei cognomi. Il cognome Goti è toscano e principalmente diffuso nell'aretino, nel pratese e nel fiorentino. La Toscana, ed in particolare la valle dell'Arno era zona di guerra e di confine con l'Esarcato di Ravenna, è possibile che i Goti, stirpe guerriera, fossero impiegati dai Longobardi come mercenari contro i Bizantini.

Dell'eredità gotica restano anche tracce nella toponomastica, per esempio il nome della borgata Godo presso Gemona del Friuli è possibile che derivi da un antico insediamento gotico.

Nelle Canarie ancora oggi si intendono per "Godos" gli abitanti della penisola iberica, lo stesso termine veniva usato dagli indipendentisti nella guerra d'indipendenza ispano-americana (1810-1833) per indicare i coloni spagnoli ed i loro alleati creoli. Anche i Franchi chiamavano Gotia l'attuale Spagna. Si tratta di un'eredità culturale dovuta al popolo dei Visigoti che nel V secolo si stanziarono nella penisola iberica.

Leggi anche:

Che fine hanno fatto i Goti? (Parte 2, la toponomastica)
Che fine hanno fatto i Goti? (Parte 3, l'onomastica)


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1 commento:

Anonimo ha detto...

Sono d'accordo, i Goti superstiti rimasero in quella parte del paese conquistato
dai Longobardi ma in posizione subalterna e conservando come riferimento
culturale solo il cognome.

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