domenica 3 novembre 2013

Le origini europee dei faraoni d'Egitto: il DNA di Tutankhamon

Quando la società svizzera iGENEA ha fatto l'esame del DNA sulla mummia del faraone Tutankhamon e ne ha diffuso i risultati, forse in molti hanno pensato ad una bufala, o ad un errore. Tanto è radicato nella nostra mente l'immagine stereotipata della storia come l'abbiamo imparata dall'infanzia, ma questa scoperta scientifica di straordinario valore adesso mette in dubbio molte delle nostre certezze.

Tutankhamon nacque nel 1341 a.c., figlio del faraone Akhenaton e della sua consorte Nefertiti, Akhenaton precedentemente noto come Amenofi IV o Amenhotep IV è conosciuto anche come il faraone eretico in quanto abolì il culto politeistico istituendo il culto monoteistico del dio ATON, una divinità che contrariamente a tutte le altre non aveva una rappresentazione zoomorfa ma veniva rappresentata come un disco solare che emanava dei raggi che terminavano con delle mani.

Per dare più sostanza a questo profondo cambiamento il faraone della XVIII dinastia spostò la capitale dell'antico Egitto lontano da Tebe, costruendo sul medio corso del Nilo in una zona desertica una città nuova di zecca che fu chiamata Akhetaton che letteralmente significava "l'orizzonte di ATON" e che corrisponde all'odierna Al Amarnah. Dopo la caduta di Akhenaton, e la restaurazione del politeismo la città fu distrutta e la sua memoria cancellata dalla storia d'Egitto. Anche il nome di Tutankhamon in origine era differente, egli si chiamava infatti Tutankhaton, ma nelle convulse fasi successive alla caduta del monoteismo, ogni riferimento ad ATON doveva essere drasticamente rimosso, anche il nome del faraone doveva fare riferimento al più rassicurante dio Amon. Tutti i sacerdoti devoti ad ATON dovettero allora abbandonare il paese per stabilirsi ai confini più remoti del regno: la terra di Canaan. Questa è la storia che viene raccontata nella Bibbia e che noi conosciamo col nome di Esodo.

Dalla diaspora dei seguaci dell'atonismo sarebbe infatti nata la religione ebraica. Questo troverebbe dei riscontri in similitudini sia stilistiche che di contenuto che si possono trovare tra l'Inno al sole scritto sulla tomba del faraone Ay ed alcune parti della Bibbia come il Libro dei Salmi, ed il Libro dei Proverbi.

Il faraone Tutankhamon, morto prematuramente all'età di diciannove anni per una seria forma di malaria, apparteneva all'aplogruppo R1b1a2, SNP R-M269, è l'aplogruppo più diffuso in Europa occidentale e identifica le popolazioni che dopo l'ultima grande glaciazione hanno popolato l'Europa.

Nella tabella che segue ecco i valori dei primi 15 marker del suo cromosoma Y.


Sembrerebbe davvero che l'antico Egitto fosse in effetti governato da sovrani di origine ancestrale europea, il cui DNA era quindi assai differente dal resto della popolazione che amministravano. Oggi meno dell'1% degli egiziani è di aplogruppo R1b.

Fin troppo ovvio allora che se Tutankhamon era R-M269 allora erano dello stesso aplogruppo tutti i faraoni della XVIII dinastia che regnò sull'Egitto dal 1540 al 1299 a.c., il che troverebbe conferma anche da una rapida analisi di alcune mummie della dinastia come quella di Thutmosi IV, molto ben conservata, che presenta tratti del volto nordici e soprattutto i capelli rossi che sono un tratto peculiare per questo aplogruppo (vedi link). In effetti test diagnostici sono stati compiuti sul DNA della mummia di Amenhotep III, su una mummia sconosciuta ma che si suppone sia di Akhenaton, confermando che le tre mummie erano tra loro correlate da legami di parentela.

Faraoni XVIII dinastia (Aplogruppo R-M269)Periodo di regnoSposa
Ahmosi1540-1515Ahmes-Nefertari
Amenhotep I1515-1494Meritamon
Thutmosi I1494-1482Ahmose
Thutmosi II1482-1479Hatshepsut
Hatshepsut1479-1457
Thutmosi III1479-1425Hatshepsut Meritre
Amenhotep II1427-1393Tia
Thutmosi IV1394-1384Mutmuia
Amenhotep III1384-1346Tyi
Akhenaton1358-1340Nefertiti
Smenkhara1342-1340Meritato
Tutankhamon1340-1323Ankhesenamon
Ay1323-1319Tey
Horemheb1319-1299Mutnedjemet

E' possibile che il culto di ATON sia continuato anche lontano dall'Egitto, nella terra di Canaan, dove potrebbero essersi rifugiati i seguaci del cosiddetto faraone eretico dando origine al monoteismo. A suffragio di questa tesi vi è uno studio linguistico del 1922 sulla parola Adonai che in ebraico significa Signore e che mette in luce come questa parola non sarebbe di origine semitica ma proverrebbe dall'Egitto. Adonai = ATON-Ay e prenderebbe il nome dal sommo sacerdote Ay durante il regno di Akhenaton, che divenne anche faraone nel 1323 alla morte di Tutankhamon. Foneticamente le due parole corrispondono a parte la rotazione consonantica t > d che è abbastanza comune.

O forse furono gli Esseni detti anche Nazareni i più diretti discendenti dei sacerdoti di ATON che nel deserto di Qumran nei pressi del Mar Morto continuarono le pratiche di adorazione monoteistiche seguendo uno stile di vita votato alla castità e alla purificazione, alla stessa setta sembra essere appartenuto anche Gesù di Nazareth, di questa spiritualità mistica resta traccia nei Vangeli e nei suoi insegnamenti votati alla vita semplice ed al rifiuto delle vane glorie del mondo.

I capelli rossi sono un indizio genetico facilmente rintracciabile anche nell'antico testamento:
"Quando poi si compì per lei il tempo di partorire, ecco due
gemelli erano nel suo grembo. Uscì il primo, rossiccio, e tutto
come un mantello di pelo, e fu chiamato Esaù." Genesi, 25,25
Ad un più attento esame del DNA di King Tut come viene amichevolmente chiamato nel progetto iGENEA, possiamo notare come il suo DNA corrisponda in maniera molto ravvicinata col cosiddetto SWAMH (Super Western Atlantic Modal Haplotype). Facendo il confronto tra il SWAMH e il DNA di King Tut ho calcolato una GD (Genetic Distance) pari a 7 confrontando 18 marker STR. Ammettendo che DYS426=12 e DYS388=12, essendo marker molto stabili e per DYS19=14 e DYS437=14 che nelle analisi hanno un raro (improbabile) doppio picco, probabilmente dovuto a qualche forma di contaminazione.

L'AMH (Atlantic Modal Haplotype) è un aplotipo modale cioè una firma genetica media all'interno di uno specifico aplogruppo. Questo modale è stato sviluppato dalla società texana FTDNA allo scopo di capire quale fosse il modale più diffuso nell'Europa occidentale, si chiama così perchè è particolarmente concentrato nella fascia atlantica dell'Europa nord-occidentale, partendo dalla costa nordatlantica della penisola iberica, passando per le isole britanniche per arrivare nello Jutland e in Scandinavia. E' l'impronta genetica tipica dell'aplogruppo R1b1a2 R-M269 ed è caratteristica di alcune subcladi come la L21. Confrontando il modale dei partecipanti al progetto L21+ di FTDNA con quello di King Tut la GD si abbassa a 6.

Occorre anche considerare che la GD più alta = 2 è per il DYS439, che è un marker che cambia molto velocemente attraverso le generazioni soprattutto confrontando un campione di un soggetto che visse più di tremila anni fa.

Una GD = 5 o 6 confrontando 25 marker STR Y-DNA, significa che i due soggetti presi in esame non sono parenti in senso genealogico (1-15 generazioni), ma che molto probabilmente condividono un comune ancestore nel lungo periodo che possono essere anche alcune migliaia di anni. Una GD = 2 significa che i due soggetti sono imparentati soprattutto se condividono lo stesso cognome.

E quindi a questo punto è lecito concludere che King Tut appartenesse all'aplogruppo R-L21 da taluni ritenuto la linea genetica patriarcale della tribù di Giuda e della stirpe di David.

Testa di legno ricoperta di foglia d'oro, occhi
in lapislazzuli - Epoca pre dinastica 3700 a.C.

Comunque la si pensi, cosa ci faceva questo aplotipo nell'antico Egitto della XVIII dinastia? Esiste un collegamento con il druidismo fiorito in Britannia e Gallia? Anche i druidi erano organizzati comune una casta sacerdotale esoterica dedita al culto del sole (Stonhenge).


4 commenti:

Anonimo ha detto...

interessante.......accurato ma le interpretazioni rischiano di essere surrettizie

Bighipert ha detto...

E' un post che pone più interrogativi che conclusioni. Una cosa è certa, le innovazioni tecnologiche sulla genetica delle popolazioni, i test del DNA, progetti antropologici come il Genographic Project del National Geographic, ci forniscono una piattaforma di dati certi che contrastano con quelli della storiografia ufficiale, che sono ormai radicati nella nostra cultura. Dobbiamo considerare tutto questo come una straordinaria occasione di studio e di crescita personale senza indurre in facili strumentalizzazioni. E' la verità il bene più prezioso che abbiamo, se questa mette in dubbio le nostre certezze, allora che sia la benvenuta.

Alessia Birri ha detto...

E' impossibile non pensare ad una civiltà ancestrale che, con lo scioglimento dei ghiacci e l'innalzamento del livello del mare, abbia visto distrutte le proprie città e, attraverso culti iniziatici come quello dei Seguaci di Horus, abbia potuto trasmettere ad altri popoli meno progrediti la propria conoscenza. Questo legame comune fra tutte le culture più antiche si può dedurre dal linguaggio, dai simboli, dalla mitologia, ecc...L'etnia civilizzatrice fu certamente di origine nordica ed anche il culto monoteistico, che agl'inizi era legato alla conoscenza dell'universo e all'equilibrio sociale, ma tutto ciò fu, già in tempi storici, strumentalizzato e nei millenni capovolto nel suo significato autentico. Si cercò di perpetuare questa conoscenza mediante i legami di sangue ed il matrimonio fra consanguinei, ma ciò non bastò. Perciò le caste dinastiche si tennero per un certo periodo lontane dal contatto con altre etnie e poterono mantenere così, almeno fino alla XVIII dinastia, il proprio DNA incorrotto. Anche Flinders Petrie teorizzò la civilizzazione dell'Egitto ad opera di una "razza dinastica" e questo lo dedusse dal ritrovamento di scheletri predinastici che mostravano caratteristiche diverse dagli abitanti nativi della valle del Nilo. E' anche evidente il legame comune fra civiltà egizia e sumera.

Bighipert ha detto...

C'è anche di più, nel 1922 due linguisti hanno dimostrato che la parola "Adonai" che significa "Signore" non è una parola di origine semitica, ma è stata prestata da un altra lingua, la tesi è che la parola, vista l'assonanza fonetica, faccia proprio riferimento al culto monoteistico di ATON e sia stata introdotta nella terra di Canaan dai seguaci del cosiddetto faraone eretico allontanati dal cuore dell'Egitto. In realtà dopo le campagne militari di Tutmosi III, Canaan, la Siria e tutti i territori orientali fino all'Eufrate erano diventati territorio egiziano, è quindi possibile che la lingua egiziana per quei popoli fosse diventata un superstrato linguistico.

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