sabato 16 novembre 2013

Antiche tribù celtiche: i Briganti

I Briganti chiamati anche Brigantes o Brigantii erano una confederazione di tribù celtiche che ebbero diffusione nel primo millennio a.c. in varie parti d'Europa. Originari della Bassa Baviera e Svizzera (Cultura di La Tène XV-XII sec. a.C.), dove possiamo rinvenire tracce del loro passaggio nel toponimo Bregenz (Brigantion) sulle sponde del Lago di Costanza (Lacus Brigantinus, Bodensee) nel Tirolo austriaco e nel toponimo Kempten (Cambodunum) nella Baviera, i Briganti come altre tribù celtiche si trasferirono dal continente alle isole britanniche stanziandosi nello Yorkshire tra il fiume Tyne e l'Humber. 


Brighid / Brigantia
I Briganti che erano la tribù più potente ai tempi della conquista romana della Britannia del 43 d.c., vivevano in piccoli villaggi costruiti su alture fortificate e si dedicavano prevalentemente all'allevamento del bestiame. La loro capitale era situata presso le rovine nell'area di Stanwick. Nel VI secolo a.c. alcuni guerrieri di questa tribù si trasferirono in Irlanda. I Briganti parlavano una lingua celto-britannica di tipo p-celtico e adoravano la divinità Brighid (Brigantia = di rango elevato) da cui probabilmente prendevano il nome, origine ancestrale del culto cristiano di Santa Brigida di Kildare. Durante il I sec. d.c. I Briganti furono scossi da una guerra civile tra due fazioni delle quali quella filo-romana della loro regina Cartimandua, alla fine prevalse. 

Nel gallese moderno la parola braint che deriva da brigantia significa prestigioso, nobile, bre significa collina, nel gaelico scozzese brigh significa potere, è possibile che il nome dipendesse anche dalla loro considerevole statura. Il nome della loro dea ha ispirato molti nomi femminili tuttora in uso: Birgit, Britt, Britta, Britney, Birte nei paesi nordici; Brigida, Brigitta in italiano. Nelle campagne toscane è ancora oggi diffuso il culto di Santa Brigida dovuto all'evangelizzazione della Toscana barbarica ad opera dei monaci irlandesi (vedi post)

Lo scrittore Iman Wilkens, nel suo libro intitolato Where Troy once stood, ha recentemente formulato una singolare teoria che vedrebbe la guerra di Troia combattuta nell'Atlantico tra tribù celtiche, invece che nel mediterraneo orientale. Questa teoria completamente ignorata dagli addetti ai lavori vedrebbe coinvolti anche i Briganti tra le tribù celtiche continentali che parteciparono all'assedio di questa città, importante snodo commerciale dell'età del bronzo che lo scrittore identifica con l'area di Gog Magog Hills nel Cambridgeshire. La tesi si basa su molte evidenze archeologiche, linguistiche e toponomastiche, in particolare nel testo dell'Iliade si fa riferimento a importanti maree che nel mediterraneo orientale sono assenti o impercettibili.

Altri insediamenti di questa tribù celtica si possono trovare nella regione spagnola della Galizia, dove dettero il nome alla città di Brigantia, Flavium Brigantium in latino, oggi Betanzos, nel nord del Portogallo nella città di Bragança ed in Italia, nella Lombardia nord-occidentale nella Brianza, latino Brigantia, che proprio da loro prende il nome.

La presenza dei Briganti in Italia è anche attestata dall'usanza di scolpire le teste sulle case, usanza che avevano in comune con i Longobardi e che risale all'ultima parte dell'età del ferro, in un precedente post abbiamo parlato dei Faccion della Lunigiana, nello Yorkshire è stato condotto uno studio sistematico su queste teste scolpite nella pietra, e ne sono state identificate e catalogate più di duecento, di seguito un confronto tra alcune teste dello Yorkshire e quelle presenti in Toscana.

Testa scolpita nella St. Michaels Church
presso Brough, Cumbria
Testa scolpita nella Hope Church
nel Derbyshire
Faccion presso Cervara in Lunigiana
Testa scolpita nella cripta della Chiesa di San Pietro a Gropina
di fondazione longobarda
Queste teste fanno parte della tradizione culturale celtica, i Celti erano soliti tagliare le teste dei nemici uccisi in battaglia per poi utilizzarle per abbellire le proprie case e mostrarle agli ospiti, proprio come ci racconta lo storico greco Diodoro Siculo nella sua Biblioteca storica:
"Quando l'esercito è schierato d'innanzi al nemico, hanno l'uso di correre innanzi, e di provocare a duello i più valenti avversari, battendo con gran rumore le armi per atterrire i nemici; e se vien contro alcuno, de'loro maggiori cantano le prodezze, e vantano nello stesso tempo anche le virtù proprie; intanto che vituperano l'avversario, e cercano colle parole di togliergli il coraggio. Se avvenga poi, che possano tagliare la testa al nemico, l'attaccano al collo del loro cavallo; e le spoglie contaminate di sangue consegnano ai loro servi come da portare in trionfo, e tripudiando si cantano da sè l'inno della vittoria; e queste quasi primizie delle prede, non altrimenti che se fossero fiere da essi trucidate, attaccano ai vestiboli delle loro case."
Della loro cultura purtroppo oggi rimane ben poco, oltre ai toponimi che abbiamo già visto, ci hanno lasciato alcune parole il cui etimo riconduce alla loro fiera indole guerresca: brigata, brigantino, brigante, attaccabrighe ed il verbo brigare. A parte la linguistica e la toponomastica i Briganti hanno lasciato anche la loro impronta genetica nel DNA di molti europei caratterizzata da una specifico marker SNP.

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