martedì 16 aprile 2013

Il sistema delle torri.

Alla migrazione dei Longobardi dalla valle del Danubio parteciparono non più di 100.000 - 150.000 persone tra cui donne e bambini. Un intero popolo lasciò con Alboino le brulle lande della Pannonia per l'avventura italiana, tra questi anche 20.000 Sassoni.

Forse mai nella storia una così esigua ma motivata minoranza poté conquistare una così grande nazione e governarla per quasi due secoli, come fu possibile?


La società longobarda riusciva a controllare un grande territorio con pochissime risorse umane, l'organizzazione capillare degli insediamenti fondiari, la struttura sociale piramidale e le gerarchie militari delle famiglie di guerrieri e un grande alleato: il cavallo, resero possibile quest'impresa. 


Con piccoli gruppi guerrieri ben collocati nei punti strategici del territorio lungo i crinali pedecollinari erano in grado di controllare le valli. Per arrivare a questo scopo venne utilizzato un intelligente sistema di torri fortificate visibile ancora oggi, in quanto attorno all'anno mille furono integrate negli edifici religiosi del periodo romanico, le splendide Pievi di cui abbiamo moltissimi esempi nel Valdarno.


Il sistema delle torri longobarde nel Valdarno Superiore

Le torri erano organizzate in modo che ognuna ne potesse vedere almeno altre due, se si osserva la mappa, possiamo facilmente constatare come queste siano posizionate ad una distanza omogenea, con questo sistema di torri i Longobardi potevano controllare tutta La Valle dell'Arno. Al minimo segnale d'allarme venivano fatti dei segnali visivi in modo di allertare tutti gli altri avamposti e poter giungere in massa sul nemico. Ecco perchè i Bizantini non riuscirono mai a prendere il controllo di questa strategica valle.


Nella pianta abbiamo segnato e riconosciuto le seguenti torri che hanno tutte le stesse caratteristiche tipologiche: campanile del duomo di Fiesole, campanile della Chiesa di San Michele Arcangelo a Pontassieve (oggi completamente ricostruita dopo i bombardamenti della seconda guerra mondiale), campanile della Pieve di San Leolino presso Rignano sull'Arno (in parte ricostruito), campanile della Pieve di San Miniato a Rubbiana presso San Polo in Chianti, campanile della Pieve di san Romolo a Gaville, campanile della Pieve di San Pancrazio a Cavriglia, torre di Galatrone che domina l'abitato di Torre presso Mercatale Valdarno, campanile della Badia di Santa Maria a Bucine, campanile della Chiesa dei Santi Pietro a Paolo a Rondine, campanile della Pieve di San Pietro a Gropina, campanile dell'Abbazia di Soffena presso Castelfranco di Sopra, campanile della Pieve di San Pietro a Cascia presso Reggello, campanile della pieve di San Donato in Poggio in Val di Pesa.


Presso la città di Fiesole sono state ritrovate numerose tombe longobarde con corredo di armi delle quali una è stata ricostruita all'interno del Museo Civico Archeologico. Altre tombe sono oggi presenti sotto il pavimento della Pieve di San Pietro a Gropina e nell'Abbazia di Soffena, testimoniano la presenza di gruppi guerrieri presso le torri di avvistamento.


Tomba di un guerriero longobardo alto
circa un metro e novanta, ricostruita nel
Museo Civico Archeologico di Fiesole


Il sistema è analogo a quello descritto da Tolkien nel "Signore degli Anelli" e ben rappresentato nel capolavoro fantasy di Jackson.





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