domenica 16 giugno 2013

Antiche famiglie toscane: gli Albizi.

Stemma degli Albizi
L'antica famiglia fiorentina degli Albizi di cui restano tante testimonianze a Firenze ed in altre parti della Toscana, è una famiglia di origine germanica il cui nome deriva da albiz che in alto tedesco antico significava cigno. 

Proveniente dalla Germania all'epoca di Ottone III, la casata degli Albizi si stabilì prima ad Arezzo per poi trasferirsi a Firenze nel XII secolo attratta dalla dinamicità mercantile della città. Molto intraprendenti gli Albizi si occuparono di trovare nuove vie per il commercio della lana soprattutto in Oriente. In seguito ai tumulti popolari che vanno sotto il nome di rivolta de'Ciompi nel 1378, gli Albizi furono esiliati dalla città per poi ritornarvi nel 1382 quando il regime oligarchico fu ripristinato. Sotto la loro influenza la città di Firenze cominciò ad assumere un ruolo egemonico in Toscana, nel volgere di pochi anni, i gigliati estesero il loro dominio su altre città toscane: Arezzo (1384), Montepulciano (1390), Pisa (1406), Cortona (1411), Livorno (1421). Negli anni successivi, in seguito al fallimento del tentativo di prendere Lucca, la fortuna politica degli Albizi andò scemando per cedere il passo a quella della famiglia rivale dei Medici.


Gli Albizi avevano anche molti possedimenti nel fiorentino e nell'aretino, tra questi lo strategico Castello di Nipozzano situato su un'altura alla confluenza della Sieve con L'Arno. Il toponimo Nipozzano deriverebbe dall'alto tedesco antico niozzan, utilizzare qualcosa, beneficiare, usufruire, si trattava quindi di un bene concesso in godimento a famiglie nobili in cambio del controllo del territorio. Dal termine deriva anche il sostantivo del tedesco moderno Nutzen (vantaggio, vantaggi) ed il corrispondente verbo col significato di utilizzare, giovare.


Altro toponimo riferibile alla famiglia degli Albizi sono le Gualchiere di Remole sulla riva sinistra dell'Arno nei pressi di Rosano. Gualchiera e gualcare derivano dal longobardo walkjan che significa pressare, il procedimento attraverso il quale si rendeva il tessuto più resistente attraverso l'infeltrimento della lana. Dalla stessa radice derivano il cognome pratese Gualchierani e quello piemontese Gualco oltre al comunissimo anglo-sassone Walker.


Il cigno è una figura chiave nella mitologia celto-germanica, simbolo di bellezza e fertilità, questo animale rappresenta un ideale di purezza e nobiltà che riporta ad un mondo primordiale. Le valchirie, le donne guerriero della mitologia norrena, erano spesso accompagnate da cigni e molte saghe medievali ne erano ispirate. come quella di Lohengrin. Anche lo stemma degli Albizi potrebbe far riferimento a queste creature acquatiche, attraverso il simbolo dell'occhio del cigno che è bordato di nero, anche se occorre dire che il riferimento araldico che va per la maggiore, anche se inusuale,  è quello dei gomitoli, infatti la famiglia apparteneva proprio alla corporazione dell'arte della lana. Lo stemma è sormontato da una croce teutonica che fa riferimento all'ammissione in tale ordine di Maso degli Albizi (1343-1417), figura centrale della casata e gonfaloniere di giustizia del governo fiorentino dal 1393.


Per una più ampia panoramica sui blasoni delle antiche famiglie toscane, si veda la Raccolta Ceramelli Papiani presso l'Archivio di Stato di Firenze i cui contenuti sono disponibili on-line.


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