mercoledì 4 settembre 2013

Reminescenze celtiche nell'onomastica italiana

Frammento di motivo celtico
Pieve di Gaville - Figline Valdarno
Nei precedenti post abbiamo visto quanto profondo sia l'apporto celtico alla storia genetica italiana attraverso la diffusione dell'aplogruppo R1b. Diffusione che vede la sua massima espansione in Emilia e Toscana settentrionale. Abbiamo anche visto che nella provincia della Gallia Cisalpina erano stanziate diverse tribù celtiche, che, per un periodo hanno fronteggiato l'espansionismo di Roma, alleandosi anche con i Cartaginesi di Annibale, ma che poi, una volta sottomessi, si sono integrati nella società romana, avendo anche un importante ruolo militare attraverso i cosiddetti auxiliares nelle legioni dell'impero attive nell'Europa continentale, in particolare in Gallia e Britannia. Lo stanziamento dei celti nella pianura padana era anche strategico per la produzione di frumento, i celti infatti avevano maturato tecniche agricole molto avanzate per l'epoca ed erano in grado di aumentare la produzione del terreno in modo biologico utilizzando particolari sistemi di rotazione delle colture.

Con la conquista di nuove regioni dell'impero, Roma attuò una politica tesa a importare coloni celti nelle aree della Gallia Cisalpina nell'ottica di aumentare la produzione di grano per far fronte all'incremento demografico della società romana in epoca imperiale e per sfruttare le loro capacità di lavorazione dei metalli che erano le più avanzate dell'epoca. Ecco quindi che alle campagne militari corrispondevano anche delle deportazioni di popolazioni celtiche provenienti dalle aree più lontane dell'impero come dalla Britannia e dalla Bretagna, che i romani chiamavano Armorica


Il marker genetico R-L21 contraddistingue una particolare subclade dell'aplogruppo R1b che vede la sua collocazione geografica nelle Isole Britanniche e, sul continente, nelle regioni della Francia settentrionale Bretagna e Normandia. L'origine di questo marker che identifica una piccola mutazione genetica nel genoma umano è molto dibattuta dagli studiosi nel tentativo di dimostrare o meno una originarietà britannica della subclade. 


In Italia il marker R-L21 è diffuso principalmente nella Pianura padana (5-10%), questo sta a significare che successivamente alla conquista della Gallia e della Britannia, i romani deportarono in quelle zone popolazioni celtiche delle varie tribù assoggettate nell'ottica di un ripopolamento di queste aree e per assicurare manodopera nella produzione agricola. Applicando tecniche di analisi dei dati, in ipotesi, noi troviamo ancora oggi il retaggio di questi antichi ancestori in alcuni cognomi italiani che corrispondono esattamente al nome della tribù celtica di provenienza, inoltre la diffusione territoriale del cognome corrisponde a quella del marker genetico.


Il cognome Galli, diffusissimo in Italia centro-settentrionale, fa riferimento al nome con cui i Romani chiamavano i Celti; Briganti, tribù celtica presente in Britannia settentrionale e Ibernia (Irlanda); Cassi, tribù celtica della Britannia; Segni, tribù gallica transalpina; Boi, tribù della Gallia Cisalpina; Senoni, tribù della Gallia Cisalpina; Morini, tribù celto-germanica stanziata sulle coste basse del Mare del Nord in corrispondenza delle Fiandre; Nervi, potente e combattiva tribù della Gallia Belgica; Santoni, tribù della Gallia Aquitanica che dette il nome alla regione storica francese della Saintonge; Pitti, popolo celtico (taluni ritengono pre-celtico) originario della Scozia nord-orientale, stanziato a nord del vallo di Adriano. Il nome deriva dal latino Pictus cioé dipinti, in quanto avevano l'abitudine di tingersi il corpo con disegni di colore blu, prima di combattere; Scotti, il cognome è principalmente diffuso in Lombardia e ha come origine ancestrale lo stanziamento di 4.000 scotti venuti in Italia per aiutare Carlo Magno nella vittoriosa campagna militare contro Desiderio re dei Longobardi. E' da notare che prima dell'anno mille il termine Scotti indicava sia gli abitanti della Scozia che quelli dell'Irlanda.


Purtroppo, noi oggi abbiamo solo il nome di alcune tribù celtiche, riportate da storici romani come Tacito o dallo stesso Giulio Cesare, ma del nome di molte altre ormai non resta alcuna traccia. I celti non usavano la scrittura e vivevano in capanne di legno col tetto di paglia delle quali oggi non rimane niente, in qualche modo sono stati un popolo antistorico e basta sfogliare un libro di storia italiana per accorgersene. Ma il loro ruolo di popolo fondatore dell'Europa e della civiltà occidentale non è per questo meno importante.


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5 commenti:

Anonimo ha detto...

Sono l'anonimo delle 23:40. Mi permetto di elencare un paio di cognomi che mi hanno sempre affascinato per la loro consonanza con cognomi irlandesi : Donegani e Cavenaghi derivanti rispettivamente da cognomi esattamente uguali di clan e famiglie storiche irlandesi:

http://en.wikipedia.org/wiki/Cavanagh

http://en.wikipedia.org/wiki/Donegan_%28surname%29

Bighipert ha detto...

Sono cognomi diffusi prevalentemente in Lombardia, Cavenaghi nel milanese, Donegani più nel comasco. Per accertare l'origine ancestrale irlandese occorre fare un test Y-DNA almeno a 37 marker. Gli aplogruppi irlandesi sono tra i più studiati, essendo molti americani di origine irlandese. Esistono quattro subcladi principali dell'R-L21 (lignaggio celto-britannico) di origine irlandese: L'Irish Modal I (R-M222) che annovera i discendenti di Niall of the Nine Hostages, un re irlandese del V secolo che sembra sia stato l'uomo con più discendenti al mondo, l'Irish Modal II (South Irish), l'Irish Modal III (R-L226), l'Irish Modal IV (R-L1066), quindi c'è davvero di che divertirsi!

Anonimo ha detto...

Mi rendo conto che i test sul DNA sarebbero fondamentali, ma rimanendo della toponomastica cito i cognomi Donegà ( Veneto ) e tutti quei cognomi come Calligari e CALLIGHER che ricordano troppo un certo Gallagher...

Bighipert ha detto...

E cosa mi dite allora del cognome Colla? Evidentemente derivato dall'omonimo clan irlandese di Airgíalla, di cui tra l'altro è stato già identificato il marker DNA di appartenenza. Sembrerebbero davvero tante le famiglie di origine irlandese o scozzese in Italia. Possibile che non ci siano studi approfonditi sull'argomento? Credo che gli irlandesi siano stati chiamati in Italia dall'elite longobarda con lo scopo di convertire al cristianesimo cattolico la gran parte del popolo che era pagano o cristiano ariano. Lo stesso Colombano fu chiamato ad Agilulfo per fondare il monastero di Bobbio.

Anonimo ha detto...

Sono Bresciana e so che dalle nostre parti (probabilmente) si insediarono i celti in primis e i galli-cenomani poi, gli ultimi, mi pare non citati cui sopra. La bella Croce di Re Desiderio è esposta nel nostro splendido museo Santa Giulia.
Per caso sono, diciamo, approdata in questo blog il quale, oltre ad avermi tolto il sonno, beh, mi fa conoscere e imparare nuove "lezioni" di Storia, grazie a Voi.

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