sabato 27 luglio 2013

La chiesetta di San Bartolomeo a Montefollonico ed il culto di Freia

Per quanto si possa conoscere la Toscana, questa non finisce mai di sorprenderci facendoci scoprire preziosi tesori nel suo cuore più profondo. 

I Longobardi erano bravissimi a trovare punti strategici dove fosse possibile controllare vaste aree di territorio, è il caso di Montefollonico nel comune di Torrita di Siena che racchiude preziose vestigia di questo popolo originario della Scandinavia (vedi post sulle origini dei Longobardi). Nell'antico borgo situato su un'altura dalla quale è possibile dominare sia la Val di Chiana che la Val d'Orcia vi è la chiesetta di San Bartolomeo, ora sconsacrata, probabilmente un tempietto pagano germanico del VII-VIII secolo dedicato al culto di Frea (Freyja, Freia), dea nordica della fertilità, che ritroviamo rappresentata nella bellissima sirena bicaudata scolpita sulla facciata della chiesa.


Il culto di Frea è legato a quello della Dea Madre o Grande Madre, culto primordiale attestato in Europa fin dal paleolitico col ritrovamento di statuette raffiguranti figure femminili, il culto è stato assimilato per via sincretica dal cristianesimo nella venerazione delle Madonne Nere.


Questo processo culturale utilizzato dalla Chiesa cattolica che assimila riti e credenze pagane trasformandole in senso cristiano si chiama inculturazione e fu teorizzato proprio da papa Gregorio Magno in un documento del 601 nella conversione dei Longobardi. Successivamente la compagnia di Gesù lo utilizzò sistematicamente nell'evangelizzazione del nuovo mondo ed in Oriente.



Sirena Bicaudata - San Bartolomeo
Montefollonico (SI)
Sull'altra facciata è possibile vedere un'antica iscrizione in grafia onciale che non si legge molto bene ed una figura zoomorfa, che sembrerebbe un serpente, scolpita su una delle pietre d'angolo. Non sarebbe male se qualcuno leggendo questo post ci desse una mano e si avventurasse nella sua decifrazione.


Iscrizione - San Bartolomeo a Montefollonico (SI)

Il toponimo Montefollonico deriva dalla forma alto-tedesca follen, che significa pienezza, sazietà, perfezione ma anche come avverbio interamente, completamente: follunga, non dissimile dal tedesco moderno voll. Quindi il monte da dove si vede tutto, a perdita d'occhio, completamente, per intero. La toponomastica che fa riferimento ai fullones, ovvero agli operai che lavavano e smacchiavano le vesti nell'antica Roma mi sembra improbabile in questo contesto, anche perché nella zona non mi sembra che abbondi l'acqua.


Per maggiori informazioni sul significato delle sirene bicaudate nell'architettura dell'alto medioevo in Toscana si veda anche il post sulla Pieve di San Michele a Murato in Corsica.



San Bartolomeo a Montefollonico (SI)


Figura zoomorfa, forse un serpente (slango) oppure
una viverna (wivere)

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