martedì 6 agosto 2013

Antiche famiglie toscane: i Pazzi

Stemma de' Pazzi sul "Brindellone"
Fu durante l'assedio di Gerusalemme del 1099 ad opera delle truppe di Goffredo di Buglione che il cavaliere fiorentino Pazzino de' Pazzi, arrampicatosi a mani nude sulle mura della città, issò per primo il vessillo dei cristiani sulla città santa appena conquistata. A Pazzino, in riconoscimento del valore dell'impresa, vennero donate tre pietre focaie provenienti dal Santo Sepolcro. 

Fu questo un evento storico di grande importanza per la città di Firenze e ancora oggi ricordato nelle celebrazioni pasquali con lo scoppio del carro, che viene acceso proprio con le pietre focaie riportate da Pazzino dalla Terra Santa. E' per questo che il carro, chiamato "Brindellone" dai fiorentini e trasportato da due buoi bianchi, reca ancora oggi lo stemma de' Pazzi con i due delfini guizzanti addossati. 


Pazzino fu il primo personaggio di rilievo della casata de' Pazzi che erano originari di Fiesole e probabilmente di stirpe longobarda. Naturalmente il cognome non ha analogie con il corrispondente aggettivo italiano, ma è una classica forma patronimica dal nome Paz che è pan-europeo e deriverebbe dal latino pax (pace) nelle varie forme che includono 
Paix and Pache (Francia), Paci, Pase, and Paci (Italia), Paz, Pazos, Paso, Pazo, e De la Paz (Spagna) e Da Paz (Portogallo). Alcuni pensano che nelle versioni spagnola e portoghese il nome identifichi gli ebrei convertiti al cristianesimo come trasposizione del comune nome ebraico "Shelomo" che significa pace. Ancora oggi in Toscana si usano i cognomi preceduti dalla forma possessiva "di" o "dei" che sono il retaggio della struttura patriarcale della società longobarda, nella quale il concetto di stirpe era molto importante e che vede l'individuo come estensione della famiglia con la quale conserva un legame praticamente indissolubile.

Nel '400 la famiglia de' Pazzi diventò una delle più ricche e potenti della città, intrattenendo rapporti di amicizia e favore con le più importanti casate europee come quella di Angiò. Quando Renato d'Angiò giunse a Firenze nel 1442 tenne a battesimo il figlio di Piero de' Pazzi, che fu chiamato proprio Renato. Nello stesso periodo il fratello Jacopo de' Pazzi commissionò per la sua famiglia a Giuliano da Maiano uno dei più sontuosi ed eleganti palazzi fiorentini. Sebbene imparentato con la famiglia Medici attraverso il matrimonio del nipote Guglielmo con Bianca de' Medici, Jacopo fu coinvolto nella congiura per eliminare Giuliano e Lorenzo de' Medici. Il 26 aprile 1478 nella cattedrale di Firenze, Santa Maria del Fiore, i due fratelli Giuliano e Lorenzo furono aggrediti durante la Messa domenicale, Giuliano cadde in una pozza di sangue e Lorenzo, pur ferito, si salvò miracolosamente. La congiura si rivelò un clamoroso fiasco: la città era fedele ai Medici e insorse contro coloro che l'avevano ordita,  i principali responsabili furono prima linciati in Piazza della Signoria e poi appesi dalle finestre di Palazzo Vecchio. Tutti i membri della famiglia Pazzi furono esiliati ed i loro beni confiscati.


Solo dopo la morte di Lorenzo, fu permesso a coloro della famiglia che erano estranei alla congiura di poter ritornare in città dall'esilio e rivestire anche cariche pubbliche, in particolare il genero di Lorenzo, Guglielmo che assunse il ruolo di ambasciatore della Signoria presso Carlo VIII in Francia ed altre importanti cariche istituzionali.


Nel videogame Assassin Creed II sviluppato dalla Ubisoft, pubblicato nel 2009 e ambientato a Firenze, la famiglia dei Pazzi è citata come alleata dei Templari e contrapposta a quella del protagonista Ezio Auditore alleata con quella dei Medici.


Per una più ampia panoramica sui blasoni delle antiche famiglie toscane, si veda la Raccolta Ceramelli Papiani presso l'Archivio di Stato di Firenze i cui contenuti sono disponibili on-line.


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