mercoledì 4 dicembre 2013

L'identità genetica dei Germani


Ormai è passato quasi un anno da quando, quasi per caso, mi sono imbattuto nel mondo della genealogia genetica. Si tratta di un “giuoco” molto complesso nel quale è facile perdere il bandolo della matassa. Nell'attesa dei risultati di un importante studio scientifico compiuto sui resti di un centinaio di corpi rinvenuti nelle necropoli longobarde in Pannonia (odierna Ungheria) ed in Italia condotto dal Prof. Patrick J. Geary a capo di un equipe di genetisti, antropologi, archeologi, storici di varie nazionalità a cui partecipa anche l'Università di Firenze, possiamo cercare di dare un senso ai dati di coloro che si sono sottoposti al test del cromosoma Y.

Per arrivare a capire se esiste una firma genetica caratteristica riferibile all'eredità genetica longobarda in Italia, occorre prima fare un passo indietro e andare a vedere come era la composizione genetica dei Germani, ovvero di quelle tribù di cui ci parla dettagliatamente Tacito nella sua opera più significativa: Germania. Mi scuso in anticipo per i tecnicismi che utilizzerò in questo post, ma spero che questo sia di stimolo per ognuno di voi ad approfondire la materia anche su altre fonti.

l'acconciatura del nodo suebo
In realtà col termine Germani si identificavano più genti diverse, ciascuna con le proprie tradizioni e caratteristiche, tra questi spiccavano i Suebi. Per Tacito i Suebi comprendevano i Semnoni che erano la tribù più antica e nobile, i Longobardi, le sette tribù dello Jutland e dell'Holstein: ovvero i Reudigini, gli Avioni, gli Angli, i Varini, gli Eudosi, i Suardoni, i Nuitoni; gli Ermunduri dell'Elba; le tre tribù lungo il Danubio: i Naristi, i Marcomanni e i Quadi. Tutte queste tribù occupavano l'area dell'Elba e condividevano il culto della Madre Terra Nerthus, per distinguersi dalle altre tribù germaniche avevano l'antica abitudine di portare i capelli raccolti in una sorta di crocchia da una parte della testa: il cosiddetto nodo suebo. All'interno della stessa tribù la crocchia distingueva i liberi dai non liberi.

Dal punto di vista genetico quindi non esisteva un unico marker genetico esclusivo per tutti questi popoli. Occorre quindi evitare scorciatoie semplicistiche come quelle di associare ad un unico SNP una specifica etnicità, del tipo: R1b-P312=celtico oppure R1b-U106=germanico. Questo tipo di semplificazione è dovuta principalmente a commentatori inglesi che tendono a considerare il proprio aplogruppo come specifico di quel contesto geografico, in un'ottica di antitesi celti/anglosassoni. La verità e che via via che sempre più persone le cui origini ancestrali sono nell'Europa continentale si sottopongono al test del DNA osserviamo che le cose stanno in modo differente. Il campione britannico infatti è sovra-rappresentato nelle banche dati anche rispetto ad altri paesi come la Danimarca, l'Austria e la stessa Italia dove l'eredità genetica germanica soprattutto nell'Italia settentrionale è molto alta.

Suddivisione dei popoli germanici in base alla lingua
I longobardi rientrano nei popoli germanici dell'Elba
e parlavano una lingua germanica di tipo occidentale
Molto probabilmente i Germani erano popoli che in origine condividevano un unico linguaggio che possiamo chiamare proto-germanico e che erano concentrati in un'area abbastanza definita tra il Nord della Germania, Jutland e Scania, raggruppavano aplogruppi del tipo I1, R1a1a, R1b-P312 e R1b-U106. In particolare l'aplogruppo R1b-L21 che fino a qualche tempo fa si riteneva caratteristico delle isole britanniche quasi in maniera esclusiva e quindi celtico tout court, è diffuso abbondantemente anche in queste aree dell'Europa settentrionale, Scandinavia e in particolare sulle sponde meridionali del Baltico. Probabilmente vi è arrivato con i Bell Beakers nella cosidetta Nordic Bronze Age (1200 a.c.) e nelle sue forme più antiche L21* e DF13* (l'asterisco sta ad indicare l'assenza di ulteriori mutazioni genetiche e quindi la vicinanza genetica al fondatore dell'aplotipo). E’ assai probabile quindi che molte popolazioni o tribù se vogliamo del Nord della Germania e di area baltica appartenessero a questo aplogruppo. La subclade DF13 è stata scoperta molto recentemente e si posiziona appena sotto la L21 dividendola sostanzialmente in due parti.

Sono quindi convinto che anche tra Angli, Sassoni, Iuti e gli stessi Longobardi fosse forte la componente Y-DNA L21, in questo modo salterebbe anche la suddivisione tra celti (L21) e Anglosasssoni (U106) nelle isole probabilmente l’eredità germanica è ben più profonda di quello che si possa pensare. Tra l'altro le isole britanniche ebbero un altro importante apporto di DNA germanico con le invasioni dei Vichinghi. Se ne deduce che nelle isole britanniche l'aplogruppo L21 non è esclusivamente di origine celtica pre-romana ma anch'esso di origine germanica. Come si farebbe altrimenti a spiegare la vasta presenza di questo aplogruppo anche nell'Inghilterra, dove i Celti sono stati letteralmente spazzati via con le invasioni del V secolo.

E' importante notare che se sovrapponiamo una mappa della diffusione dell'I1 con quella aggiornata dell'L21 notiamo che queste due mappe in parte si sovrappongono tranne in quelle aree dove vi era una presenza celtica conclamata come in Irlanda, Galles, Bretagna/Normandia, Paesi Baschi/Galizia.

In questa chiave è probabile che i recenti test che hanno evidenziato la presenza del marker L21 in Emilia (10,3%, Boattini 2013) siano riferibili a soggetti che hanno origini ancestrali longobarde. In quanto solo i Longobardi possono aver introdotto tale marker in Italia. La percentuale del 10% di L21 è stata anche trovata nella regione svedese dello Skaraborgs (Old Norway Project, 2011), e si tratta di uno studio vecchio, recenti studi indicano il marker P312 al 55% dell'R1b complessivo della Scandinavia, quindi l'L21 era presente anche nei Normanni (Norsemen) ed è infatti per questo motivo che lo ritroviamo in abbondanza nella Sicilia occidentale.

Per un blog è molto importante il vostro sostegno, se potete cliccate sui tasti social "mi piace", "tweet" etc che trovate qui sotto ... grazie. 

Nessun commento:

Posta un commento

LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...