martedì 23 luglio 2013

DNA dei toscani: un popolo di "barbari"?

Eupedia.com ci ha dato una mano per le nostre ricerche sul DNA dei toscani inserendo i dati di diffusione degli aplogruppi Y-DNA in Toscana che pubblichiamo nel grafico a torta sottostante. Quello che ne viene fuori è una regione nella quale l'influsso barbarico è preponderante. Gli aplogruppi riferibili a popolazioni celto-germaniche sono i seguenti: R1b (52,5%), R1a (4%), I1 (4%), I2b (2,5%), Totale (63%). Davvero notevole la percentuale dell'R1b che come abbiamo visto nel post precedente include la Toscana nord-occidentale nell'hot-spot italiano per questo aplogruppo. Anche se sappiamo che per l'R1b il marker prevalente dovrebbe essere l' U152, sarebbe utile sapere le quote percentuali relative all'U106, L21, Df19 e L238, in quanto fanno riferimento a migrazioni di popolazioni in epoche e zone differenti. Si veda a tal proposito la mappa sottostante che offre un quadro abbastanza completo delle migrazioni europee dell'R1b fino a 3200 anni fa.


Toscana - diffusione % Y-DNA


R1b: mappa delle migrazioni
Fonte: Eupedia.com

Del resto è già dal 2009 che una ricerca compiuta da cinque università italiane coordinate dall'antropologo fiorentino David Caramelli e pubblicata sulla rivista on-line Molecolar Biology and Evolution sfatava il mito delle origini etrusche dei toscani, evidenziando che tra gli Etruschi ed i toscani di oggi non vi è continuità genetica, vi è invece una forte continuità con le popolazioni che abitavano la Toscana nel medioevo e che probabilmente vi si sono insediate dopo la caduta dell'impero romano (leggi l'articolo).


Che ne è stato allora degli Etruschi? La decadenza di questo popolo comincia nel momento della loro massima espansione quando nella pianura padana gli Etruschi entrano in contatto con popolazioni celtiche, non tanto per l'aggressività di queste ultime quanto per una diversa risposta immunitaria. E' possibile, come abbiamo visto nel post sulla peste di Giustiniano, che le popolazioni del mediterraneo orientale fossero più vulnerabili a pandemie come la peste, il vaiolo, le febbri emorragiche. Malattie contro le quali invece popolazioni in cui la quota di R1b era maggiore erano più resistenti. Questo è avvenuto più volte nella storia: tra il 500 ed il 250 a.c. quando gli Etruschi entrarono in contatto con la civiltà celtica, durante la guerra gotica nell'alto medioevo, nel sedicesimo secolo con la conquista del Messico da parte degli spagnoli di Cortéz.


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4 commenti:

Anonimo ha detto...

Paolo Francalacci dell'universita' di Sassari, noto genetista Livornese, ha chiaramente detto che gli Etruschi etnici erano si provenienti dall'Anatolia, ma che si mischiarono ad un molto piu' numeroso e preesistente popolo che abitava gia' la Toscana. Villanoviani? Liguri?
Fatto sta che i Toscani geneticamente somigliano piu' al Nord Ovest dell'Italia che al Sud, quindi se erano Anatolici\simil greci dovevano essere relativamente pochi. Se poi ci aggiungiamo l'arrivo dei Goti e dei Longobardi e' spiegato perche' i Toscani moderni sono piu' simili a quelli medievali che agli Etruschi(suppongo che si riferiscono agli etruschi etnici trovati nelle tombe, non al preesistente popolo)

http://www.plosone.org/article/fetchObject.action?uri=info:doi/10.1371/journal.pone.0065441.g001&representation=PNG_M

Anonimo ha detto...

Gli abitanti che abitavano in Toscana, prima dell'arrivo degli Etruschi, erano probabilmente Umbri, un popolo italico. Gli Etruschi probabilmente non furono mai maggioranza ma erano una elite già multicomposita che arrivo a più mandate, e in nome della più evoluta civiltà che possedevano etruschizzò le popolazioni italiche che vivevano in Toscana, Umbria e alto Lazio. R1b U-152 è certamente un aplogruppo indoeuropeo, ma non è germanico-barbarico. R1b U-152 è cosiderato diffuso sia tra tutti i popoli Italici e sia in alcune popolazioni dei Celtiche. Quindi niente di strano che in Toscana sia il più diffuso.

luciano lamberto cini ha detto...

Rimando alla lettura de mio testo TOSCANA SACRO ROMANO IMPERO DI NAZIONE GERMANICA Donnino editore 2005 e Bofirraro editore 2011-

luciano lamberto cini ha detto...

Sono Luciano Lamberto Cini storico dell'economia pisano

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