venerdì 8 novembre 2013

Tre teorie sulle origini dei Celti

Tralasciando le ipotesi più fantasiose come quella che fa riferimento alla mitica Atlantide, oggi esistono fondamentalmente tre teorie sull'origine dei Celti.

La prima è quella classica che fa riferimento ai cosiddetti popolazioni indo-europee e che vede un'espansione migratoria da oriente verso occidente di popolazioni di origine caucasica, come gli Arii. Questa teoria si basa anche su studi di tipo linguistico, in quanto la lingua indo-europea è vista come origine comune di tutte le lingue parlate in Europa, sia di quelle germaniche, di quelle romanze, di quelle celtiche, cui fa eccezione solo il basco e l'ungherese.

La seconda ipotizza un'espansione nordica, che vede come epicentro della migrazione le terre attorno al Mar Baltico che prima era un enorme lago formato dalla fusione dei ghiacci dopo l'ultima grande glaciazione. E' una tesi che vede le tribù germaniche come principale veicolo di questa espansione, ed ebbe una grande popolarità durante il nazionalsocialismo in chiave pangermanica.

La terza è quella più recente che vede l'origine dei Celti nel nord della penisola iberica, Galizia, Asturie, Paesi Baschi, dal cosiddetto rifugio cantabrico, per avere un'espansione verso nord e le isole britanniche e verso est e l'Europa centrale. Quest'ultima si basa sui recenti studi sulla diffusione degli aplogruppi Y-DNA in Europa e sui test del DNA. Come si può vedere dalla mappa sottostante della diffusione dell'aplogruppo R1b ripresa dal sito eupedia.com


E' infatti ragionevole pensare che dove è maggiore la percentuale di diffusione dell'R1b è più probabile che sia l'origine della diffusione della civiltà celtica. La genetica non va di pari passo con la tesi della diffusione indo-europea, una cosa che trovo molto singolare è infatti il crollo della percentuale dell'R1b lungo il 13° meridiano est. E' come se esistesse ancora una sorta di cortina di ferro genetica tra l'Europa occidentale e l'Europa orientale. la diffusione dell'R1b è anche legata ad una particolare cultura che si diffuse in Europa: i Bell Beakers.

La cultura dei Bell Beakers, detta anche del vaso campaniforme, è una cultura autoctona europea che si sarebbe formata in alcune aree del nord della penisola iberica, della fascia costiera atlantica, isole britanniche, Germania centrale, fino all'odierna Ungheria, in maniera non uniforme, come si dice in inglese "scattered". Una sorta di nomadismo proto-celtico/proto-germanico che li colloca tra il trado Neolitico e l'inizio dell'Età del Bronzo. La caratteristica principale che distingue i Bell Beakers da tutti gli altri popoli precedenti è il modo con cui venivano sepolti in tombe singole con il corredo degli oggetti che li accompagnavano nella vita di tutti i giorni: le armi, gli indumenti, l'inseparabile bicchiere campaniforme.

In effetti le analisi sul DNA di due scheletri di Bell Beakers del tardo neolitico (2500 a.c.) nel sito di Kromsdorf hanno confermato la loro appartenenza all'aplogruppo R1b, uno è stato confermato per R1b1a2, nessun'altra subclade è stata testata.

Diffusione cultura del vaso campaniforme
Quest'ultima tesi darebbe credito alla cosiddetta leggenda milesiana che vede i primi colonizzatori dell'Irlanda nei discendenti di tal Mil, conosciuto anche col nome latino di Milesius, o Mil Easpain, ovvero il soldato che veniva dalla Spagna e che sarebbe la personificazione probabilmente mitologica di una colonizzazione dell'Irlanda da parte di popolazioni celtiche che provenivano dalla costa nordatlantica della Spagna.

By Luis Miguel Bugallo Sánchez (Lmbuga) (Own work)
[CC-BY-SA-3.0 (http://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0)],
via Wikimedia Commons
Secondo la leggenda Breogàn sarebbe stato un capo della tribù celtica dei Briganti, dal cui nome deriva quello della città di Brigantia oggi Betanzos sulla costa galiziana della Spagna sulla quale si erge un' antichissima torre faro di origine romana chiamata torre di Ercole, dalla cui cima, si narra nella leggenda, si poteva scorgere le verdi coste d'Irlanda, alla cui conquista sarebbe poi partito il guerriero Milesius.

Dal punto di vista genetico possiamo dire che la diffusione del marker R-P312 ricalca con estrema esattezza le aree di diffusione dei Celti in Europa, la subclade R-L21 è principalmente nord-atlantica ed include le isole britanniche mentre la subclade R-U152 è più centro-europea, italo-alpina.

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1 commento:

Anonimo ha detto...

In realta' la mappa dell'R1b di Eupedia non e' dettagliatissima. Per esempio ci sono hotpsots in Toscana dove l'R1b e' oltre 70%, in Garfagnana per l'esattezza. La Spagna esclusi i paesi Baschi ha pressapoco la stessa % del Nord Ovest dell'Italia+la Toscana cioe' dai 50 ai 60\65%. Eupedia e' risaputo essere un covo di Iberici un po' nazionalisti.. ;O)

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