sabato 29 giugno 2013

Alla ricerca del marker longobardo: la statura

I Longobardi, attraverso il loro DNA ci hanno lasciato un carattere genetico ereditario che possiamo constatare con facilità: la statura. L'altezza media è un parametro che in Italia varia molto da regione a regione. Raggiunge il suo massimo nelle regioni del nord-est per diminuire anche sensibilmente lungo lo stivale. 


Come mai i Longobardi erano così alti? Dall'analisi linguistica comparata sono emerse molte coincidenze tra lemmi longobardi e lemmi dell'antico frisone, una lingua che si parlava nella regione storica della Frisia situata sulle coste del Mare del Nord tra l'Olanda e la regione tedesca dello Schleswig-Holstein. Questa è esattamente la stessa area geografica dove, attorno al I secolo d.c., lo storico romano Tacito colloca i Longobardi nella sua opera Germania.

Nel medioevo la Frisia era già conosciuta per la straordinaria altezza dei suoi abitanti, lo stesso Dante nel canto XXXI dell'Inferno per indicare l'altezza di un demone infernale fa riferimento all'altezza dei Frisoni: "..., che giugnere a la chioma tre Frison s'averien data mal vanto", ovvero neanche tre frisoni posti uno sull'altro avrebbero potuto raggiungere il capo del demone di cui ci parla il sommo poeta.


Dal punto di vista genetico abbiamo fatto già riferimento al marker SNP U106 che è sicuramente legato al grosso delle popolazioni di stirpe germanica. Questo marker viene anche definito "frisian marker" anche se questo è un termine che può trarre in inganno. Nell'area infatti sono presenti anche altri marker genetici. Sto parlando dell'L21, un tratto continentale celtico presente anche in popolazioni che parlavano un idioma germanico occidentale come i Longobardi. 


Che l'L21 possa essere stato importato nelle isole britanniche dal continente ce lo dice direttamente lo stesso Tacito che nel suo Agricola ci parla degli abitanti della Caledonia (Scozia): "Namque rutilae Caledoniam habitantium comae, magni artus Germanicam originem adseverant" cioé "I capelli rossi e le grandi membra degli abitanti della Caledonia indicano chiaramente un'origine germanica." Questo è un marker che troviamo infatti sempre più spesso lungo tutta la costa della Frisia, e in prossimità della foce dell'Elba, dove oggi sorge la città di Amburgo. Del resto l'inglese è una lingua di ceppo germanico, l'antico inglese ha molte similitudini con l'antico frisone e con l'olandese, a questo deve pur corrispondere un forte apporto genetico proveniente dal continente. Nelle isole britanniche le popolazioni celtiche autoctone sono rimaste solo nel Galles ed in Irlanda dove infatti è sopravvissuta l'originaria lingua gaelica. Tra l'altro sembra che gli anglosassoni in Inghilterra abbiano attuato una vera e propria pulizia etnica che deve aver inciso parecchio sul substrato genetico dell'isola.


Ecco che quindi non possiamo limitare l'influsso germanico al marker U106 ma lo dobbiamo estendere anche all'L21 per indicare le popolazioni che abitavano nell'attuale Schleswig-Holstein e lungo il basso corso dell'Elba, che erano le aree di provenienza di Sassoni, Angli e Iuti, ma anche dei Longobardi che come sappiamo hanno avuto un percorso migratorio completamente diverso, che passando per la Pannonia (Ungheria) li avrebbe condotti nella loro nuova patria: l'Italia. Quindi con buona pace di chi sostiene il contrario non possiamo considerare il marker L21 come esclusivamente celtico, ma relativo anche a popolazioni della Germania settentrionale e dello Jutland. L'L21 è anche presente lungo la costa meridionale di Svezia e Norvegia, anche se purtroppo i dati della scandinavia sono ancora basati su un campione troppo piccolo per vedere il reale impatto di questo marker.



Chiesa fortificata nel villaggio sassone di Prejmer
 in Transilvania
In particolare sono interessanti alcuni spot L21 in Romania, presso la cittadina di Brașov, nell'area dei villaggi sassoni della Transilvania. In questa zona si insediarono a partire dal XIII secolo delle colonie di contadini tedeschi che costruirono dei villaggi fortificati contro le invasioni dei Tartari.
Questi sei villaggi oggi sono riconosciuti dall'UNESCO patrimonio dell'umanità.

Passando all'Italia si rilevano spot L21 a Torino e in Val di Susa, in diverse località della Sicilia, nell'alto Bradano e in Corsica settentrionale. Sono tutte localizzazioni che potrebbero essere compatibili con insediamenti longobardi (a parte la Sicilia che non fece mai parte del Regno longobardo d'Italia). Purtroppo però nel nostro paese sono ancora pochissimi quelli che si sono sottoposti all'esame del DNA del cromosoma Y e hanno testato anche gli SNP.


Se siete interessati a fare le analisi del DNA per scopi genealogici potete ordinare un test del cromosoma Y-DNA, per conoscere l'aplogruppo di appartenenza basta anche un test a 12 marker, se il risultato del test è R-M269 e volete sapere se i vostri ancestori erano Longobardi, dovete allora ordinare gli SNP test per i marker U106 e L21. Uno di questi due dovrebbe essere positivo. Per i risultati occorre aspettare circa 60 gg.


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1 commento:

Anonimo ha detto...

Dagli studi di inizio secolo sui coscritti, i toscani erano i piu' alti insieme ai nord est Italiani. Le migrazioni interne hanno sicuramente abbassato la media.

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