venerdì 6 settembre 2013

Walah: lo straniero nella lingua longobarda

Col termine Walapauz nell'Editto di Rotari si intende la rapina compiuta col volto coperto, o meglio utilizzando un travestimento in modo da non essere riconosciuti. Il Walapauz costituiva un'aggravante ed il colpevole, oltre alla pena stabilita, doveva risarcire la vittima con un'ammenda aggiuntiva di 80 solidi. 

Questa parola longobarda utilizza la radice germanica Walah che significa straniero ed era il termine con cui i Longobardi chiamavano i Romani nella loro lingua. 


Questa radice però non si riferiva solo ai Romani ma a tutti quei popoli che i germani ritenevano in qualche modo diversi soprattutto perché parlavano un'altra lingua, ed è rimasta nel nome che è stato dato ad alcuni paesi. In particolare gli Anglosassoni utilizzarono questa radice per chiamare il Galles (Wales, Cymru in lingua celtica) e la Cornovaglia (Cornwall) le uniche aree della Britannia che non riuscirono mai a controllare. Così come la Vallonia (Wallonia) ovvero la cosiddetta Gallia Belgica di origine celtica che fu romanizzata dai Romani al punto che gli abitanti abbandonarono la loro lingua celtica per adottare la vulgata neolatina. E così come la Valacchia (Wallachia) regione della Romania tra i Carpazi ed il Danubio, i cui abitanti parlano il valacco che è in effetti una lingua romanza.


La percezione della diversità presso i popoli germanici era prima di tutto basata sulla diversità linguistica piuttosto che etnica, i germani si riconoscevano come confederazione di popoli in quanto parlavano dei dialetti più o meno intellegibili. Di questo aspetto resta una traccia linguistica anche nella lingua italiana, la parola razza deriva infatti dalla parola gotica razda = lingua.

Il fatto che il cognome si riferisca all'origine ancestrale del gruppo etnico di appartenenza non deve stupire più di tanto. Per esempio il diffusissimo cognome Romano indica i discendenti delle popolazioni di stirpe romana/latina e cittadini dell'impero romano, anche se questi non erano necessariamente originari di Roma. Come tali questi cittadini non erano soggetti al diritto germanico ma al diritto romano. Quindi il cognome non solo indicava una diversa provenienza etnica e linguistica ma anche una differenza giuridica. Per differenza osserviamo che questo cognome è meno diffuso in quelle aree che sono state più colonizzate dai barbari dopo la caduta dell'impero romano, come il Trentino, l'Emilia, la Toscana, l'Umbria e le Marche, forse anche perché poco popolate in epoca imperiale.

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1 commento:

Aronte ha detto...

Anche nel Tedesco moderno sopravvive la distinzione tra stranieri e germanici. In Alto Adige ci sono due cittadine affiancate, una di lingua ladina e l'altra tedesca; i toponimi italiani sono Nova Levante e Nova Ponente, con distinzione geografica, mentre i toponimi tedeschi identificano l'etnia: Welschnofen il paese dei ladini (stranieri) e Deutschnofen quello dei tedeschi.

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